martedì 8 aprile 2014

Traona (SO). Troppi casi di uso improprio di mungitrici

Stanno suscitando grande allarme sociale a Traona i diversi casi di uso improprio di mungitrici a fini di autoerotismo, verificatisi nelle ultime settimane. La situazione è allarmante sotto diversi punti di vista:
  • sanitario, atteso che già 7 persone hanno riportato lesioni permanenti ed invalidanti alle proprie attrezzature anatomiche di piacere
  • sociale, considerato che, dalle indagini condotte dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Famiglia e per il Patriarcato, si è verificato un calo del 47% nell'adempimento dei doveri coniugali da parte dei capifamiglia (giova ricordare che, secondo gli Statuti Traonesi, il mancato consumo di almeno 21 atti coniugali ogni settimana configura ipso iure il venir meno, in capo all'altro coniuge, del dovere di fedeltà, in forza del c.d. "ius sollazzandi post non solvendo debitum carnalis")
  • ordine pubblico, in forza dell'istituto giuridico della "supplenza coniugale patriarcale", in forza del quale ogni maschio maggiorenne non sposato può vantare diritti sulla moglie di una persona che si trovi in stato di inadempienza ai doveri coniugali. Già in passato si sono verificati fatti di sangue e faide tra famiglie, connessi all'esercizio di tale diritto (dalla chiara matrice medievale)
La continua contrazione dell'allevamento di bovini, ovini e caprini da latte ha fatto sì che a Traona un sempre maggiore numero di macchinari per la mungitura non debba più essere destinato agli usi corretti per cui è stato immesso in servizio. Tale situazione ha scatenato una dilagante lascivia zootecnica, alla quale le autorità locali non riescono, per ora, a porre rimedio. 
Si citano di seguito alcuni casi che hanno suscitato enorme sgomento tra la popolazione:
  • Eutimio Strozzoni ha iniziato la mattina alle 6.30 a procurarsi sollazzo con una mungitrice SuperSuck, modello TiraPomp 999. Dopo 5 ore consecutive di utilizzo della macchina, il serbatoio di mungitura era colmo; a quel punto lo Strozzoni ne ha travasato il contenuto in una damigiana e si è recato presso la Banca del Seme di Mello per porre in vendita il prodotto (remunerato 2,5 €/litro). Lo sciagurato si è poi recato d'urgenza da un norcino dalle parti di Bedoglio per sottoporsi ad un'operazione di mentuloplastica ricostruttiva.
  • Bartolomeo Segacci LaRaspa ha inopinatamente abusato di un macchina SwotaFast, modello Sukkion 2000 (una potente mungitrice per grandi allevamenti). L'impianto è tarato per arrestarsi automaticamente solo quando uno specifico sensore di livello indica che il serbatoio di mungitura è pieno. Poichè la capacità del serbatoio è di circa 3 metri cubi, lo sventurato Segacci LaRaspa è rimasto per 18 ore consecutive attaccato al macchinario. Riempito il serbatoio, si è staccato ed ha chiesto aiuto. I soccorritori hanno dichiarato che la sua attrezzatura di piacere era ridotta in modo tale da somigliare ad un grosso insaccato di sangue suino.
  • Genesio Scorticoni, in preda ad astratti furori dopo aver bevuto un'intera damigiana da 15 litri di un liquame rossastro prodotto in quel di Mello, e che localmente ci si ostina, chissà perchè, a chiamare vino, ha maturato la convinzione che, per calmarsi e ritornare in se, fosse necessario trastullarsi per un paio d'ore con la sua mungitrice TurboPump, modello HellSuck. Terminata la seduta, si è accorto che la sua attrezzatura erotica aveva le dimensioni e l'aspetto di uno zampone. Recatosi d'urgenza al dispensario medico di Serone, è stato ricoverato in osservazione per una notte e poi dimesso senza particolari indicazioni terapeutiche, almeno per il momento (trattandosi di un caso di mentula zampomorfa suina, occorre attendere le festività natalizie e di fine anno per una valutazione sulle cure da intraprendere).

venerdì 4 aprile 2014

Roncaglia di sotto (SO). Epidemia di priapismo

Da ormai due settimane la popolazione maschile di Roncaglia di sotto è flagellata da una terribile epidemia di priapismo. La nefasta patologia, dal nome scientifico di sindrome megalopenica cianotica, è causata dal contagio del bacillus mentulomagnus lytoides, un batterio dotato di altissima capacità di diffusione pandemica, soprattuto in popolazioni abituate alla masturbazione all'aria aperta ed alla conseguente eiaculazione in terra. La malattia si manifesta con sintomi assai dolorosi:

  • erezione, che può durare anche 72 ore consecutive
  • cianosi mentulare (infatti la malattia è anche nota come "sindrome della nerchia blu")
  • ipertrofia mentulare, con lunghezza sino a 60 centimetri e diametro sino a 8 centimetri
  • ipertermia mentulare, sino ad 80° C (tra le popolazioni della Costa dei Cech la malattia è infatti denominata anche "male dell'uccello di fuoco")
  • psicosi penetrativa ossessiva (nella fase acuta il malato avverte l'impellente necessità di penetrare qualunque pertugio o foro gli capiti a tiro)
Non solo per dovere di cronaca, ma anche per testimoniare lo spaventoso livello di abiezione a cui la sindrome megalopenica cianotica può condurre, si citano di seguito i casi di tre persone che hanno avuto la sventura di contrarre la nefasta malattia:

  1. Egidio Paracarri Tronconi, dopo 48 ore consecutive di erezione, ha tentato di penetrare brutalmente la bocca di un fiasco. Completata la penetrazione, è subentrata una forma fulminante di ipertrofismo mentulare, con repentino aumento del diametro e le conseguenze che tutti possono facilmente immaginare
  2. Giuseppe Satirelli Pertica, tormentato da una temperatura mentulare di circa 70° C da 3 giorni, è salito in quota sino a raggiungere un ghiacciaio al confine con la Val dei Ratti ed ha conficcato la propria attrezzatura di piacere in una parete di ghiaccio, dove è rimasto incastrato per 18 ore. Giunti i soccorsi, è stato necessario un lavoro di 4 ore con punta e mazzetta per liberare la verga dello sventurato
  3. Luigino Stangarelli Vergacci, colto da un raptus di psicosi penetrativa ossessiva, si è accoppiato in 36 ore con 7 giumente, 11 manze, 9 capre e 6 galline. E' stato necessario abbatterlo a fucilate quando ha tentato di copulare con la figlia del parroco, da lui scambiata per una capretta tibetana

Per avere ulteriori notizie ed approfondimenti sulle possibili misure sanitarie e di pubblica sicurezza da adottare per debellare il tremendo flagello della sindrome megalopenica cianotica, Pasquino Pinzocheri Press Agency ha interpellato Gottlieb Teofrastus Von Nerkienstein, professore emerito di Terapia dei disturbi priapistici presso l'Università degli Studi di Bregolana. Se ne riportano fedelmente le dichiarazioni:
  • "le epidemie di priapismo devono essere affrontate con estremo rigore. Di positivo c'è il fatto che, se si riescono a far regredire i sintomi, è pressochè debellata pure la malattia, fatte salve alcune terapie di mantenimento
  • l'erezione di lunga durata è aggredibile con tecniche di trattamento termico penieno ad alta temperatura. Si tratta essenzialmente di applicare alla parte dei getti di vapore a 1.000° C per una settimana, 8 ore al giorno
  • l'ipertrofismo mentulare si contrasta a mezzo di lavaggi con acqua a 100° C, candeggina e mordente per la concia del cuoio, accompagnati da frizioni con sabbia e vetro in micro schegge
  • la cianosi mentulare è trattabile con impacchi di acqua ragia, acido cloridrico e napalm
  • per l'ipertermia mentulare si può impostare una terapia a base di irrorazioni di azoto liquido a meno 160° C (possibile una certa vetrosità peniena come effetto collaterale)
  • la psicosi penetrativa ossessiva è curabile con applicazione locale di un cilicio in filo spinato, accompagnato da pomata al peperoncino e polvere da sparo impastata con cromo e mercurio
  • scomparsi i sintomi della malattia, è opportuno proseguire per almeno sei mesi con una terapia di mantenimento, basata su massaggi con ortiche fresche in fiore ed acido acetico"

mercoledì 2 aprile 2014

Cornolo (SO). Proclamazione dell'indipendenza e liberalizzazione della coltivazione della marijuana

Il Fronte Patriottico Cornolino di Liberazione Nazionale (FPCLN) ha proclamato l'indipendenza del territorio di Cornolo e la conseguente secessione dal resto della Valmasino. Contemporaneamente, nelle aree controllate dal FPCLN sono stati liberalizzati coltivazione, stagionatura, lavorazione e consumo della marijuana. 

"La proclamazione dell'indipendenza della terra di Cornolo rappresenta la realizzazione di un sogno coltivato per secoli da generazioni di cornolini. Abbiamo trasformato in fatti concreti quello che, dalla notte dei tempi, è stato il più alto anelito delle nostre genti: liberarsi dall'oppressione e dalla tirannide dei boiardi di Cataeggio. Abbiamo deciso di prendere le armi per porre fine alla plurisecolare prepotenza di quelle genti a noi estranee per cultura, costumi e, soprattutto, standard igienici. Era ora di dire basta. Così abbiamo  realizzato delle fortificazioni lungo la linea di confine con Cataeggio, sottoposte a ferrea vigilanza armata grazie alla grande quantità di armi che, dalla fine della seconda guerra mondiale, erano nascoste in un bunker segreto in contrada Ca' de Pedru. Il battaglione dei Granatieri di Sasso Bianco, forte di 700 uomini, vigila sulle nostre frontiere ed è pronto a combattere fino all'ultima goccia di sangue contro eventuali attacchi che potessero giungere da Cataeggio. In particolare, lo Squadrone Desenac di difesa biologica è in grado di respingere eventuali atti di aggressione a base di folate mefitiche, le più temibili tra le armi di sterminio di massa in mano ai cataeggini, visto che se le possono produrre in casa con costi praticamente nulli e pochissimo sforzo", dichiara il Segretario Generale del FPCLN GianBernardo Randellacci dei Conti de l'Odola.

"Abbiamo già le idee molto chiare anche per quanto riguarda lo sviluppo economico. Per secoli, l'economia di Cornolo si è basata sull'agricoltura. Siccome nulla si inventa e nulla sparisce, ma esiste solo una sublime e continua rielaborazione dell'esistente, abbiamo avuto un'intuizione che farà vivere a Cornolo una vera e propria età dell'oro e gli darà senza dubbio una notorietà mondiale. Infatti, continueremo a vivere di agricoltura, ma invece di patate, fagioli e verze produrremo marijuana. Grazie ad un accordo internazionale concluso con il governo giamaicano, dopo un accurato studio agronomico, è stata selezionata una varietà di canapa dal nome scientifico di Cannabis Svergola Scetergnensis, particolarmente adatta alle caratteristiche dei terreni di Cornolo. E' quindi nostro intento dissodare e seminare ettari ed ettari di Cannabis Svergola Scetergnensis nella valle de l'Odola, a Desenac, Scetergna e Sasso Bianco. Dove adesso ci sono le cave abbandonate, allestiremo un sito di essiccazione e lavorazione della canapa. L'impianto sarà servito da una rete di teleferiche che trasporteranno i raccolti dai luoghi di coltivazione. A pieno regime, contiamo di produrre circa 2mila tonnellate ogni anno di canapa essiccata, di cui faremo commercio, grazie ad una rete distributiva di otto spinellerie, che richiameranno migliaia di clienti da tutto il nord Italia. Non solo, in località Ca' di Stelin realizzeremo una fattoria didattica, dove, già dai sei anni, i bambini potranno, con le proprie mani, seminare, vedere spuntare, seguire la crescita delle piante, fare il raccolto, imparare le tecniche di conservazione e, infine, rollarsi e godersi il primo, meritato cannone della loro vita. Per le strade di Cornolo, invece delle cabine con il telefono, avremo delle cabine con il narghilè", aggiunge Randellacci. 

"Alla dogana in località S. Antonio metteremo un cartello con scritto a caratteri cubitali BENVENUTI A CORNOLO, LIBERA REPUBBLICA DELLA PORRA", conclude Randellacci. 

martedì 1 aprile 2014

Irrinunciabili vagabondaggi

Si era deciso di uscire per spendere qualche ora, di denaro manco a parlarne. Uscire sì, ma da dove? Fuori di casa? Fuori dal passato e dalla memoria? Fuori dal buon senso? Fuori dall'essere tutti uguali? Vallo a sapere!

Eravamo sulla porta. Manco noi sapevamo se stessimo aspettando qualcuno che arrivasse con un bancale di motivazioni per andare avanti oppure aspettassimo il momento giusto, l'occasione ladra per cedere al fascino assai discreto della voglia di scendere nelle strade. Che strana tensione bruciava nelle nostre sigarette assieme al tabacco; non sai mai se è meglio tenerti il tuo tranquillo presente senza fascino oppure oltrepassare la soglia e dimenticarti per sempre quella porta.

Alla fine uscimmo fuori, vinti da un non ben precisato desiderio di disintossicazione dalle nuvole e dalla quotidianità. Sì, eravano partiti, alla ricerca di non si sa che, con non troppa convinzione. Ma eravamo affamati di stranezze e novità, eravamo pieni di biglietti del treno, tutti in bianco.

Ci sentivamo vogliosi di strade, piazze, giardini, panchine, idee, colori, passioni, novità. Nulla ci pareva potesse bastare. Ci chiamavamo insoddisfatti. Ma non eravamo frustrati, la nostra ideologia era semplice e rivoluzionaria insieme. Niente di politico o di sociologico, nessuna intenzione di ribaltare chissa quale "sistema", mai e poi mai avremmo avuto l'idea di predicare il nostro credo con le bombe. Il nostro manifesto era semplice e diceva solo questo: "dichiararsi soddisfatti è il peggior crimine che si possa commettere contro se stessi". Conquistata questa riga di verità, molti dubbi erano stati portati in discarica. L'autolesionismo della soddisfazione non ci apparteneva più. La rivoluzione e la lotta di liberazione erano dentro le nostre vene.

Arrivati alla stazione, nel pieno del nostro furore ideologico, salimmo su un treno a caso; la destinazione non ci interessava, tanto era lo stesso. Il convoglio cigola sui binari e parte, l'euforia ci invade, nessun interesse abbiamo per il tempo che passeremo sui quei sedili sudici ed appiccicosi, la destinazione che non conosciamo. Siamo in viaggio, odissea o via crucis che sia non conta, vogliamo solo andare. E stiamo andando.

Mesi e mesi di treno. Arrivi casualmente in una stazione, non sai quanto stai fermo e quando riparti. Si fa a turno per fare il palo sulla banchina e tutti gli altri scendono e di guardano attorno. Tutto è una novità: la fontanella, il chiosco dei giornali, i taxi, gli autobus, i finti mendicanti, i venditori di bibite e panini. E' tutto nuovo, tutto inventato poco fa. Persino il cielo, le nuvole, la pioggia sembrano invenzioni paradossali ed impreviste. Il compagno di viaggio di turno come palo lancia il suo fischio e si corre tutti a perdifiato, a rotta di collo per risalire sul treno. Cigolio delle ruote, si riparte. Adesso il treno è fuori dalla stazione, quello che abbiamo visto già non c'è più. Ma ci restano le tasche gonfie di ricordi, che culleremo per sempre. Siamo già aperti a nuove realtà che non ci aspettiamo, che non sappiamo nemmeno se esistono. Per questo siamo sempre vogliosi. Siamo aperti ad un presente sempre diverso, che è come essere aperti al futuro. 

Quante stazioni, quante piazze, quanti film visti dal finestrino, quanti treni che incrociamo, anche loro pieni di volti e di anime in viaggio. Si va, si va, si va. Sempre. Basta andare. 

Ogni notte non vorresti mai addormentarti, hai una vita intera da raccontare al vicino di sedile. Lo stesso i tuoi compagni di viaggio. La parola, tua e degli altri, ti sembra uno strumento magico, che crea la tua vita e la fa continuare per sempre. Niente esiste al di fuori di quello che si racconta, che sia la prima donna che ti ha preso com'eri, senza chiederti di cambiare, la prima bevuta con gli amici, la prima impennata con la moto, il primo giorno a scuola, la prima carriola di bicicletta con le rotelle per non spiaccicarti a terra, la prima N80 fumata di nascosto in stalla. Nulla esiste senza la parola e tutto la parola riesce a generare. Ci sono stati tempi dove ti hanno detto che non dovevi parlare. Era solo un trucco, banale ed infame allo stesso tempo, per dirti che non dovevi esistere, non dovevi essere te stesso ma quello che era già stato deciso per te. Adesso lo sai e sei orgoglioso di essere un uomo tutto sbagliato, ma come vuoi tu. Sbagli alla grande ma di testa tua. Una conquista immensa.

Ti senti bruciare dalla voglia di viaggiare e, allo stesso tempo, non ti sfiora per nulla la voglia di firmare. Hai deciso di scegliere con piena consapevolezza ed autonomia la tua personale strada senza senso compiuto. Ti senti meglio, ti pare di respirare, dopo tanti anni non senti più sul petto quella fottuta lastra di piombo che credevi fosse parte di te.

L'ennesima fermata del treno, abbassi il finestrino, un'aria tersa ti carezza i capelli e ti sta come dicendo che lei ti capisce benissimo, lei che per troppo tempo hanno voluto tener chiusa dietro troppe finestre. Lei è li e ti invita ad ascoltare lo squillo cristallino di una tromba ed i rintocchi di inenarrabile potenza e dolcezza di una grande campana. 

Ecco, ci siamo, la tromba e la campana ti chiamano, chiamano te, i tuoi compagni di viaggio ed anche altri milioni di persone di cui ti sembra di conoscere il nome, uno per uno. Niente masse di uomini e donne indistinguibili ma una grande moltitudine di volti, di passioni e di pensieri che ora ti sembrano familiari. Non squadre o reggimenti in parata ma un'unità trasparente di donne e di uomini, quelli che hanno nella testa intere biblioteche e quelli che sanno a malapena leggere, tutti assieme. Ma non conta da dove si arriva, e neanche dove si va, basta essere in cammino. La campana e la tromba suonano con una enorme potenza, una potenza che però non trasmette tensione o paura ma solo un messaggio: "rifiutate per sempre la schiavitù della mente, tirate la prima mazzata all'autocensura delle vostre emozioni, non vivete la vita di altri, non consumate le vostre scarpe su strade già disegnate altrove per voi". Messaggi così semplici da sembrare quasi banali, ma che da troppo tempo erano stati messi a tacere. Insomma, è tutto chiaro, occorre conquistare il principio, segnare il primo punto, ottenere la prima vittoria, quella a fronte della quale nulla potrà mai valere di più. La tromba e la campana altro non fanno che chiamare a raccolta te e milioni di altri come te per un motivo semplicissimo: il tempo dell'insurrezione è maturo. nessuna menzogna può essere contrabbandata a tempo indeterminato, prima o poi viene smascherata e, con enorme stupore, non se ne vede più il potere ma solo la meschinità e la piccolezza. Dopo troppo tempo e dopo troppa menzogna, era stata detta la verità, quindi era stato consumato un atto rivoluzionario, da quel momento in poi non si sarebbe più potuti tornare indietro. Era stato consumato un atto eversivo di una portata distruttiva, mai vista, ricordata o pensata prima.

Uno sgomento persino piacevole ci ha fatto vedere la curva della storia. E' finito un vecchio mondo. A dire il vero, l'assuefazione al verbo tonitruante dei profeti del dolore, sempre preoccupati di evitare il calo del livello di tristezza nel nostro sangue, aveva lasciato qualche traccia. Ci chiedevamo come fosse possibile quella nuova consapevolezza, come fosse possibile decidere per noi stessi. Ma quello spaesamento non è durato molto, spazzato via dalla forza della realtà e della verità che si spiega da se.

Eravamo come gli straccioni di Walmy: senza speranza prima di combattere, autori della storia appena finita la battaglia.

venerdì 7 marzo 2014

Ci sono...

... silenzi che rombano come un cannone
... sogni in bianco e nero che danno una luce più ardente dell'eruzione di un vulcano
... bisbigli che spaccano l'oscurità come lampi ed aprono infiniti mondi
... erbacce che nascondono fragole supreme
... fiori che sbocciano nascosti con colori così potenti che sfondano la vista
... un sole di rame che ubriaca di vita 
... radure infinite dove ci siamo riscoperti sognatori
... bicchieri di vino che per niente al mondo cambieresti
... plichi di lettere che urlano il loro diritto di essere spedite
... montagne irraggiungibili che chiamano senza essere mai stanche
... certi suoni notturni che costruiscono grattacieli di cento piani
... pazzie che svelano la verità con la luce ardente del fulmine
... fiumi di birra che fanno di te un poeta incensurabile
... squilli di campane che chiamano alla rinascita 
... porte che non si sono aperte e si vergogneranno per sempre
... momenti dove ti berresti un oceano senza che ti basti
... strade che valgono per quello che sono, senza sapere dove portano
... voci in abito bianco alla ricerca di pensieri cui donarsi
... pezzi di cielo fuori dalla finestra che ti fanno spuntare le ali
... lampi e tuoni che annunciano un'imminente liberazione
... giorni di pioggia che regalano milioni di ricordi 
... frecce in pellegrinaggio da sempre per trovare il loro arco
... cristalli innamorati della loro delicatissima bellezza
... tasche orgogliose di essere piene di granate
... stecche di sigarette abbastanza da raccontare la tua vita al primo che passa di qui
... scarpe che viaggiano anche per te
... distese di neve impazienti di donarti chissà quali segreti
... momenti dove le lancette non hanno nessun senso
... notti stellate che rimborsano di mille giorni di tristezza 
... crepuscoli che ti fanno sentire la nostalgia di infinite stanze segrete
...
e poi c'è LEI, che se non fosse qui l'aspetterei fino a quando la porta della misericordia sarà spalancata
...
... motivi per esserci così forti da spianare una montagna
... desideri infiniti che schiaffeggiano il passare del tempo

martedì 4 marzo 2014

Sernio (SO). Riforma patriarcale e confessionale dei diritti civili

Di recente, la Libera Repubblica Frutticola di Lovero ha riformato la propria costituzione, introducendo il sistema censuario frutticolo per il godimento dei diritti civili e la suddivisione in caste della società. Il principio sancito è quello tale per cui il valore di un uomo si misura in piante, un uomo senza piante non è un uomo. 
Tale riforma di portata epocale ha scatenato lo spirito di emulazione nella Contea di Sernio - meglio nota come l'Eden della mela golden - dov'è stato implementato, con un consenso che non è infondato definire come plebiscitario, un corpus normativo che si incardina su due assunti filosofico/giuridici di base:
  1. la compenetrazione tra istituzioni civili ed ecclesiastiche, in coerenza con la migliore tradizione del confessionalismo post tridentino
  2. il diritto di famiglia improntato alla concezione contadino/patriarcale
Questi gli emendamenti costituzionali di maggiore rilevanza:
  • tutti coloro che intendono candidarsi per l'elezione a qualunque carica pubblica devono ottenere l'autorizzazione preventiva da parte della "Sacra Congregazione per la dottrina della fede rurale e patriarcale", attiva in seno alla locale Curia vescovile
  • chiunque sia eletto a cariche pubbliche si può insediare solo dopo aver prestato giuramento di fronte al vescovo di Sernio ed al Gran Consiglio dei Capifamiglia
  • la scuola dell'obbligo è sottoposta alla giurisdizione congiunta della Diocesi e del Gran Consiglio dei Capifamiglia
  • l'assunzione di personale femminile nella Pubblica Amministrazione è possibile solo previa indagine, con riscontri positivi, sulla purezza muliebre della persona interessata
  • l'esercizio di attività economiche diverse dalla frutticoltura è soggetto ad autorizzazione da parte del Supremo Consiglio Patriarcale
  • il godimento dei diritti civili per le donne è possibile solo ove esse non svolgano attività lavorative al di fuori della famiglia 
  • le donne con più di 20 anni di età che siano ancora nubili sono soggette al pagamento di una tassa, il cui gettito è destinato al finanziamento di inziative di sostegno materiale ai minori nati da relazioni sessuali illecite
  • le istituzioni si fanno carico di promuovere la castità prematrimoniale delle donne e lo svezzamento erotico dei maschi che abbiano compiuto il 7° anno di età
  • i matrimoni devono essere approvati dai rispettivi padri dei due nubendi. Per i primi 5 anni, i neosposi devono vivere nella casa del padre dello sposo
  • il diritto delle successioni è improntato alla preminenza del figlio maschio primogenito
  • ogni capofamiglia ha l'obbligo, alla nascita di ogni figlio maschio, di mettere a dimora 100 piante di melo
  • la prosecuzione degli studi oltre la 5^ elementare è soggetta ad autorizzazione congiunta civile ed ecclesiastica (le donne non possono comunque andare oltre la 3^ media)
  • le famiglie con meno di 5 figli sono soggette a maggiore prelievo fiscale
  • le relazioni sessuali al di fuori del matrimonio sono penalmente sanzionate, fatte salve quelle tra il capofamiglia e le sue figlie non ancora sposate oppure tra maschi primogeniti e sorelle non sposate

giovedì 27 febbraio 2014

Dazio (SO). Attivato il corso di laurea in "Marketing della paura"

Dall'anno accademico 2014/15 la Torquemada International University di Dazio (TIUD) attiverà il corso di laurea in Marketing della paura. Il nuovo corso di studi, di durata quadriennale, si propone di formare, in modo completo e poliedrico, dei professionisti che, in diversi campi, si occupano di diffusione della paura tra le masse popolari, con particolare attenzione:
  • alle fasce di popolazione di medio-basso livello culturale
  • alle persone con carenze di sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale (soprattutto se genitori di bambini sotto i dieci anni ed affetti dalla c.d. "sindrome da minaccia cronica al bimbominkia")
Pasquino Pinzocheri Press Agency ha intervistato il Rettore Magnifico della TIUD, il prof. Adalgerico Piombacci Sacelli. Queste le sue dichiarazioni:
  • "abbiamo deciso di attivare il corso di laurea in Marketing della paura perchè ci siamo resi conto che l'uso della paura da parte delle istituzioni a fini di educazione e controllo della società è ormai enormemente diffuso ed è perciò necessario fornire agli operatori conoscenze teoriche e tecnico-pratiche molto approfondite e standardizzate. Come esistono le tecnologie per la raffinazione del petrolio o la laminazione dell'acciaio, deve esistere anche una tecnologia per la diffusione controllata della paura nella società, e noi siamo qui per questo
  • la diffusione della paura nel popolo bue è un aspetto assai delicato; se si sbaglia qualcosa, invece di produrre consenso per l'operato dei pubblici poteri, ed in particolare per la repressione, fisica e culturale, della diversità e della devianza rispetto allo stile di vita consuma - produci - crepa, si rischia di creare le condizioni per la rivolta e l'assalto alle istituzioni. E' facile capire come certi rischi non vanno assolutamente corsi
  • oggi come oggi non ci possiamo più permettere di lasciare che gestione e diffusione della paura vengano gestite in modo dilettantesco, mentre ci si sgargarozzano una salamella arrosto e un tetrapack da 5 litri di Barbera da hard discount
  • innanzitutto occorre imparare a targettizzare la popolazione. Non si può piazzare indistintamente lo stesso tipo di paura alla giovane coppia che ha appena messo al mondo un bambino, al piccolo negoziante, al libero professionista che si è appena realizzato come uomo e come maschio virile con un appartamento nuovo ed una Mercedes di seconda mano. Per non parlare dell'anziano che prende 470 € al mese di pensione! Non è professionale per niente! Ognuno ha bisogno della sua ansia, del suo terrore e della sua tristezza per poter campare dignitosamente
  • Tutti conoscono il ruolo fondamentale della paura nella fase di imbalsamazione nazionale ma pochi si rendono conto di quanto know how serve per maneggiarla. E' questa la mia grande preoccupazione: ansia ieri, paura oggi e terrore domani e poi rischiamo che il popolo prenda coscienza, magari aizzato da qualche sovversivo che si mette a predicare di grandi imbrogli da smascherare. Noi classe accademica abbiamo il dovere morale, verso la nazione e le sue sacre istituzioni, di mettere a disposizione il nostro sapere affinchè tutto resti così com'è oggi, ma dando l'impressione di essere sempre in vorticoso divenire"
Si riportano di seguito le principali materie che fanno parte del piano di studi del corso di laurea in Marketing della paura:
  • paura del drogato
  • paura dell'immigrazione
  • paura dei rom
  • paura di gay e lesbiche
  • paura del pedofilo
  • paura della prostituzione per strada
  • paura dell'AIDS
  • paura delle malattie epidemiche
  • paura della virilità del maschio immigrato
  • paura della lascivia della donna immigrata
  • paura che la figlia se la faccia con un nero
  • paura che il figlio maschio porti a casa una mulatta
  • segmentazione per classi omogenee della popolazione da impaurire
  • differenziazione della paura per sesso
  • differenziazione della paura per età
  • differenziazione della paura per censo e classe sociale
  • differenziazione della paura per provenienza territoriale
  • differenziazione della paura per livello di scolarità
  • differenziazione della paura per cultura e religione
  • tecniche di paura per anziani e pensionati
  • tecniche di paura per giovani coppie con bimbominkia
  • tecniche di paura per liberi professionisti
  • tecniche di paura per donne giovani che vivono sole
  • tecniche di paura per vedove
  • tecniche di paura per piccoli commercianti
  • tecniche di paura per la vita in città e condomini
  • tecniche di paura per la vita in campagna
  • tecniche di paura per lavoratori notturni e su turni
  • tecniche di paura per l'alta società
  • tecniche di paura per il ceto medio
  • tecniche di paura per proletariato e sottoproletariato