giovedì 23 agosto 2018

Ceccus Pomelli

Ceccus Pomelli vajassans
Blondus mentulae scassans
Sine cerebrus sunt genitores
Habitantes in landae pomatores
Ceccus de Vajassa descendens
Mater gretta ed semper demens
Pater agriculus semper absente
Allevatur puello vero deficiente
Sicut bestiame est allevatus
In stato brado et sicut pecus
Ceccus crescens in terra humbrosa
Circondatum de dementia hubertosa
Puellus Pomellus no videt lux
Pupettus est sbracone sicut dux
Super chiappam legnata mancata
Super musum lecca semper obliata
Septem dies de maroni rompendo
Semper de sterco male condendo
Modellus de luxum semper paludatus
Divertens in modum decerebratus
Tosinus selvaticus et arrogans
Amante ruttam ed ludo urticans
Tuberos et luganegas affamato
Ad tavolam vulgaris et sbracato
Ad mater starnazzam indifferens
Sed idiotam omnie horae efficiens
Pater cultivandi et non existente
Ceccus infante totum deficiente
Omnia vitius habet sviluppatus
Et sine juditio eius est forgiatus
Ruttans et petans sicut porcus
In suo capite pulvis et fangus
Arrogans sicut rex super thronum 
Et suae budellae emittent tuonum
Manierae habet de stolido bifolco
Secura vocatione de facitore solco

Senza (ipocondrie del III millennio - sezione Italia)

Questa mattina Marcangelo Mostardini si è svegliato, come al solito verso le 6.45, per il solito motivo, ovvero fare colazione, dare un'occhiata ai giornali on-line e poi scendere a piano terra per aprire verso le 8.00 il suo negozio di stock di merci ritirate da fallimenti ed aste giudiziarie (uomo tutto casa e bottega).

Tutto sembrava identico a ieri per il Mostardini: solita scodella di caffelatte, solita brioche all'albicocca, solita caffettiera, solita rassegna stampa di fatti di sangue e tangenti. Il soggetto apre la porta di casa, infila la chiave nella toppa, chiude e si avvia per le solite due rampe di scale che lo porteranno nel solito retro del negozio.

Sono circa le 7.30, il Mostardini entra nel retro del negozio, fa una valutazione circa le merci da esporre in negozio, accende il solito computer e stampa i soliti cartelli da appendere in vetrina con le promozioni e le solite novità disponibili per i clienti.

Siamo alle 7.55, i cartelli sono appesi in vetrina, le luci dentro il negozio sono accese, il Mostardini ha in mano la chiave per aprire il negozio, già tre clienti sono fuori, pronti ad entrare, attratti dalle irresistibili offerte e dalle imperdibili occasioni. Infila la chiave nella toppa, sta per girarla, quando rimane rigido, in piedi, impettito come un corazziere del Quirinale, incapace di qualsiasi movimento. Davanti a se vede una luce sfolgorante e dentro di se sente una voce tonante, che gli dice qualcosa di non ben comprensibile.

Il Mostardini non riesce a riprendersi dallo shock, gli è impossibile comprendere la situazione. E' lì, impalato vicino alla porta del negozio, i tre clienti gli fanno segno con la mano mezzo metro al di là del vetro, ma a lui sembrano solo corpi astrali lontani anni luce, in altre galassie, in altre ere geologiche. Rimane in questo stato per circa 5 minuti, che sembrano durare 5 anni, poi sente la pendola dietro il bancone suonare le 8.

Il Mostardini ha come un sussulto: "oddio sono le 8, dovrei aprire, ci sono già tre clienti alla porta". Sta per girare la chiave e far entrare i clienti quando sente dentro di se un boato simile all'esplosione di un vulcano indonesiano. Il boato interiore lo induce a scappare nel retro del negozio, uscire dalla porta ed infilare velocemente le scale che portano al suo appartamento. Intanto i tre clienti restano basiti da quello che hanno visto e se ne vanno, raccontandosi che l'accaduto è di certo da imputare al carattere strano, volubile ed imprevedibile di quell'uomo, che conoscono da anni.

Intanto il Mostardini è arrivato in casa e si è seduto, tutto sudato ed affannato sul divano, ad occhi chiusi, per cercare di riordinare le idee. Rimane inerte per una decina di minuti, poi si alza di scatto ed esulta come se l'Italia avesse vinto il campionato mondiale di calcio.

Il Mostardini ha avuto l'illuminazione, novello Buddha dei tempi nostri. Ha avuto l'illuminazione che darà nuovo senso alla sua vita: basta col lavoro, lo stress, il sorridere ai clienti quando avresti voglia di strozzarli, la ex moglie che ti cerca solo per batter cassa, secondo lei per le imprescindibili esigenze dei quei due figli adolescenti insopportabili, che alla soglia della maggiore età sanno a mala pena allacciarsi le scarpe da soli. E basta colle assemblee di condominio dove si perdono sei ore per deliberare su 500 Euro di lavori per la messa a norma dell'impianto elettrico da dividere tra 30 appartamenti, basta con il traffico delle ore di punta alla guida del Fiorino per andare a consegnare a domicilio le compere dei clienti, basta con i punkabbestia che ti insultano se non gli fai la carità, basta con i bambini che urlano come disperati in cortile, disturbando la sacra pennica pomeridiana, prima che arrivi l'ora di riaprire bottega. E potrebbero esserci altri milioni di "basta" ... ma, per l'appunto "basta".

Questa è l'illuminazione del Mostardini: la vita può diventare un paradiso se si accetta di diventare un uomo "senza". Cosa significhi di preciso questa illuminazione il Mostardini non lo sa bene, ma lui decide di metterla in pratica lo stesso ... del resto non è un uomo aduso a sofismi o ad impantanarsi sui dettagli, è un uomo del fare, concreto, armato di senso pratico. Lui, ora, sa solo che se diventa un uomo "senza" la sua qualità della vita subirà un'impennata vertiginosa ... quindi decide seduta stante di diventare un uomo "senza". 

Dopo di che, il senza "cosa" di preciso per lui non conta, è poco importante, irrilevante, indifferente, ininfluente, indolente, incontinente, acescente, aderente, afferente, affluente, alcalescente, ambivalente, antecedente, precedente, ardente, astinente, astringente, arborescente, assorbente, aulente, autocosciente, autoreggente, bivalente, coinvolgente, comburente, concupiscente, congruente, connivente, conseguente, consistente, contingente, controcorrente, conveniente, convergente, convincente, cosciente, covalente, decente, deiscente, detergente, deterrente, diligente, dirompente, divertente, eccellente, effervescente, efflorescente, effluente, eloquente, emolliente, eptavalente, equipollente, equivalente, equipotente, esauriente, esavalente, escandescente, evidente, evolvente, evidente, fulgente, furente, immanente, imminente, impellente, incandescente, incipiente, incombente, indipendente, ingente, intermittente, latente, lattescente, lucente, luminescente, lungodegente, luogotenente, magniloquente, magnificente, mittente, movente, multicomponente, multiutente, munificente, nepente, nutriente, obbediente, occorrente, offerente,onnipotente, onnipresente, onnipossente, onnisciente, onniveggente, opalescente, pertinente, piacente, pluripotente, polivalente, possente, plurivalente, potente, possidente, preminente, preadolescente, presciente, presente, prevalente, preveggente, previdente, procombente, proficiente, promettente, prominente, propellente, prorompente, pubescente, radente, radioricevente, radiotrasmittente, rasente, recente, reggente, remittente, residente, resipiscente, resistente, ricetrasmittente, reviviscente, ridente, ricorrente, rifulgente, riverente, rovente, ruggente, rudente, saliente, salvagente, sapiente, seducente, semovente, semideponente, senziente, solvente, sorgente, sporgente, suadente, stupefacente, tangente, telescrivente, teletrasmittente, tetravalente, traente, trasmittente, trasparente, travolgente, trivalente, urente, valente, veggente, veemente, vigente, vincente, vivente, virente, virescente.

Il Mostardini tiene a spiegare, rimarcare, sottolineare, precisare, specificare, chiarire, illustrare, puntualizzare, dettagliare e circostanziare che il punto fondamentale è "essere senza" ... punto e basta!!

Senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza......senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza......senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza......senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...senza...

Quindi il Mostardini, dando prova di granitica forza di volontà, a metà pomeriggio è già diventato:
senza olio di palma
senza glutammato monosodico
senza OGM
senza grassi idrogenati
senza nitrati e nitriti
senza zuccheri aggiunti
senza lattosio
senza litio
senza piombo
senza mercurio
senza idrocarburi alifatici
senza tetracloro-dibenzo-diossina
senza idrocarburi aromatici
senza composti clorurati
senza glifosato
senza lindano
senza polifenoli
senza dieldrina
senza atrazina
senza alcol metilico
senza alcol propilico ed isopropilico
senza cromo esavalente
senza sodio
senza fibre di amianto
senza proteine animali
senza lardo
senza solfati
senza polifosfati aggiunti
senza conservanti
senza coloranti
senza colesterolo
senza PCB
senza nicotina
senza acqua
senza interferenti endocrini
senza alcol
senza ESBO (Epoxidized soybean oil, tiene a precisare il Mostardini per i non addetti ai lavori)
senza bisfenolo A
senza DMF (dimetilfumarato, dimetilfurano oppure dimetilformammide, a discrezione di chi legge, precisa sempre il Mostardini)
senza 5-terz-butil-2,4,6-trinitro-m-xilene
senza 4,4'-diamminodifenilmetano
senza esabromociclododecano
senza bis(2-etilesil)ftalato
senza benzilbutilftalato
senza dibutilftalato
senza diisobutilftalato
senza triossido di diarsenico
senza pentossido di diarsenico
senza cromato di piombo
senza giallo solfocromato di piombo
senza rosso cromato molibdato solfato di piombo
senza tris(2-cloroetil)fosfato
senza 2,4-dinitrotoluene
senza 1,2-bis(2-metossietossi)etano
senza dimetiletere del glicol etilenico
senza triossido di diboro
senza bis(metansolfonato) di piombo
senza 1,3,5-tris(ossiranilmetil)-1,3,5-triazin-2,4,6(1H,3H,5H)-trione
senza 1,3,5-tris((2S e 2R)-2,3-epossipropil)-1,3,5-triazin-2,4,6(1H,3H,5H)-trione (a-TGIC)
senza 4,4'-bis(dimetilammino)benzofenone
senza N,N,N',N'-tetrametil-4,4'-metilendianilina
senza (4-((4-anilino-1-naftil)(4-(dimetilammino)fenil)metilen)cicloesa-2,5-dien-1-iliden)dimetilammonio cloruro
senza (4-(4,4'-bis(dimetilammino)benzidriliden)cicloesa-2,5-dien-1-iliden)dimetilammonio cloruro
senza alcol 4,4'-bis(dimetilammino)-4''-(metilammino)tritilico
senza a,a-bis(4-(dimetilammino)fenil)-4-(fenilammino)naftalen-1-metanolo
senza crisoina resorcinolo
senza azorubina
senza blu indantrene
senza licopene
senza estere etilico dell'acido carotenico
senza flavoxantina
senza criptoxantina
senza rubixantina
senza violaxantina
senza rodoxantina
senza cantaxantina
senza zeaxantina
senza litolrubina BK
senza acido sorbico
senza acido benzoico
senza benzoato di sodio
senza benzoato di potassio
senza benzoato di calcio
senza para-idrossibenzoato di etile
senza sale sodico del para-idrossibenzoato di etile
senza para-idrossibenzoato di propile
senza sale sodico del para-idrossibenzoato di propile
senza para-idrossibenzoato di metile
senza sale sodico del para-idrossibenzoato di metile
senza diossido di zolfo
senza metabisolfito di sodio
senza metabisolfito di potassio
senza tiabendazolo
senza esametilentetrammina
senza formaldeide
senza dimetildicarbonato
senza tocoferolo
senza acido propionico
senza esteri di acidi grassi dell'acido ascorbico
senza gallato di dodecile
senza acido eritorbico
senza butil-idrochinone terziario
senza idrossianisolo butilato
senza idrossitoluene butilato
senza acido tartarico
senza tartrati di sodio
senza tartrati di potassio
senza acido fosforico
senza fosfati di sodio:
senza fosfati di potassio:
senza idrogenomalato di sodio
senza acido metatartarico
senza tartrato di calcio
senza acido adipico
senza adipato di sodio
senza adipato di potassio
senza acido succinico
senza fumarato di sodio
senza fumarato di potassio
senza fumarato di calcio
senza eptonolattone
senza ferrocitrato d'ammonio
senza etilendiamminotetraacetato di calcio e disodio
senza alginato di propan-1,2-diolo
senza sorbitolo
senza mannitolo
senza glicerolo
senza curdlano
senza stearato di poliossietilene
senza sorbitolmonostearato di poliossietilene
senza sorbitan tristearato di poliossietilene
senza esteri glicerici di resina
senza polifosfati
senza idrossipropilcellulosa
senza idrossipropilmetilcellulosa
senza etilmetilcellulosa
senza carbossimetilcellulosa sodica
senza carbossimetilcellulosa sodica reticolata
senza carbossimetilcellulosa idrolizzata enzimaticamente
senza esteri poliglicerici degli acidi grassi
senza poliricinoleato di poliglicerile
senza esteri propan-1,2-diolici degli acidi grassi
senza esteri propilenglicolici degli acidi grassi
senza gliceril- e 1-propilesteri lattilati degli acidi grassi
senza lattilato di stearoile
senza tartrato di stearile
senza cloruro di potassio
senza cloruro stannoso
senza ferrocianuro di sodio, potassio e calcio
senza fosfato acido d'alluminio e sodio
senza fosfato d'ossa
senza silicato d'alluminio, sodio, potassio e calcio
senza stearato di magnesio e calcio
senza acido gluconico
senza glucono-d-lattone
senza lattato ferroso
senza esilresorcinolo
senza acido guanilico
senza acido inosinico
senza dimetil polisilossano
senza esteri dell'acido montanico
senza cera polietilenica ossidata
senza esteri del colofano
senza bromato di potassio
senza azodicarbonammide
senza perossido di benzolo
senza acesulfame K
senza aspartame
senza sucralosio
senza taumatina
senza neoesperidina
senza neotame
senza sale di aspartame-acesulfame
senza acido colico
senza sali di colina
senza amilasi
senza invertasi
senza polivinilpolipirrolidone
senza pullulano
senza adipato di diamido acetilato
senza diamido glicerilato
senza diamido idrossipropilato
senza glicerilato di diamido idrossipropilato
senza fosfato di diamido idrossipropilato
senza ottenilsuccinato di amido e sodio
senza citrato di trietile
senza triacetato di glicerile
senza glicole propilenico

Cecco Pomello

Cecco Pomello figlio della vajassa
Il biondino che la minkia scassa
Vajassa generò Cecco Pomello
Sborrone che merita un libello
Mal allevato allo stato brado
Esempio di pedagogico degrado
Minus habens sono i genitori
Radicati in terra di frutticoltori
Cecco cresce in terra umbratile
Coltiva carattere insopportabile
Pomello della terra senza sole
Buone maniere sotto alle suole
Infante di preclara maleducazione
Mancan battipanni e sculaccione
Rompe i maroni per l'intera settimana
Quanto manca una mano draconiana
Pupetto sempre vestito elegante
Ridanciano con fare tracotante
Fanciullo troppo e male accudito
Sempre mantenuto e mai istruito
Affamato di patate e cotechino
Sta sempre in modalità cretino
Se ne sbatte del tutto di mammà
Si esercita in ogni imbecillità
Inesistente è poi il suo paparino
E giganteggia in spirito asinino
Ricolmo di ogni bene materiale
Ride e rutta come un maiale
Si sente come un re sul trono
E dalle sue budelle trae un tuono
Del bifolco adora le laide mosse
Se lo battesse la coda di Minosse

venerdì 16 febbraio 2018

Fondazione di Nova Cataezu

Giungono a Pasquino Pinzocheri Press Agency agghiaccianti notizie dal nuovo mondo: un gruppo di immigrati originari del delendo borgo di Cataeggio ha fondato in Brasile, nel cuore dell'Amazzonia, in un'area totalmente priva di presenza umana, la città di Nova Cataezu (questo il nome lusofono). I fondatori della città hanno ben pensato anche alla traduzione plurilingue del nefasto toponimo:

  • ovviamente Nuova Cataeggio in italiano
  • New Katayotch in inglese
  • Nouvelle Cataeche in francese
  • Nueva Cataejo in spagnolo
  • Neue Kataesch in tedesco
  • NovoKataetsk in russo
  • Nea Kataegis in greco
Le sterminate moltitudini che leggono i dispacci della scrivente agenzia di stampa si chiederanno il perchè si sia potuta consumare una tale atrocità. Il motivo è presto spiegato: negli anni '80 un gruppo di circa 200 cataeggini ha dovuto lasciare la terra natia a causa di una devastante carestia. Infatti, un'epidemia di peste roditoria aveva falcidiato di oltre il 90% la popolazione di "rattus cataegginus plurincrostatus" (locamente noto come "pantegana brodega") che è il principale alimento degli abitanti del borgo. 
Spinto dalla fame, il gruppo di migranti è partito a piedi per Genova. Una volta giunti, si sono introdotti nottetempo nel porto container, imbarcandosi poi di nascosto nella stiva di una nave cargo, poi salpata in direzione dell'Uruguay. Quando la nave stava già in pieno Atlantico, alcuni membri dell'equipaggio della nave hanno scoperto la presenza a bordo degli indesiderati passeggeri. Il capitano era orientato a far gettare a mare i clandestini ma, visto il loro pauroso stato di igiene personale, non volendosi rendere responsabile di una epocale catastrofe ecologica e, per non far adirare il dio Nettuno, ha optato per un attracco urgente al porto di Rio De Janeiro. Giunta la nave in porto, per motivi di igiene e sicurezza pubblica, i cataeggini sono stati rinchiusi in un container a tenuta stagna e poi scaricati con una gru sulla banchina. Una volta spiombato il container in dogana, si è liberato nell'aria un fetore così forte da defogliare le piante ed abbattere stecchiti a terra gli uccelli nel raggio di 10 kilometri. 
Presa coscienza dell'immane rischio igienico, le autorità carioca hanno deciso di caricare i 200 capi di bestiame a due gambe su un aereo, con destinazione Rio Grande de Puteantes, una regione disabitata dell'Amazzonia, sulle rive del fiume Fetonao.
Giunto nel luogo prescelto, i portelloni dell'aeromobile sono stati aperti in volo ed i fetidi esseri sono stati sganciati al suolo a mo' di bombardamento.

Una volta atterrati, gli ineffabili e putridi personaggi si sono accorti di essere stati abbandonati nel nulla, a kilometri e kilometri di distanza dal più vicino centro abitato. Hanno percò deciso di accamparsi scavandosi delle tane nel terreno. Durante i lavori di scavo, è stato trovato, negli strati superficiali del suolo, un enorme giacimento di guano fossilizzato, del quale hanno cominciato a cibarsi a quattro palmenti. 

L'aver trovato una tale copiosa e succulenta riserva alimentare ha indotto i profughi cataeggini a decidere di rimanere sul posto in pianta stabile, erigendo una baraccopoli, rigorosamente priva di servizi igienici e fognature.
In circa 30 anni, la baraccopoli è cresciuta a dismisura. Infatti, l'aver risolto i problemi alimentari ha spinto il gruppo originario di fondatori a riprodursi, generando copiosa prole. A fine 2017, gli abitanti erano in numero di 17.326.
A tal punto, tra i residenti ha iniziato a prender piede l'idea di fondare una nuova città, chiedendone il riconoscimento tanto al governo brasiliano quanto al consolato italiano di Rio De Janeiro. 

Così, il 13 gennaio del 2018 è stata ufficialmente fondata la città di Nova Cataezu. Eroe eponimo è il mai dimenticato padre della patria cataeggina, Isidoro Fetonazzi, noto anche come "il profeta putrescente" o "la cloaca macilenta". Dalla vera Cataeggio è stata mandata a Nova Cataezu un preziossima reliquia di Isidoro Fetonazzi: un paio di sue mutande, da lui stesso medesimo indossate ininterrottamente per 7 anni. La reliquia è esposta nel salone d'onore del municipio, dove i novocatazensi fanno la fila per venerarla, prostrandosi ed annusandola ad occhi chiusi. 

Come Patrona della mefitica cittadina del nuovo mondo è stata scelta S. Sinforosa del Bambin Crostoso, fondatrice dell'Ordine delle Monache Oblate Minori del Pio Orfanatrofio della Gioventù Abbandonata di Cataeggio. A Nova Cataezu è stata quindi istituita la parrocchia, che è stata posta sotto la giurisdizione canonica della Arcieparchia della Chiesa Mefita di rito Sassobisolese (avente ovviamente sede a Cataeggio). L'Arcieparca Sassobisolese Sua Beatitudine Mons. PierBortolo Setticini Marronacci si recherà quanto prima in visita pastorale a Nova Cataezu per la consacrazione della chiesa e la pubblicazione della bolla ufficiale di istituzione della parrocchia.

Pasquino Pinzocheri Press Agency si premura significare quanto segue.
Atteso che anche da un grande male può nascere un grande bene, non sarebbe opportuno fare di Nova Cataezu la "terra promessa" verso la quale trasferire tutti coloro che ancora vivono a Cataeggio ed anche gli emigrati cataeggini ad oggi sparsi ai quattro angoli della terra? In tal modo, si otterrebbero molteplici benefici:
  • la sanificazione, fisica, etnica e di salute pubblica, della Valmasino
  • la concentrazione in unico luogo dell'orbe terracqueo di tutti i cataeggini viventi (evitandone la presenza diffusa ed a spizzichi nel resto delle terre emerse)
  • la possibilità di richiedere alle forze armate nord coreane di costruire, appena fuori le mura di Nova Cataezu, un poligono per il collaudo degli ordigni nucleari, di modo che, invece di rischiare di colpire il Giappone, si avrebbe la certezza di annichilire la delenda città, ivi comprese uomini e bestie (per quanto difficile possa essere operare una distinzione)

giovedì 28 dicembre 2017

Morbegno (SO). Apparizione di una strana donna

Da alcuni giorni, per le strade del comune di Morbegno si aggira una donna di mezza età, dall'aspetto distinto, ben vestita e di buone maniere, che avvicina tutti i passanti per dire loro: "Il mio nome è Eva, Eva Quazione".
L'apparizione della singolare signora ha destato molta curiosità e notevoli reazioni tra la cittadinanza.

Alcuni vedono in Eva semplicemente una persona ridicola e mentecatta, una sorta di zimbello da prendere in giro, una sorta di scema che per fortuna non viene dal villaggio, venuta da fuori a far ridere la gente per strada, gente rassicurata dal fatto che non è dei loro. Alcuni giovani si sono avvicinati a lei ed hanno iniziato a schernirla, chiedendole di tenere un comportamento coerente col suo nome, al che lei ha risposto "io posso anche evacuare le mie viscere come e dove voi mi chiedete, ma sappiate che io sono venuta apposta per evacuare voi da questa necropoli con le buone maniere, prima che un potente spasmo, seguito da una alluvione aulente e brunastra vi porti con se senza chiedervi il permesso". I giovanotti hanno continuato con dileggi, frizzi e lazzi, invitando Eva ad assumere una purga per adempiere meglio ai propri compiti. La signora ha risposto ieratica di essere ben disponibile a seguire il suggerimento, purchè al contempo loro assumessero per via rettale interesse cassette di limoni, visto che "più di un cagone per volta non può essere messo in scena".

Ieri mattina Eva stava intrattenendo alcuni anziani seduti sui muretti vicini al Monumento, raccontando loro con dovizia di parole e dettagli i grandi benefici derivanti dall'attività di evacuazione. Gli anziani erano tutti contenti di potersi fare due grasse risate ascoltando gli sconnessi discorsi della signora ed hanno iniziato a commentare a suon di rumori ed olezzi sfinterogastrici. Eva non si è scomposta e, con fare alquanto serioso, ha dichiarato "petate e ruttate come e quanto vi pare, non sapete ancora che sarete seppelliti vivi a forza di rutti e flatulenze".

In piazza della stazione Eva è salita in piedi su una panchina e, con toni da predicatore, ha iniziato a magnificare il valore, sia in termini di salute fisica che di edificazione morale, dell'avere sempre le budella vuote, affermando con grande enfasi che "budella vuote fanno anima candida". Un gruppo di ambientalisti si è avvicinato a lei con fare minaccioso, intimandole di smettere di istigare la popolazione allo svolgimento delle funzioni corporali, essendo tale attività fonte di inquinamento da nitrati per le falde freatiche. Solo l'intervento delle forze dell'ordine ha evitato il linciaggio per la povera Eva.

Eva è poi apparsa a Campovico, davanti ai cancelli del cimitero. Alle pie donne che stavano portando i fiori ai mariti anzitempo trasferitisi nella Gerusalemme celeste ha caldamente raccomandato di iniziare un percorso di purificazione, morale e corporale, tramite la meditazione ed il consumo di prugne secche e fagioli borlotti. Di fronte alle rimostranze di alcune signore ha replicato che "se è vero, come è vero, che una lunga quaresima sta per cominciare, sarebbe stupido e controproducente non iniziare già da subito un percorso di pulizia interiore e delle interiora".
Le pie donne campovichesi, recitando il rosario, hanno iniziato a riempire di randellate la povera donna, che si è salvata solo perchè le manigolde in questione sono scappate, terrorizzate da un un violento temporale, con grandinata di biglie di piombo, scatenatosi provvidenzialmente.

In località Arzo, la signora ha iniziato ad arringare le folle affermando che una pioggia di meteoriti a forma di peretta da clistere stava per abbattersi sul ridente borgo ed era perciò opportuno cogliere l'occasione di salvarsi l'anima, preparandosi in acconcia posizione, adatta a ricevere nel foro a ciò deputato il soprannaturale dono.
Come si è già avuto modo di capire, le virtù profetiche di Eva Quazione non riscuotono grande consenso, così che la soave donna si trova, suo malgrado, nello scomodo ruolo di Cassandra del terzo millennio. Infatti, anche il popolo di Arzo non ha per nulla avuto la capacità di comprendere appieno il messaggio salvifico che gli è stato portato ed ha iniziato a bersagliare la malcapitata con lanci di pannolini ed assorbenti intimi usati. Solo l'intervento della polizia municipale ha evitato che la situazione  degenerasse.
Prima di andarsene, scortata da tre professionisti della multa selvaggia, è però riuscita ad urlare "non osi l'uomo tenere otturato ciò che dev'essere  spurgato per la volontà superiore del mio mandante. Vuotate i vostri intestini prima che la mirabile flatulenza inizi a rombare in tutti gli angoli della terra, chiamandovi a render conto di fronte a ben alto giudice della vostra stitichezza intestinale e morale".

A Campoerbolo Eva è arrivata atterrando con un paracadute su cui è disegnata una supposta; sulle spalle aveva una confezione di Falqui da 800 confetti. Messi i piedi sul suolo, ha volto gli occhi al cielo ed ha poi dichiarato con voce stentorea "convertitevi e spurgatevi poichè ci stiamo avvicinando alla pienezza dei tempi e questo è l'ultimo treno da prendere, vi lascio immaginare dove". In questo caso, la buona Eva ha trovato una diversa accoglienza, forse in virtù del fatto che i Camperbolesi sono sono soliti nutrirsi brucando le erbe dei prati e mangiando le ghiande delle querce, avendo quindi una forte inclinazione all'attività di evacuazione degli intestini. Sta di fatto che tutti i presenti si sono precipitati in un boschetto e, dopo essersi accucciati, hanno iniziato a spingere, rendendo le loro anime e le loro budelle libere e leggere.
Udendo i loro rumori corporali, Eva Quazione ha detto "in verità, in verità ti dico, mio diletto popolo camperbolese, in te mi sono compiaciuta e d'ora in poi sarai il mio popolo eletto. Tutte le generazioni vi chiameranno beati e vi renderanno culto, e quando chi mi manda scatenerà su Morbegno la sua incontenibile ira, voi non avrete a temere alcun male. Il giorno prima del giudizio io vi apparirò in sogno e vi dirò di incrostare di marrone le spallette delle vostre porte, così che gli angeli incaricati di cancellare con fuoco e zolfo la superbia dei vostri concittadini passeranno oltre". Questo detto, Eva Quazione ha iniziato la propria salita al cielo, benedicendo il popolo camperbolese.

martedì 21 novembre 2017

La chute invisible

Quel giorno...
Quel giorno non abbiamo visto palle di cannone fendere l'aria
Quel giorno nessuna raffica ci ha steso a terra
Quel giorno non sono piovuti grappoli di ordigni
Quel giorno non è scorso il sangue per strada
Quel giorno non abbiamo visto un fungo accecante
Quel giorno non abbiamo sentito un tuono assordante
Ma non ci sono dubbi ...
Non ci sono dubbi: siamo caduti, siamo caduti senza essere visti

Quel giorno nessun colpo di mortaio ha squartato l'aria
Quel giorno nessuna casa era in fiamme
Quel giorno non sono planati i parà sulla nostra terra
Quel giorno non hanno celebrato l'ennesimo tiranno
Quel giorno eravamo vigili nel buio
Quel giorno regnava il silenzio
Quel giorno le orde mongole sono calate nell'oscurità
Ma non ci sono dubbi ...
Non ci sono dubbi: siamo spariti senza il minimo rumore

Quel giorno si sono afflosciate le biblioteche
Quel giorno sono andati in polvere i musei
Giacevamo invisibili sulle tribune dello stadio
Facendo sbavare avvoltoi e sciacalli

Ora aprite occhi e orecchie
State pronti sulla porta quando tornano
Ne sono certo ...
Ne sono certo: torneranno, infoiati come mai prima

martedì 14 novembre 2017

I rotoli di Traona (SO)

Come metterla?? Diciamo che dopo i rotoli di Qumran, arrivano i rotoli di Traona. Oppure, dopo lo scandalo delle Erme dell'Atene antica, ecco che arriva lo scandalo della carta a 3 veli. 

Come noto, esistono organi di stampa che, a differenza della scrivente Pasquino Pinzocheri Press Agency, non riescono a resistere alla tentazione della serietà, con ciò cadendo nella deprecabile prassi di dare notizie all'apparenza persino fondate e forse pure corrispondenti a verità. Da uno di questi media capita di apprendere che il Comune di Traona ha fatto prelevare dalla scuola media, sita sul proprio territorio ma frequentata anche da alunni provenienti da altre giurisdizioni comunali, una parte della scorta di rotoli di carta igienica. Il gesto, sempre in bilico tra il barbarico ed il farsesco, sarebbe motivato da contrasti con i comuni limitrofi circa la partecipazione alle spese di gestione del plesso scolastico.

Pasquino Pinzocheri Press Agency non vuole entrare nel merito giuridico della questione, poiché si tratta di una materia pienamente fuori dall'ambito di competenza di un organo di stampa di saltimbanchi e gioppini. NO, il punto è un altro. Pasquino Pinzocheri Press Agency protesta in modo fermo e vibrato: non è possibile, né ammissibile, che un'amministrazione comunale, quindi un'istituzione, compia atti che rientrano palesemente tra le competenze di un'organizzazione di buffoni. 

In quanto agenzia stampa di buffoni e giullari, la scrivente avverte fortemente il dovere-diritto morale di non tollerare che le istituzioni le rubino il lavoro. Non è un potere serio quello che sottrae il pane ed il companatico ai buffoni. Se venisse meno questo punto fermo, le conseguenze sarebbero irrimediabili. Infatti, se si pervenisse a tale stato di cose, Pasquino Pinzocheri Press Agency sarebbe legittimata a tentare la conquista del potere amministrativo e politico, sostituendosi con ciò alle istituzioni stesse, al grido di "tutto il potere ai buffoni, i buffoni sono il potere". A meno che non sia così già ora ...

Essere buffoni è una cosa serissima, è un lavoro che richiede una grande professionalità, che si costruisce mettendo in campo talento, anni di esperienza, forza di volontà e grande spirito di applicazione. Non è possibile che un'amministrazione comunale, di punto in bianco, invada il campo in questo modo!! NO!! Non si può!!

Pasquino Pinzocheri Press Agency si adopera da anni, tutti i giorni, in modo indefesso, per fornire all'opinione pubblica ed alle masse oceaniche che ne leggono i dispacci le migliori minkiate possibili, con certosina attenzione alla qualità delle stesse medesime minkiate. Poi, un bel giorno, alcuni alto-medio-bassi esponenti istituzionali si alzano la mattina bel belli e si intromettono mani e piedi sulla pubblica piazza e sul palcoscenico, sgomitando ineffabili tra guitti, giullari e pezzenti di lungo corso, senza aver nemmeno la scusante di aver fatto colazione con cappuccini allucinogeni e brioches psichedeliche. Malissimo!!

In un paese civile, l'ordinamento costituzionale dovrebbe imporre al potere politico di astenersi dal compiere atti di governo atti a suscitare ilarità, ironia, sarcasmo e disprezzo tra il popolo. Perchè poi, cosa succede?? Che il popolo si mette a denigrare i governanti e li addita al pubblico ludibrio urlando "buffoni". 

E questo non lo possiamo accettare: i buffoni, i pezzenti saltimbanchi, gli arlecchini siamo noi, noi di Pasquino Pinzocheri Press Agency. Solo noi!!! Siamo noi che rivendichiamo il monopolio delle minkiate e del prenderci lanci di ortaggi, uova e sputi sulla pubblica piazza. E' il nostro lavoro, sappiamo come si fa. Non è solo una questione morale, è anche una questione tecnico-pratica: a differenza di un sindaco o di un assessore comunale, noi sappiamo bene come si sta in pubblico facendo figuracce da cialtrone e gestendole col necessario know how. Non è una cosa che si impara in quattro e quattr'otto e non si può tollerare che dei principianti improvvisati si mettano a fare il mestiere, incuranti dei rischi che corrono.

Pasquino Pinzocheri Press Agency conclude affermando quanto segue:

  • si invitano coloro che hanno prelevato i rotoli di carta igienica a svolgere in modo intensivo funzioni corporali tali da richiedere l'utilizzo dei rotoli medesimi
  • in forza della mai smentita legge del contrappasso, coloro che hanno prelevato i rotoli di carta igienica, una volta passati a miglior vita, saranno spediti all'inferno, nel girone degli incontinenti intestinali, condannati per l'eternità a vagare alla spasmodica ricerca di rotoli sotto una pioggia rovente di diarrea