venerdì 7 agosto 2015

Frontale (SO). Regolamentazione di antropofagia e sarcofagia

La Camera alta della Libera ed Anarchica Repubblica Popolare Frontalasca ha emanato la legge 6 agosto 2015 n. 536, recante "Misure di regolamentazione per le attività di antropofagia e sarcofagia". E' quasi superfluo rimarcare come la legge altro non faccia che dare un inquadramento normativo a costumi ed usanze praticati a Frontale da tempo immemore, socialmente accettati e radicati a tal punto che eminenti etnologi hanno scritto che si deve più correttamente parlare di "antropologia" piuttosto che di "antropofagia" o, meglio ancora, di "cannibalismo etnico e culturalizzato".
La regolamentazione di antropofagia e sarcofagia si è resa necessaria per una pluralità di motivazioni:
  • la grande carestia che, da oltre un decennio, sta straziando la popolazione frontalasca ha incrementato di molto il consumo alimentare di esseri umani ed ha più volte fatto scatenare faide tra famiglie, con consumazione di numerosi fatti di sangue (che hanno ovviamente dato corso ad una surrogazione tra antropofagia e sarcofagia)
  • sempre per questioni di penuria alimentare, i furti con scasso e scavo presso il cimitero dell'Avernaccio hanno raggiunto livelli non più tollerabili, nemmeno per gli standard del vivere civile comunemente accettati a Frontale
  • la necessità di istituire un'agenzia pubblica deputata alla gestione tecnico - economica delle attività di antropofagia e sarcofagia, per porre fine alle gestioni privatistiche, fonte di innumerevoli abusi. Tale agenzia è stata denominatata Ufficio Centrale di Vigilanza su Antropofagia e Sarcofagia (UCVAS)
Pasquino Pinzocheri Press Agency ha intervistato Krvožedan Ljudjest, fresco di nomina a direttore dell'UCVAS. Queste le sue dichiarazioni:
  • ""la regolamentazione dell'antropofagia e della sarcofagia non poteva più essere rinviata. Basti pensare che negli ultimi 2 anni ci sono stati almeno venti casi di antropofagia tra vicini di casa, che hanno prodotto notevoli liti e vertenze tra famiglie, sfociate in abusi nell'applicazione della legge del taglione
  • non solo, da inizio anno ad oggi, si sono verificati ben 79 casi di furti di salme inumate al cimitero (ed abbiamo pure il dubbio che numerosi decessi non siano stati denunciati dai congiunti del defunto, vuoi per continuare ad incassare la pensione, vuoi per potersene cibare senza che qualcuno lo sapesse, evitando così il rischio di furto della salma)
  • altro aspetto da non trascurare: le esecuzioni capitali sono diventate quasi impossibili, visto che più volte il pubblico che assisteva ha dato l'assalto al patibolo per rapinare la salma, mettendo gravemente a rischio l'incolumità del boia e delle forze dell'ordine
  • è pertanto necessario che si giunga ad una ben precisa definizione del chi può mangiare chi, senza che esistano dubbi e zone grigie. Queste sono le finalità istituzionali dell'UCVAS
  • con la nuova legge è stabilito che: a) il diritto di antropofagia può essere esercitato solo su individui di età inferiore ai 20 anni oppure superiore ai 65 anni; b) il diritto di antropofagia può essere esercitato solo da persone legalmente conviventi con l'interessato e riportate nello stato di famiglia; c) il diritto di sarcofagia è riservato in primis a coniuge superstite e figli. In assenza di essi, si tiene conto di eventuali disposizioni testamentarie lasciate dal defunto prima di avviarsi vero la Gerusalemme celeste. Il diritto di sarcofagia è ovviamente cedibile dietro versamento di compenso agli eredi
  • coloro che intendono esercitare il diritto di antropofagia devono inviare una comunicazione in via preventiva all'UCVAS (c.d. istanza di concessione cannibalizia). Decorsi 5 giorni senza che sia emesso provvedimento amministrativo di diniego, vale la regola del silenzio - assenso. Entro 10 giorni dall'avvenuta antropofagia, occorre che gli esecutori trasmettano all'UCVAS la dichiarazione di avvenuto consumo
  • il prelievo di salme dal cimitero a fini di sarcofagia sarà consentito solo agli eredi del defunto o ad eventuali loro aventi causa
  • l'UCVAS ha anche altri compiti: a) definire le tariffe massime e minime per la cessione del diritto di sarcofagia da parte degli eredi; b) dirimere eventuali controversie tra eredi per l'esercizio del diritto di sarcofagia; c) definire le modalità tecniche di prelievo delle salme dai luoghi di sepoltura a fini di sarcofagia; d) tenuta di un registro pubblico ove sono registrate le successioni e le compravendite sarcofagiche nonchè i prelievi di salme dai sepolcri a fini di sarcofagia; e) gestione della borsa ove coloro che lo desiderano possono negoziare i diritti di sarcofagia, mettendo in contatto domanda ed offerta; f) gestione di rifiuti e cascami derivanti da antropofagia e sarcofagia
  • un caso a parte sono le salme derivanti da esecuzioni capitali: atteso che, in quanto pendagli da forca, sono giuridicamente di proprietà del ministero della giustizia, la loro immissione sul mercato avverrà con appositi bandi ad evidenza pubblica, gestiti sempre dall'UCVAS ed aggiudicati al miglior offerente (nel caso di stock superiori alle 3 salme, sarà possibile anche il collocamento in borsa)""

martedì 4 agosto 2015

Memorie di un boia - Trancio IV

Mortiferi baci&abbracci a tutti!! Sono sempre io, la vostra Gloria Camelia Flora Strozzi Forconi, il vostro "Mamba del patibolo", il boia più creativo e alla moda che ci sia, il vostro incubo più fortunato.
Oggi vi voglio parlare di un tema spinoso ed attraente al contempo: i risvolti erotico - sessuali dell'esecuzione capitale. Sissignori, sotto certe condizioni, spedire all'inferno un pendaglio da forca è una fonte di piacere carnale insuperabile!! Come sempre, occorre andare al di là di apparenze e luoghi comuni, ragionando fuori dagli schemi precostituiti e dai concetti preconfezionati ... insomma, occorre essere un boia libero professionista come me!
C'è chi svolge la libera professione per redigere rogiti ed atti, chi per compilare dichiarazioni dei redditi, chi per stendere progetti di case e capannoni e chi per ridurre il tasso di feccia e rifiuti nella società. Io faccio il boia per passione, non sono un'impiegata statale che aspetta tutti i mesi il 27, io sono un'artista del patibolo, lavoro a cottimo ma ogni esecuzione è per me un pezzo unico, un'opera d'arte.
Io nel mio lavoro ci metto l'anima ... e faccio rendere al diavolo l'anima dei condannati! Io non pratico banali iniezioni letali, non mi limito a schiacciare un bottone, io spengo il sole sulle persone mettendoci tutta me stessa!
E' per tutti questi motivi che l'esecuzione capitale mi procura piaceri carnali inenarrabili. Di seguito vi illustro alcuni dei devastanti piaceri che ho provato nel corso della mia onorata carriera (tutt'altro che in dirittura d'arrivo, grazie alla legge Fornero ho ancora davanti a me almeno 20 - 23 anni di esecuzioni capitali, ma per me non è un lavoro usurante ma semmai vivificante). Naturalmente si tratta di una cernita di episodi, perchè se ve li raccontassi tutti, ne uscirebbe un tomo spesso come un vocabolario.

Ghigliottina a Cosio
Tre anni fa ho giustiziato, nel bel mezzo della Sagra degli arrosticini di Cosio, un tal Piermatteo Carciofolotti, mandato sulla forca per aver scaricato da internet un file mp3 con la canzone del pulcino Pio.
Di primo acchito, sembrava che il condannato fosse conscio dell'empietà del suo gesto e di conseguenza aspettasse l'esecuzione quasi con impazienza, come se fosse un'occasione per salvare la propria anima e lasciare questo mondo di tentazioni dove lui aveva esaurito il proprio ruolo. Sembrava così, perchè quando l'ho posizionato ed incatenato sulla tavola scorrevole della ghigliottina, ha improvvisamente iniziato a dare in escandescenze. Per qualche secondo l'ho lasciato strepitare, poi ho spinto il suo collo sotto la lunetta e mi sono apprestata a sbloccare il fermo della mannaia ... ma mi sono fermata un attimo, vedendo che il Carciofolotti era in preda ad una violenta e smisurata erezione, tale da lacerargli il cavallo dei pantaloni. Mi sono sentita assalita da un delirante, farneticante desiderio erotico ed ho deciso di concedermi a lui, riservandogli un'esperienza carnale da perderci la testa (in tutti i sensi). Abbiamo cominciato a copulare nell'unica posizione consentita, lo smorzacandela, visto che era immobilizzato sulla tavola. La sua virilità era ciclopica ed io ero completamente impazzita dal folle piacere. Ad un certo punto ho sentito che un un orgasmo potente come la dinamite mi stava per sconvolgere ed allora ho deciso: mentre il mio corpo si contorceva tutto come attraversato da una scarica a 100mila volt, ho azionato la mannaia. Come io ho lanciato un rantolo di piacere animalesco, la sua testa è volata via ... un perfetto tempismo, ça va sans dire!

Impiccagione a Talamona
E' successo qualche mese fa, nel cortile delle scuole elementari di Talamona. Dovevo impiccare AntonGabriele Lassoni, condannato a morte per alitosi, flatulenza e traffico illecito di carrube. Le lezioni a scuola erano state sospese e tutti i bambini erano stati portati in cortile per assistere all'esecuzione.
Avevo già innalzato il patibolo, controllato il funzionamento della botola e preparato il cappio. Attendevo con trepidazione l'arrivo del pendaglio da forca.
Mi portano il marrano caricato sul cassone di un Ape, già legato come un salame e bendato. Lestamente lo faccio salire dalla scaletta del patibolo, gli infilo la testa nel cappio e poi mi godo lo stato di eccitazione che sta dilagando tra i miei giovani spettatori, tutti lì, impalati e col fiato sospeso, ad aspettare che io tiri la leva che fa aprire la botola e spenga per sempre la luce davanti agli occhi del Lassoni. Decine di occhi immobili nei quali mi pare di leggere "apri la botola, apri la botola, siamo qui per questo, meglio che far lezione di geografia". La frenesia dei bambini si stava impadronendo di me. Sentivo sulla mia pelle uno strano formicolio, come un susseguirsi di scosse elettriche dall'effetto psichedelico. Ad un certo punto, quel formicolio si è trasmesso alle mie parti intime e continuava a crescere. Mi sono sentita come portata in volo da una sorta d'irresistibile turbine di energia, un climax ascendente cui mi volevo arrendere senza condizioni, sempre più in alto, sempre più forte, sempre più fuori dal mio corpo. Ad un certo punto, pur se sconvolta da quella magnifica sensazione, mi sono resa conto che, avanti di quel passo, il pendaglio da forca avrebbe inopinatamente salvato il collo ... inammissibile per la mia deontologia professionale!! Così, d'impeto, ad occhi chiusi, ho tirato la leva e la botola si è aperta. Il tonfo della botola mi ha riportato alla realtà, ho aperto gli occhi ed il marrano penzolava lieve dalla corda, dondolando come un pendolo, aveva gli occhi strabuzzati ed i suoi intestini si erano rilassati mandando un gran fetore. Dinanzi a questa scena sono stata colta da un orgasmo che mi ha fatto tremare tutti i muscoli per almeno una trentina di secondi, dopo di che mi sono dovuta sdraiare a terra, stordita ed ubriaca. Anche questa volta, però, il lavoro era stato fatto, e fatto come si deve!

Garrota a Dubino
Nel dicembre dello scorso anno ho garrotato, di fronte al municipio di Dubino, la 70enne Etelberta La Pedria, condannata alla pena capitale per commercio all'ingrosso e cessione al minuto di vini prodotti tra Mello e Traona (azione potenzialmente in grado di mietere centinaia di vittime).
Sistemo la pericolossima trafficante di mescite sulla panca della garrota, gli applico il collare e comincio a girare la vite, lentamente, per non rovinare la suspence al pubblico che assiste numeroso.
Ad ogni giro di vite gli astanti urlavano "olè" e facevano un tifo da stadio. Io invece, ad ogni giro di vite, dicevo dentro di me "sìiiii..... sìiiii.....", come se stessi possedendo carnalmente qualcuno con un fallo magico spuntato come per miracolo. Giravo la vite a strappi, con forza fisica spropositata rispetto al necessario, come in preda ad un'ossessione. Ad un certo punto, il coro degli spettatori si è fatto sempre più assordante ed io mi sono accorta che la spacciatrice di liquami pseudo enologici aveva ormai gli occhi fuori dalle orbite e la lingua a penzoloni. E' stato a quel punto che ho dato un ultimo colpo di vite ed ho urlato "sìiiiiiiiiiii, godoooooo", in preda ad una eccitazione incontrollabile. Anche quel giorno, una volta venuta sera, ho chiuso gli occhi con la serenità di chi ha fatto il proprio dovere, credendo nel proprio lavoro e godendo letteralmente di esso senza ipocrisie.

lunedì 3 agosto 2015

Morbegno (SO). Emanata la bolla "Parva res pro vita serena"

Il Gran Consiglio degli Assenti di Morbegno, a seguito di apposito flebile ruggito del leone asmatico, ha emanato la bolla Parva res pro vita serena (piccole cose per una vita tranquilla). L'epocale pronunciamento normativo è stato già affisso all'albo comunale, munito del regolamentare sigillo di latta. La bolla contiene disposizioni finalizzate a migliorare la vita dei cittadini morbegnesi, contribuendo alla risoluzione di quelle piccole questioni quotidiane che rendono più gradevole lo stare al mondo. "Il punto è proprio questo: la vita di un cittadino è tanto migliore quanto più le pubbliche istituzioni si occupano delle sue piccole questioni di tutti i giorni. Pensare a questioni strategiche e di ampio respiro è spesso un alibi per non occuparsi della quotidianità concreta. Basta progetti, basta visioni a lungo termine, si tratta solo di perdite di tempo e di fumo negli occhi", ha dichiarato l'Assessore alla Pubblica Prosaicità ed Anestetizzazione s.e. AntonGioele Bacchettoni all'Agenzia stampa Bitteus Nuncius.
Pasquino Pinzocheri ha esaminato in modo scrupoloso ed approfondito i contenuti della bolla. Questo il sunto degli interventi previsti:
  1. posizionamento in piazza S. Antonio di una fontanella erogatrice di acqua ossigenata per i giovani che si vogliono schiarire i capelli prima di andare in discoteca
  2. possibilità per le famiglie di richiedere, a titolo gratuito per i propri figli minori di 14 anni, la concessione a brucare l'erba dei parchi pubblici (in questo modo si riducono le spese di giardinaggio a carico del comune e si dà una risposta al caro alimenti che sta portando molte famiglie verso l'indigenza)
  3. liberalizzazione della caccia al piccione in centro abitato (sia per scopi di igiene che per uso alimentare)
  4. realizzazione a Paniga di una camporella attrezzata per consentire alle coppie di adolescenti di appartarsi in tutta sicurezza (struttura attrezzata di distributore di profilattici e kleenex e di comodi cassonetti per la raccolta dei profilattici usati, che non dovranno più essere gettati tra le sterpaglie dopo esser stati annodati alla bell'e meglio)
  5. installazione nel centro storico di macchinette pelacipolle, cabine per il taglio delle unghie e postazioni di spazzolatura meccanica per togliersi la forfora
  6. nella zona antistante il campo sportivo sarà allestita una piazzola dedicata ai bisogni fisiologici di cani e gatti (resta a carico dei proprietari di animali domestici l'incombenza di trasportare in loco i prodotti)
  7. realizzazione di un'app per smartphone che informerà gli interessati sugli orari di apertura del tempietto votivo posto sulla strada per Bema
  8. costruzione nei pressi dell'Arengario di una pista per il gioco delle biglie
  9. esenzione totale dai tributi locali per coloro che soffrono di stitichezza cronica
  10. possibilità di dare in locazione a scopo abitativo le cappelle gentilizie del cimitero (per risolvere il problema della penuria di alloggi) - occorre però sottolineare in questo caso che la locazione è consentita solo se gli inquilini non sono più  di otto per ogni cappella
  11. esenzione dalla TOSAP per i commercianti ambulanti di prugne secche
  12. creazione di cabine con telefoni senza la cifra "0" sulla tastiera
  13. liberalizzazione completa della produzione di sostanze purganti
  14. incentivi fiscali alla depilazione con utilizzo di falciatrici
  15. installazione a Campovico di un confessionale a gettoni, appositamente studiato per la remissione di quei peccati commessi per solo fatto di essere originari di quel delendo borgo (c.d. "malum ancestralis costae cechorum")
  16. apertura al piano terra del Municipio di un ufficio che darà ogni utile assistenza e consulenza agli allevatori di nutrie e pulci ammaestrate
  17. traduzione in esperanto, basco, sanscrito e pashtun delle delibere di Giunta e Con(s)iglio Comunale
  18. meno burocrazia per coloro che installano servizi igienici muniti di turca
  19. dimezzamento delle aliquote IMU, TARI e TASI per coloro che giocano a bocce
  20. soppressione dell'imposta comunale di consumo sull'aglio
  21. snellimento dell'iter burocratico per l'esercizio delle attività sadomaso
  22. agevolazioni fiscali per la commercializzazione di rape, sugna, spuma e salsicce di sangue dopo le ore 18

venerdì 31 luglio 2015

Grosotto (SO). Introdotti i "reati interiori" nell'ordinamento penale

La "Gran Dieta Patriarcale" della Serenissima Repubblica di Grosotto e delle Supiane ha approvato una legge che innova profondamente l'ordinamento penale dello stato. In particolare, sono state introdotte le fattispecie del reato interiore, ovvero comportamenti penalmente perseguibili pur in assenza di consumazione di fatti concreti ed esteriori da parte del reo. Viene quindi meno il principio di "esteriorità dell'azione penale", rendendo con ciò punibili anche le sole forme di pensiero contrarie ai principi fondanti della Repubblica. 
Nel "Corpus Juris poenalis supianellus" (promulgato nel 1358 dal capitano Reggente Abbondino Trinca Fiascolin e tutt'oggi in vigore) è stata inserita la sezione denominata "Dei delitti impliciti contro l'integrità della società tradizionale e della famiglia patriarcale", che consta dei seguenti articoli:
  • 321-bis: convinzioni contrarie alla morale familiare
  • 321-ter: convinzioni contrarie ai costumi patriarcali
  • 321-quater: convinzioni favorevoli alla tollerenza per l'omosessualità
  • 321-quinquies: convinzioni favorevoli alla parità tra i sessi
  • 321-sexies: pensiero indipendente e convinzioni contrarie ai valori costituzionali repubblicani
  • 321-septies: pensiero ostile alle istituzioni repubblicane
  • 321-octies: pensiero ostile all'analfabetismo 
  • 321-novies: pensieri la cui elaborazione sia potenzialmente in grado di condurre alla consumazione dei reati anzicennati

Le pene irrogate a seguito della consumazione dei reati interiori non sono di carattere detentivo e/o pecuniario bensì rieducativo, poichè scopi precipui delle nuove norme sono il recupero coscienziale del reo ed il suo reinserimento nel sistema dei valori fondanti la nazione, non certo il suo degrado ed abbrutimento tramite misure restrittive della libertà materiale personale. Gioacchino Fiammellini Della Spugna, ispiratore e redattore della nuova legge, si è infatti premurato di dichiarare davanti alla Dieta che "l'edificazione sempre più virtuosa della nostra nazione si basa sull'educazione delle coscienze e dei pensieri e non sul controllo dei comportamenti materiali ed esteriori del cittadino".
La legge di riforma del codice penale ha disposto anche l'istituzione di un Ispettorato centrale per il controllo della coscienza e la repressione del pensiero critico indipendente (in breve REPCO). Questi i suoi compiti:
  • screening interiore di ogni cittadino
  • analisi del pensiero e dei moti della coscienza, con conseguente verifica della sussistenza di reati interiori
  • ove sussistano indizi di reato, esercizio dell'azione penale presso il Tribunale, in surroga rispetto alla Procura della Repubblica
  • ove vi sia condanna del reo, presa in carico dello stesso per l'avvio del percorso di rieducazione e riabilitazione morale, al termine del quale viene emesso il certificato di "sana e robusta costituzione interiore", che consente la reintroduzione della persona nel tessuto sociale in regime di libertà condizionale coscienziale per la durata di 10 anni. Nel caso in cui, prima dei 10 anni dall'avvenuta reintroduzione sociale, vengano consumati nuovi reati interiori, il REPCO procederà all'avvio di  un nuovo percorso riabilitativo, questa volta in via puramente amministrativa e d'imperio, senza attivare procedimenti giurisdizionali di fronte al giudice
  • istituzione e gestione delle strutture di rieducazione

Il REPCO è governato da un Comitato composto da:
  • un membro nominato dal Ministero degli Interni (che presiede il Comitato stesso in forza di specifico dettato normativo)
  • due membri eletti a scrutinio segreto dalla Gran Dieta Patriarcale
  • un membro nominato dal vescovo di Grosotto
  • un membro nominato dal "Gran Consiglio Agrario, Rurale e Pastorale delle Supiane"

Pasquino Pinzocheri Press Agency ha intervistato il Presidente del REPCO, Amanzio Da Rogada. Queste le sue dichiarazioni:
  • ""l'introduzione dei reati interiori nell'ordinamento penale non poteva essere più procrastinata. Basti pensare che, anche a Grosotto, abbiamo cominciato ad avere casi di convivenze more uxorio, figli nati fuori dal matrimonio, rivendicazioni di diritti da parte della popolazione femminile, rifiuto ostinato e reiterato del dovere coniugale, contraccezione, convivenze gay e lesbo e persino tentativi di dare un'istruzione ai bambini (con diffusione dei terribili valori dell'illuminismo)
  • pensavamo di essere al riparo da questi comportamenti devianti, in grado di sgretolare tutte le norme e le regole del vivere civile, ma non era così. Allora, presa coscienza dei rischi, noi che abbiamo la responsabilità del governo politico, amministrativo ed etico della nazione abbiamo deciso di agire, senza perdere tempo
  • a costo di attirarci l'antipatia e lo scherno di tutta la comunità internazionale, ci abbiamo messo la faccia ed abbiamo dato prova di essere una nazione piccola ma solida, non disponibile alla decadenza ed al debosciamento. Abbiamo ribadito la supremazia dei valori tradizionali. Senza falsa modestia, possiamo dire di aver svolto un ruolo di avanguardia, vedendo per primi ciò che sarà di tragica evidenza tra pochi anni. La storia sarà magnanima con noi poichè l'abbiamo scritta
  • l'introduzione di norme fondate sull'igiene della coscienza del singolo individuo, in un certo senso, sincretizza tra di loro la visione dell'uomo e della società tipiche di cattolicesimo post tridentino e pre conciliare, marxismo - leninisimo, dottrina hegeliana ed islam. Visioni fondate sul primato dello stato e delle sue istituzioni sull'individuo, a fini di edificazione di una società armoniosa e rispettosa di quelle leggi che gli dei ci hanno dato e che noi dobbiamo perpetuare
  • infine, non dobbiamo dimenticare l'equazione aurea tale per cui igiene morale dell'individuo uguale salute pubblica del corpo sociale""

The minkchild #2 (the evolution)

He says mama is a putain
Mazzol like a tambur not in vain
He says mama is a escort 
A calch in kool & out of port
He says mama is a prostitute
A compilation of legnats to make him mute
He says mama is a troyon
1000 skiaffons to educate the coyon
He says mama is a zockol
And I start storching the coll
He says mama is a batton
I spack dents and go with plasmon
He says mama is a meretrix
Manvers and padell the right mix
He says mama is a sgwaldrin
Make him cry with a metal froostin
He says mama is a baldrack
Frustates more than one sack
He says mama is a cocotte
Give him a metal baston on the kulott
He says mama is a marketter
100 battipann colps to go better
He says mama is a mignott
Need a table of legn travers the musott
He says mama is a loochol
Gonf the gengives  poi tea & nipiol

domenica 26 luglio 2015

Treni notturni

... farsi cullare nella notte dal rollio e dal rumore di treni fuori orario ... piacevole dissociazione da quello che circonda ... sfuocate intenzioni di viaggiare attraversando stazioni sconosciute ... atarassia, sonno, fantasia ... voglio stare spento per un poco, poi ritorno ... luci evanescenti fuori dai finestrini, quanto vorresti sapere di quelle vite a fianco dei binari ... bagagli enormi, progetti, sogni, seduti di fronte ... confidenze di nomadi della rotaia ... Milano C.le, Bologna C.le, Firenze Rif., Roma Ost., Napoli C.F., Salerno, Reggio C.C.le, Messina C.le, Catania C.le, Caltanissetta Xirbi, Agricento C.le, Palermo C.le ... vacanze, partenze, rientri, sentirsi a casa o cambiare cielo ... motivi più o meno buoni per viaggiare ce ne sono sempre ... biglietti, obliterazioni, finestrini, saluti a chi resta e chi parte ... desideri infiniti ma indefiniti ... facce schiacciate contro il vetro ... cigolii di freni e ruote, frastuono romantico, palpebre di piombo, fumare di nascosto in corridoio, quella cabina con le cuccette è fortezza, rifugio, castello, stanza segreta, tutto quello che si vuole ... salire, scendere, sarà il momento giusto o meno ... emigrare, immigrare, terra di uomini e donne ... binari, acciaio, intimità con se stessi, sirena, il film di tante vite, massicciate, racconti tutti da scrivere, linee elettriche, divagazioni, sedili polverosi, deragliamenti della memoria in qualche curva, locomotive, motivazioni interiori non ben chiare, scali merci ... arrivare, partire, categorie meno assolute di quanto si pensi ... il viaggio è una certezza però ... tutto è come sospeso prima che arrivi il sole, la stanchezza sembra non esistere per adesso, passerà poi dopo ad incassare ... per ora aspettiamo che telefoni la fortuna, inventiamoci qualche lotta di liberazione ... è ON, é OFF, vallo a sapere, però senti come si viaggia, persone, cose, paesaggi tremolanti, lampioni, insegne luminose, fabbriche ... un film senza regista, attori nostro malgrado ma con piacere, palcoscenico mobile, sceneggiatura che non esiste, una notte per andare a soggetto, arriverà poi il sole a sbaraccare il cinema e ne sentiremo il vuoto malinconico ... ci sono momenti che ti senti assetato al punto da trincarti l'intero universo, altro che bottigliette da mezzo litro ... ci sono momenti dove ti sembra di aver intascato quello che da troppo tempo ti mancava ... avanti, avanti sempre così, non cambiare mai ... è una ferrovia da navigare tutta, fino a quando si spegne ... abbiamo imparato da soli, siamo autodidatti della coscienza, siamo anime randagie, ipotesi di resurrezione ed insurrezione, siamo il metodo errante che si erge a teoria improvvisa ed improvvisata ... siamo sistemi non standardizzati, treni a scartamento casuale ... siamo prodigi di imperfezione e senso di noi stessi ... la notte è ancora lunga, siamo pronti a raccontare, l'aurora non ci sorprenderà, saremo in prima fila, avanguardia rivoluzionaria dei cuori, la nostra commedia sarà scritta per filo e per segno ... siamo presenti a noi stessi ed a chi ci vuole ascoltare ... è stata dura ma ora siamo in scena
... 
Spirit of st. Louis sulle rotaie

sabato 25 luglio 2015

I bambini sono in giro

Sì, "i bambini sono in giro" diceva sempre mia madre quando qualcuno le chiedeva di noi e noi eravamo fuori casa.
Essere bambini e stare in giro, battere palmo a palmo poche migliaia di metri quadri, stradine, campi, prati, fontane, bar, negozi, piazze. Un piccolo spazio fisico ma un vero e proprio universo per noi che stavamo crescendo. Anche adesso, che vivo altrove ed ho oltre 40 anni, quando ci torno sento che si tratta di luoghi che saranno sempre familiari, una sorta di nazione interiore da cui mi sembra di essere stato generato e cresciuto ... non è una questione di bandiere, di inni o di eserciti, è una questione essenza. Se sono fatto così, orgogliosamente irrevocabile ed irrimediabile, è grazie anche a quella poca terra che continuo a chiamare "heimat" oppure "rodina".
Lo zio che mi carica sul cassone dell'Ape, essere a fine ottobre, andare a scuola e sentire il gas delle cantine, alzarsi una mattina di dicembre e trovare mezzo metro di neve, rincasare da scuola, trovare sulla porta mia madre che ti aspetta, con Chicco e Lilly che scodinzolano, i giorni di pioggia primaverile, il sole ciclopico di luglio, il settembre col suo andare per castagne e farsi una padella di caldarroste, fare vendemmia, pigiare l'uva e poi il giorno dove si torchia, che festa assaggiare di nascosto una scodellina di vino nuovo, di nascosto dalla mamma ma incoraggiato dal papà, che ci vede una prova, maldestra ed ingenua, di una virilità che deve ancora venire, fare il chierichetto e dare, di nascosto dal sacrestano, una bella "ciucciata" al bottiglione del vino per la messa.
Sì, essere in giro, non avere paura di quello che sta oltre la porta di casa, essere fuori, aperti al presente, inconsciamente convinti che "il meglio deve ancora venire".
Si cresce, anche a forza di gettoni e di scherzi telefonici a vecchiette acide che ci hanno bucato dozzine di palloni, a forza di bicchieri di spuma e di frizzante da bettola, a forza di pressatella simmenthal, a forza di N80 fumate di nascosto e di altre finezze che formano l'uomo con un grande sforzo prospettico.
Si cresce anche con qualche giornaletto VM 14/VM 18 anche se hai 12 o 13 anni e cominci a svegliarti la notte in preda a furori tutt'altro che astratti, in preda al primo acerbo testosterone, in preda alle prime visioni di qualche tua amichetta che comincia a lievitare lì davanti, non sai perchè ma ti sembra tanta roba, qualcosa che non ti leverai dalla mente fin quando avrai forza di respirare.
Sì, essere in giro e conoscere "lei", pensando che sarà per tutta la vita ... invece dura pochi mesi ma sia benedetta la capacità di sognare, che si nutre di  inesperienza ed inconsapevolezza. Essere inconsapevoli è il più grande dono della gioventù, il non essere per forza costretti a sapere e ragionare. Sapersi stupire di "lei" e saper stupire "lei", senza spartito, suonando a orecchio, impreparati ed intonati al contempo, essere psichedelici senza aver preso acidi, avere 18 anni e dire "accidenti come viaggia questa notte", con qualche innocente birra, due baci e qualche sigaretta low cost.
Sì, essere in giro ed andare a studiare a Milano, notti sui libri, notti per preparare esami da sostenere di fronte a professori con la fama di semidei e con assistenti frustrati per la luce riflessa di cui gli tocca vivere, notti passate a festeggiare esami passati senza capire bene il perchè, viaggiando low cost con una damigianetta di vinaccio senza patria ne bandiera, 8mila lire per 5 litri, notti passate al circolo ACLI, 500 lire il rosso e 600 il bianco, spiegare la filosofia ai tuoi compagni di collegio, vedere le loro facce stupite quando gli dici che "sì, effettivamente Thelma, Louise ed Ayrton Senna sono i maggiori esponenti contemporanei del decadentismo".
Sì, essere in giro per le strade della metropoli, con la coscienza di vivere anni formidabili che ti stanno forgiando, con la coscienza di aver preso altre strade, di aver scelto di essere altro, di essere diverso, non per una questione di bandiera o di malinteso anticonformismo ma per darsi un'opportunità, l'opportunità di sbagliare da soli e di non commettere gli errori degli altri.
Sì, essere in giro, entrare in un bar ed incontrare un'altra "lei" e pensare, decidere, realizzare che sì, stavolta è quella "definitiva", che è il coronamento di una vita, la vittoria definitiva che si rinnova tutti i giorni ma non un punto di arrivo, no, è la pietra miliare n. 1, una nuova partenza, una nuova via tutta da tracciare ancora, non si sa dove porta ma l'importante è sapere che vai ... che sei in giro.
I sogni ed i desideri sono diventati adulti, i bambini sono cresciuti, ma sono sempre in viaggio, il punto di arrivo non è noto ma va bene così ... siamo stati in giro, siamo in giro, saremo sempre in giro...