venerdì 16 febbraio 2018

Fondazione di Nova Cataezu

Giungono a Pasquino Pinzocheri Press Agency agghiaccianti notizie dal nuovo mondo: un gruppo di immigrati originari del delendo borgo di Cataeggio ha fondato in Brasile, nel cuore dell'Amazzonia, in un'area totalmente priva di presenza umana, la città di Nova Cataezu (questo il nome lusofono). I fondatori della città hanno ben pensato anche alla traduzione plurilingue del nefasto toponimo:

  • ovviamente Nuova Cataeggio in italiano
  • New Katayotch in inglese
  • Nouvelle Cataeche in francese
  • Nueva Cataejo in spagnolo
  • Neue Kataesch in tedesco
  • NovoKataetsk in russo
  • Nea Kataegis in greco
Le sterminate moltitudini che leggono i dispacci della scrivente agenzia di stampa si chiederanno il perchè si sia potuta consumare una tale atrocità. Il motivo è presto spiegato: negli anni '80 un gruppo di circa 200 cataeggini ha dovuto lasciare la terra natia a causa di una devastante carestia. Infatti, un'epidemia di peste roditoria aveva falcidiato di oltre il 90% la popolazione di "rattus cataegginus plurincrostatus" (locamente noto come "pantegana brodega") che è il principale alimento degli abitanti del borgo. 
Spinto dalla fame, il gruppo di migranti è partito a piedi per Genova. Una volta giunti, si sono introdotti nottetempo nel porto container, imbarcandosi poi di nascosto nella stiva di una nave cargo, poi salpata in direzione dell'Uruguay. Quando la nave stava già in pieno Atlantico, alcuni membri dell'equipaggio della nave hanno scoperto la presenza a bordo degli indesiderati passeggeri. Il capitano era orientato a far gettare a mare i clandestini ma, visto il loro pauroso stato di igiene personale, non volendosi rendere responsabile di una epocale catastrofe ecologica e, per non far adirare il dio Nettuno, ha optato per un attracco urgente al porto di Rio De Janeiro. Giunta la nave in porto, per motivi di igiene e sicurezza pubblica, i cataeggini sono stati rinchiusi in un container a tenuta stagna e poi scaricati con una gru sulla banchina. Una volta spiombato il container in dogana, si è liberato nell'aria un fetore così forte da defogliare le piante ed abbattere stecchiti a terra gli uccelli nel raggio di 10 kilometri. 
Presa coscienza dell'immane rischio igienico, le autorità carioca hanno deciso di caricare i 200 capi di bestiame a due gambe su un aereo, con destinazione Rio Grande de Puteantes, una regione disabitata dell'Amazzonia, sulle rive del fiume Fetonao.
Giunto nel luogo prescelto, i portelloni dell'aeromobile sono stati aperti in volo ed i fetidi esseri sono stati sganciati al suolo a mo' di bombardamento.

Una volta atterrati, gli ineffabili e putridi personaggi si sono accorti di essere stati abbandonati nel nulla, a kilometri e kilometri di distanza dal più vicino centro abitato. Hanno percò deciso di accamparsi scavandosi delle tane nel terreno. Durante i lavori di scavo, è stato trovato, negli strati superficiali del suolo, un enorme giacimento di guano fossilizzato, del quale hanno cominciato a cibarsi a quattro palmenti. 

L'aver trovato una tale copiosa e succulenta riserva alimentare ha indotto i profughi cataeggini a decidere di rimanere sul posto in pianta stabile, erigendo una baraccopoli, rigorosamente priva di servizi igienici e fognature.
In circa 30 anni, la baraccopoli è cresciuta a dismisura. Infatti, l'aver risolto i problemi alimentari ha spinto il gruppo originario di fondatori a riprodursi, generando copiosa prole. A fine 2017, gli abitanti erano in numero di 17.326.
A tal punto, tra i residenti ha iniziato a prender piede l'idea di fondare una nuova città, chiedendone il riconoscimento tanto al governo brasiliano quanto al consolato italiano di Rio De Janeiro. 

Così, il 13 gennaio del 2018 è stata ufficialmente fondata la città di Nova Cataezu. Eroe eponimo è il mai dimenticato padre della patria cataeggina, Isidoro Fetonazzi, noto anche come "il profeta putrescente" o "la cloaca macilenta". Dalla vera Cataeggio è stata mandata a Nova Cataezu un preziossima reliquia di Isidoro Fetonazzi: un paio di sue mutande, da lui stesso medesimo indossate ininterrottamente per 7 anni. La reliquia è esposta nel salone d'onore del municipio, dove i novocatazensi fanno la fila per venerarla, prostrandosi ed annusandola ad occhi chiusi. 

Come Patrona della mefitica cittadina del nuovo mondo è stata scelta S. Sinforosa del Bambin Crostoso, fondatrice dell'Ordine delle Monache Oblate Minori del Pio Orfanatrofio della Gioventù Abbandonata di Cataeggio. A Nova Cataezu è stata quindi istituita la parrocchia, che è stata posta sotto la giurisdizione canonica della Arcieparchia della Chiesa Mefita di rito Sassobisolese (avente ovviamente sede a Cataeggio). L'Arcieparca Sassobisolese Sua Beatitudine Mons. PierBortolo Setticini Marronacci si recherà quanto prima in visita pastorale a Nova Cataezu per la consacrazione della chiesa e la pubblicazione della bolla ufficiale di istituzione della parrocchia.

Pasquino Pinzocheri Press Agency si premura significare quanto segue.
Atteso che anche da un grande male può nascere un grande bene, non sarebbe opportuno fare di Nova Cataezu la "terra promessa" verso la quale trasferire tutti coloro che ancora vivono a Cataeggio ed anche gli emigrati cataeggini ad oggi sparsi ai quattro angoli della terra? In tal modo, si otterrebbero molteplici benefici:
  • la sanificazione, fisica, etnica e di salute pubblica, della Valmasino
  • la concentrazione in unico luogo dell'orbe terracqueo di tutti i cataeggini viventi (evitandone la presenza diffusa ed a spizzichi nel resto delle terre emerse)
  • la possibilità di richiedere alle forze armate nord coreane di costruire, appena fuori le mura di Nova Cataezu, un poligono per il collaudo degli ordigni nucleari, di modo che, invece di rischiare di colpire il Giappone, si avrebbe la certezza di annichilire la delenda città, ivi comprese uomini e bestie (per quanto difficile possa essere operare una distinzione)

giovedì 28 dicembre 2017

Morbegno (SO). Apparizione di una strana donna

Da alcuni giorni, per le strade del comune di Morbegno si aggira una donna di mezza età, dall'aspetto distinto, ben vestita e di buone maniere, che avvicina tutti i passanti per dire loro: "Il mio nome è Eva, Eva Quazione".
L'apparizione della singolare signora ha destato molta curiosità e notevoli reazioni tra la cittadinanza.

Alcuni vedono in Eva semplicemente una persona ridicola e mentecatta, una sorta di zimbello da prendere in giro, una sorta di scema che per fortuna non viene dal villaggio, venuta da fuori a far ridere la gente per strada, gente rassicurata dal fatto che non è dei loro. Alcuni giovani si sono avvicinati a lei ed hanno iniziato a schernirla, chiedendole di tenere un comportamento coerente col suo nome, al che lei ha risposto "io posso anche evacuare le mie viscere come e dove voi mi chiedete, ma sappiate che io sono venuta apposta per evacuare voi da questa necropoli con le buone maniere, prima che un potente spasmo, seguito da una alluvione aulente e brunastra vi porti con se senza chiedervi il permesso". I giovanotti hanno continuato con dileggi, frizzi e lazzi, invitando Eva ad assumere una purga per adempiere meglio ai propri compiti. La signora ha risposto ieratica di essere ben disponibile a seguire il suggerimento, purchè al contempo loro assumessero per via rettale interesse cassette di limoni, visto che "più di un cagone per volta non può essere messo in scena".

Ieri mattina Eva stava intrattenendo alcuni anziani seduti sui muretti vicini al Monumento, raccontando loro con dovizia di parole e dettagli i grandi benefici derivanti dall'attività di evacuazione. Gli anziani erano tutti contenti di potersi fare due grasse risate ascoltando gli sconnessi discorsi della signora ed hanno iniziato a commentare a suon di rumori ed olezzi sfinterogastrici. Eva non si è scomposta e, con fare alquanto serioso, ha dichiarato "petate e ruttate come e quanto vi pare, non sapete ancora che sarete seppelliti vivi a forza di rutti e flatulenze".

In piazza della stazione Eva è salita in piedi su una panchina e, con toni da predicatore, ha iniziato a magnificare il valore, sia in termini di salute fisica che di edificazione morale, dell'avere sempre le budella vuote, affermando con grande enfasi che "budella vuote fanno anima candida". Un gruppo di ambientalisti si è avvicinato a lei con fare minaccioso, intimandole di smettere di istigare la popolazione allo svolgimento delle funzioni corporali, essendo tale attività fonte di inquinamento da nitrati per le falde freatiche. Solo l'intervento delle forze dell'ordine ha evitato il linciaggio per la povera Eva.

Eva è poi apparsa a Campovico, davanti ai cancelli del cimitero. Alle pie donne che stavano portando i fiori ai mariti anzitempo trasferitisi nella Gerusalemme celeste ha caldamente raccomandato di iniziare un percorso di purificazione, morale e corporale, tramite la meditazione ed il consumo di prugne secche e fagioli borlotti. Di fronte alle rimostranze di alcune signore ha replicato che "se è vero, come è vero, che una lunga quaresima sta per cominciare, sarebbe stupido e controproducente non iniziare già da subito un percorso di pulizia interiore e delle interiora".
Le pie donne campovichesi, recitando il rosario, hanno iniziato a riempire di randellate la povera donna, che si è salvata solo perchè le manigolde in questione sono scappate, terrorizzate da un un violento temporale, con grandinata di biglie di piombo, scatenatosi provvidenzialmente.

In località Arzo, la signora ha iniziato ad arringare le folle affermando che una pioggia di meteoriti a forma di peretta da clistere stava per abbattersi sul ridente borgo ed era perciò opportuno cogliere l'occasione di salvarsi l'anima, preparandosi in acconcia posizione, adatta a ricevere nel foro a ciò deputato il soprannaturale dono.
Come si è già avuto modo di capire, le virtù profetiche di Eva Quazione non riscuotono grande consenso, così che la soave donna si trova, suo malgrado, nello scomodo ruolo di Cassandra del terzo millennio. Infatti, anche il popolo di Arzo non ha per nulla avuto la capacità di comprendere appieno il messaggio salvifico che gli è stato portato ed ha iniziato a bersagliare la malcapitata con lanci di pannolini ed assorbenti intimi usati. Solo l'intervento della polizia municipale ha evitato che la situazione  degenerasse.
Prima di andarsene, scortata da tre professionisti della multa selvaggia, è però riuscita ad urlare "non osi l'uomo tenere otturato ciò che dev'essere  spurgato per la volontà superiore del mio mandante. Vuotate i vostri intestini prima che la mirabile flatulenza inizi a rombare in tutti gli angoli della terra, chiamandovi a render conto di fronte a ben alto giudice della vostra stitichezza intestinale e morale".

A Campoerbolo Eva è arrivata atterrando con un paracadute su cui è disegnata una supposta; sulle spalle aveva una confezione di Falqui da 800 confetti. Messi i piedi sul suolo, ha volto gli occhi al cielo ed ha poi dichiarato con voce stentorea "convertitevi e spurgatevi poichè ci stiamo avvicinando alla pienezza dei tempi e questo è l'ultimo treno da prendere, vi lascio immaginare dove". In questo caso, la buona Eva ha trovato una diversa accoglienza, forse in virtù del fatto che i Camperbolesi sono sono soliti nutrirsi brucando le erbe dei prati e mangiando le ghiande delle querce, avendo quindi una forte inclinazione all'attività di evacuazione degli intestini. Sta di fatto che tutti i presenti si sono precipitati in un boschetto e, dopo essersi accucciati, hanno iniziato a spingere, rendendo le loro anime e le loro budelle libere e leggere.
Udendo i loro rumori corporali, Eva Quazione ha detto "in verità, in verità ti dico, mio diletto popolo camperbolese, in te mi sono compiaciuta e d'ora in poi sarai il mio popolo eletto. Tutte le generazioni vi chiameranno beati e vi renderanno culto, e quando chi mi manda scatenerà su Morbegno la sua incontenibile ira, voi non avrete a temere alcun male. Il giorno prima del giudizio io vi apparirò in sogno e vi dirò di incrostare di marrone le spallette delle vostre porte, così che gli angeli incaricati di cancellare con fuoco e zolfo la superbia dei vostri concittadini passeranno oltre". Questo detto, Eva Quazione ha iniziato la propria salita al cielo, benedicendo il popolo camperbolese.

martedì 21 novembre 2017

La chute invisible

Quel giorno...
Quel giorno non abbiamo visto palle di cannone fendere l'aria
Quel giorno nessuna raffica ci ha steso a terra
Quel giorno non sono piovuti grappoli di ordigni
Quel giorno non è scorso il sangue per strada
Quel giorno non abbiamo visto un fungo accecante
Quel giorno non abbiamo sentito un tuono assordante
Ma non ci sono dubbi ...
Non ci sono dubbi: siamo caduti, siamo caduti senza essere visti

Quel giorno nessun colpo di mortaio ha squartato l'aria
Quel giorno nessuna casa era in fiamme
Quel giorno non sono planati i parà sulla nostra terra
Quel giorno non hanno celebrato l'ennesimo tiranno
Quel giorno eravamo vigili nel buio
Quel giorno regnava il silenzio
Quel giorno le orde mongole sono calate nell'oscurità
Ma non ci sono dubbi ...
Non ci sono dubbi: siamo spariti senza il minimo rumore

Quel giorno si sono afflosciate le biblioteche
Quel giorno sono andati in polvere i musei
Giacevamo invisibili sulle tribune dello stadio
Facendo sbavare avvoltoi e sciacalli

Ora aprite occhi e orecchie
State pronti sulla porta quando tornano
Ne sono certo ...
Ne sono certo: torneranno, infoiati come mai prima

martedì 14 novembre 2017

I rotoli di Traona (SO)

Come metterla?? Diciamo che dopo i rotoli di Qumran, arrivano i rotoli di Traona. Oppure, dopo lo scandalo delle Erme dell'Atene antica, ecco che arriva lo scandalo della carta a 3 veli. 

Come noto, esistono organi di stampa che, a differenza della scrivente Pasquino Pinzocheri Press Agency, non riescono a resistere alla tentazione della serietà, con ciò cadendo nella deprecabile prassi di dare notizie all'apparenza persino fondate e forse pure corrispondenti a verità. Da uno di questi media capita di apprendere che il Comune di Traona ha fatto prelevare dalla scuola media, sita sul proprio territorio ma frequentata anche da alunni provenienti da altre giurisdizioni comunali, una parte della scorta di rotoli di carta igienica. Il gesto, sempre in bilico tra il barbarico ed il farsesco, sarebbe motivato da contrasti con i comuni limitrofi circa la partecipazione alle spese di gestione del plesso scolastico.

Pasquino Pinzocheri Press Agency non vuole entrare nel merito giuridico della questione, poiché si tratta di una materia pienamente fuori dall'ambito di competenza di un organo di stampa di saltimbanchi e gioppini. NO, il punto è un altro. Pasquino Pinzocheri Press Agency protesta in modo fermo e vibrato: non è possibile, né ammissibile, che un'amministrazione comunale, quindi un'istituzione, compia atti che rientrano palesemente tra le competenze di un'organizzazione di buffoni. 

In quanto agenzia stampa di buffoni e giullari, la scrivente avverte fortemente il dovere-diritto morale di non tollerare che le istituzioni le rubino il lavoro. Non è un potere serio quello che sottrae il pane ed il companatico ai buffoni. Se venisse meno questo punto fermo, le conseguenze sarebbero irrimediabili. Infatti, se si pervenisse a tale stato di cose, Pasquino Pinzocheri Press Agency sarebbe legittimata a tentare la conquista del potere amministrativo e politico, sostituendosi con ciò alle istituzioni stesse, al grido di "tutto il potere ai buffoni, i buffoni sono il potere". A meno che non sia così già ora ...

Essere buffoni è una cosa serissima, è un lavoro che richiede una grande professionalità, che si costruisce mettendo in campo talento, anni di esperienza, forza di volontà e grande spirito di applicazione. Non è possibile che un'amministrazione comunale, di punto in bianco, invada il campo in questo modo!! NO!! Non si può!!

Pasquino Pinzocheri Press Agency si adopera da anni, tutti i giorni, in modo indefesso, per fornire all'opinione pubblica ed alle masse oceaniche che ne leggono i dispacci le migliori minkiate possibili, con certosina attenzione alla qualità delle stesse medesime minkiate. Poi, un bel giorno, alcuni alto-medio-bassi esponenti istituzionali si alzano la mattina bel belli e si intromettono mani e piedi sulla pubblica piazza e sul palcoscenico, sgomitando ineffabili tra guitti, giullari e pezzenti di lungo corso, senza aver nemmeno la scusante di aver fatto colazione con cappuccini allucinogeni e brioches psichedeliche. Malissimo!!

In un paese civile, l'ordinamento costituzionale dovrebbe imporre al potere politico di astenersi dal compiere atti di governo atti a suscitare ilarità, ironia, sarcasmo e disprezzo tra il popolo. Perchè poi, cosa succede?? Che il popolo si mette a denigrare i governanti e li addita al pubblico ludibrio urlando "buffoni". 

E questo non lo possiamo accettare: i buffoni, i pezzenti saltimbanchi, gli arlecchini siamo noi, noi di Pasquino Pinzocheri Press Agency. Solo noi!!! Siamo noi che rivendichiamo il monopolio delle minkiate e del prenderci lanci di ortaggi, uova e sputi sulla pubblica piazza. E' il nostro lavoro, sappiamo come si fa. Non è solo una questione morale, è anche una questione tecnico-pratica: a differenza di un sindaco o di un assessore comunale, noi sappiamo bene come si sta in pubblico facendo figuracce da cialtrone e gestendole col necessario know how. Non è una cosa che si impara in quattro e quattr'otto e non si può tollerare che dei principianti improvvisati si mettano a fare il mestiere, incuranti dei rischi che corrono.

Pasquino Pinzocheri Press Agency conclude affermando quanto segue:

  • si invitano coloro che hanno prelevato i rotoli di carta igienica a svolgere in modo intensivo funzioni corporali tali da richiedere l'utilizzo dei rotoli medesimi
  • in forza della mai smentita legge del contrappasso, coloro che hanno prelevato i rotoli di carta igienica, una volta passati a miglior vita, saranno spediti all'inferno, nel girone degli incontinenti intestinali, condannati per l'eternità a vagare alla spasmodica ricerca di rotoli sotto una pioggia rovente di diarrea

venerdì 3 novembre 2017

Volo a vista

Ehi ciao, che fai qui, è buio pesto
Cadono le stelle e non è la notte di S. Lorenzo
Non ci sono luoghi oscuri, di fatto stanotte è tutto tenebra
Una sudicia medaglia di piombo davanti al sole
Ma io ti vedo comunque quando attraversi la stanza

Sii mia complice anche tu su quest'autostrada senza lampioni
Crederò a qualunque cosa tu dica
Hai qualche segreto per me, sennò che segreto sarebbe

Potrei mendicare un motivo per continuare
Potrei strisciare per venerare la terra
Portiamo la croce della nostra vocazione
Voliamo senza strumenti, zoppicando in aria, ma andiamo
Lo sappiamo solo noi e ci basta

La nostra estrema sensibilità, che grande maledizione
Le nostre anime che si mangiano le unghie

Dentro noi talenti da far esplodere, polvere che aspetta la scintilla
Corazze per le nostre passioni, basta inni al dolore

Provo ad alzarmi
Accetto di cadere
Lavoro duramente al mio prossimo errore
Ma sono presente, guardami
Scambiamoci i segreti, ti ascolto

Ti chiamerò sempre amore
Passi come una stella cometa
Puntelliamo il cielo questa notte

Nonostante le stelle cadenti, stiamo su
Non siamo meteore, balleremo ancora per mille stagioni
Adesso è tempo di decollare nel buio
Entriamo ad occhi aperti nell'ignoto

venerdì 6 ottobre 2017

Sernio (SO). Psicosi da raccolta delle mele

Suo malgrado, Pasquino Pinzocheri Press Agency è di nuovo costretta ad occuparsi di Sernio, landa desolata e dimenticata dagli dei, devastata dalla poca esposizione solare e dalla frutticoltura.
Come tutti i mesi di settembre ed ottobre dall'inizio dei tempi, tutto il (non)ridente paesino è in preda ad una vera e propria psicosi collettiva da raccolta delle mele. Si tratta di un caso rarissimo, pressochè unico a livello mondiale, di raptus non individuale ma collettivo, una forma di turba psichica sociale che va sotto il nome scientifico di Sindrome ossessivo-compulsiva da accumulazione pomellare (SOCAP). A livello colloquiale il fenomeno è invece definito "fregola della mela", "satirismo pomello" oppure "ninfomania rurale".
 
Trattandosi di un "unicum", la SOCAP ha attratto a Sernio i maggiori luminari mondiali della psicologia, della psichiatria e della frenologia, che ne hanno fatto oggetto di studi, saggi scientifici e convegni internazionali. Senza pretesa di essere esaustivi, si cita la presenza a Sernio di studiosi provenienti da: MIT di Boston, Sorbona di Parigi, Oxford, Cambridge, Berkeley, Princeton, Coimbra, Heidelberg, Tubinga.
 
Dagli studi scientifici effettuati sono emersi i tratti distintivi della SOCAP:
  • con la maturazione delle mele, la popolazione tutta inizia a provare un'irresistibile istinto a precipitarsi nei frutteti per iniziare la raccolta
  • la raccolta delle prime tonnellate di mele fa nascere nelle persone il desiderio di raccoglierne sempre di più
  • l'incremento delle quantità raccolte non è però capace di dare piacere e soddisfazione ai raccoglitori stessi, che precipitano in uno stato di simil trance ansiosa e compulsiva, superabile solo con la raccolta di una quantità di mele pari ad infinito (anedonia frutticola)
  • terminata la raccolta, il popolo serenasco prova poi una sensazione di soddisfazione transitoria, di breve durata, che scompare nel preciso momento in cui viene a conoscenza della remunerazione sul mercato dei loro prodotti (quando va bene, pari ai costi sostenuti per la produzione, avendo cura di non conteggiare il valore delle centinaia di ore di tempo libero bruciate spezzandosi la schiena nei frutteti e sottratte alla famiglia e ad un'equilibrata vita sociale)
La fase di depressione da mancata remunerazione frutticola merita un approfondimento a parte:
  • nel momento in cui il popolo frutticolo viene a conoscenza della miserabile remunerazione sul mercato delle mele, nascono spontanei moti di rabbia e velleitarie voglie di ribellione
  • la notizia viene sempre accolta con un grande stupore, come se fosse una novità piovuta dal cielo a causa della volontà di una qualche divinità crudele e capricciosa e non un dato di fatto, noto da anni anche alle pietre (questo aspetto rimane inspiegabile anche per i grandi luminari che hanno studiato per anni la SOCAP)
  • nonostante il trauma causato dal miserabile prezzo delle mele, nel popolo non nasce assolutamente l'anelito ad emanciparsi dalla schiavitù frutticola, non ha luogo un liberatorio raptus di estirpazione dei frutteti. Accade l'esatto opposto: già nel mese di novembre iniziano le grandi operazioni di potatura dei frutteti, e la catena millenaria dell'autoinflitta oppressione frutticola si allunga, con la forgiatura di un ennesimo anello: una nuova annata agraria inizia, con la precisa certezza che il guadagno dell'anno prossimo sarà identico a quello di quest'anno, a sua volta identico a quello dell'anno scorso, ovvero "sta minkia", un ciclo infinito ed uguale a se stesso, dove la anzicennata minkia va sempre a posizionarsi nel medesimo luogo basso/posteriore, senza essere pre trattata con particolari lubrificanti. Anche questo fenomeno risulta inspiegabile nella sua patogenesi ai luminari già prima citati, che altro non hanno potuto fare che coniare la definizione di "autoevirazione pomacea", per mere esigenze di catalogazione dei disturbi psichici

Terminata la disamina storico - scientifica della SOCAP, che da sempre funesta la vita civile di Sernio, è ora il caso di citare di seguito alcuni fatti realmente verificatisi, affinchè alla teoria si affianchi la doverosa pratica, anche alla luce del fatto che "la realtà supera l'immaginazione". Non solo, è sempre assai opportuno fornire alle oceaniche masse che leggono questo dispaccio delle buone occasioni di ludibrio ed esecrazione.

Roberto Succhionazzi Bancalini
Il losco figuro in questione era impegnato nel frutteto, nella raccolta di 800 quintali di Royal gala, quando uno dei suoi braccianti è arrivato da lui tutto trafelato e sconvolto per dirgli che la madre del medesimo era stata stroncata da un infarto fulminante e si era accasciata a terra nel magazzino dove era impegnata nella cernita delle mele.
Udita la notizia, il marrano ha risposto: "finisco il palox e poi arrivo". Giunto sul posto, ha dato un'occhiata alle spoglie mortali della genitrice ed ha poi deciso di spostare la salma in un luogo fresco aerato, in modo da poter rinviare le esequie una volta terminata la raccolta delle mele, senza correre il rischio di decomposizione.

Mons. Adalgerico Pomini Afiducci
Dopo aver acquisito il parere teologico, pastorale ed ecclesiologico della Santa Sede, il Vescovo di Sernio ha emanato il decreto "Nulla tiratura cuoias in pomellae tempore", in forza del quale:
  • è fatto esplicito divieto ai cittadini di morire nel periodo compreso tra il 15 agosto ed il 31 ottobre, al fine di non interferire con le operazioni di raccolta delle mele
  • coloro che trasgredissero tale divieto saranno condannati alla "damnatio memoriae", con sepoltura anonima, senza rito funebre, in fossa comune e terra sconsacrata

Simona Plaretti Sbuccini
La 25-enne signora in questione ha dato alla luce, il 27 di settembre, un maschietto di nome Pomone, dal peso di 4,3 kg e che gode di ottima salute.
Purtroppo per lei, il fatto di aver osato partorire in piena stagione di raccolta è stato fonte di enormi guai. Infatti, sia la sua famiglia di origine che quella del marito hanno hanno presentato alla Procura della Repubblica una denuncia penale per interruzione di raccolta frutticola e per diserzione rurale, reati pesantemente sanzionati a Sernio, in quanto la giovane donna, nel suo stato di puerperio, ha dovuto per alcuni giorni smettere di recarsi nei frutteti.
Convenuta in giudizio per direttissima, la malcapitata è stata condannata col rito abbreviato a portare per sei mesi il disegno di una mela scarlatta sulla fronte. 
Fortunatamente per lei, gli sono state riconosciute delle attenuanti (l'aver partorito direttamente nel frutteto, all'ombra di un filare di meli e l'allattamento direttamente a bordo del carro cogli frutta) senza le quali le sarebbero stati comminati la privazione dei diritti civili per lei ed il figlio, con conseguente esilio fuori da Sernio.

Masaccio Piantoni Filarini
Il manigoldo de quo è uno dei ras della frutticoltura di Sernio. Produce infatti circa 5mila quintali di mele ogni anno, di diverse varietà. Tale scellerato volume di produzione fa del Piantoni Filarini un membro di diritto, ed a vita, del Sinedrio Rurale, l'organo che governa Sernio da oltre 800 anni.
Ebbene, lo sciammanato ha presentato al Gran Consiglio Bucolico e Patriarcale, una sorta di parlamento formato dai capi delle famiglie che possono dimostrare di produrre almeno 1.000 quintali di mele l'anno, una proposta di legge in forza della quale sarebbe inibita la consumazione di atti coniugali tra la fine di novembre e la metà di gennaio, al fine di evitare che le donne inizino gravidanze che giungerebbero a termine durante il periodo della raccolta. In particolare, la legge, se approvata, introdurrebbe, a titolo di misura di prevenzione, l'obbligo di indossare tra novembre e metà gennaio:
  • per gli uomini un copri membro di cuoio con rivestimento di borchie in acciaio (fissato allo scroto con un fil di ferro chiuso da un piombino bollato)
  • per le donne una cintura di castità in cuoio e piombo (con deposito delle chiavi presso la curia vescovile)

mercoledì 4 ottobre 2017

Fenice

Sei tu, sei solo tu
sei accesa, accidenti se abbagli
come le luci di uno stadio la notte
brilli come un girasole elettrico
Perdio, se ti vedo

Sei tu, sei solo tu
stai squillando, che suono celeste
come le campane di una cattedrale
arrivi da me fendendo l'aria che freme
Perdio, se ti sento

Sei tu, sei solo tu
cambi mille colori, che luce ardente
blu elettrico come una notte d'estate
arrivi come un fulmine e poi il temporale
Perdio, come ti guardo

Sei tu, sei solo tu
un rullo di tamburo, che buco nel silenzio
annunci la rivoluzione come una granata
sei lo scoppio che chiama la nuova era
Perdio, come ti ascolto

Sei tu, sei solo tu
una vampa di fuoco, spada nella notte
scali il cielo come un missile ebbro
arrivi per catturare ogni pensiero
Perdio, ti guardo a bocca aperta

Sei tu, sei solo tu
aquila dalle piume d'oro, meraviglia planante
regina dell'aria, volo stupefacente
non ti serve atterraggio per sfavillare
Perdio, come ti ho trovata