martedì 3 ottobre 2017

Maccheroni alla nordica in salsa verde

Preambolum
Ecce legio illetterata et petassante
Stultum drappellum semper rivoltante
Communitas tonitruante et fetida
Sub urinantes, cum mutanda umida
Cum lappa semper fieri sborrones
Cum facti semper magni coiones
***
Heros eponymus sfanculantis
Pater patriae, patriarcam varesinus 
Cum budelle ed mentulae cogitabus
Per secessio cercavit imprimatur
Cum rutti ed scorrasse esprimetur
***
Delphinum sciammannatum
Patriarchi fili pisces stultum et idiota
Puello meritavit flagellum et garrota
In regionalis consilio horrido electo
In istitutione mentulone perfecto
***
Schrofone orobicum
Laido bergamascus locum tenens
Semper ebbro et ruttante tremens
Beone porcellum dentis cavator
Onore natione magno stuprator
***
Mentulonis insubricum
Longobardo rex sine collum
Digna parvenza sed pistolum
Buffone patriarca regionalis
Homo sine materia neuronalis
***
Subalpinum diarrhoicum
Laido taurinense scarafaggium 
Horridus et movente at vomitum
Semper cogitantis cum budellae
Ergo est cacantis cum cervellae
***
Lardorum bocciam
Sugnosus et calabro ladrone
Ributtante sicut leproso porcone
Lestum pecuniae sgraffignator
Malo costume empio pantrocrator
***
Megalosfinter lacustris
Caput votissimo Leuci Castri
Idiotam combinante disastri
Fastidiosa piattula logorrhoica
Stimolans functione diarrhoica
***
Architectum chiappae
Summu lacu stolido architectum
Intelligens sicut turgido preputium
Semper ad minkiam favellans
Melius audere canis latrans
***
Trinconis sabaudi
Piedimontis cantoris ubriacum
Trincante hettolitrus et uno litrum
Beone musicante cachofonicus
Melodioso ruttante ed petosus
***
Virago smandrappans
Vaiassa stolida pasionaria apula
Ignorans cogitantis cum mentula
Garrula volans in circulo magico
Silurata cum ridiculo et tragico
***
Dominatrix mediolanensis
Viridissima virgo vandeana
Scudum de virtute padana
Cum habito corio et sadomaso
Civis padano pigliatum per naso
***
Bamboccium strepitantis
Puello foetido et ributtans novo dux
In capite non habet sale et manco lux
In juventute frequentavit lyceum
Hodie alto pontificatur cum ruttum
***
Pandorum manducator
Sub Arena multi pueres ingroppator
Visus porcinus lurido pantocrator
Super velox in mutatione vexillum
Romeus et Julietta gattopardum
***
Proseccum trincator
Viscidus Doge coiones venetarum
Cum furta fabbricavit bucintorum
Parvo marcium homo sine habilitate
Cum eius semper regnat stupiditate

Sernio (SO). Introduzione della pena capitale col metodo della "pomazione"

Il Gran Consiglio Patriarcale e Frutticolo (GCPF) di Sernio ha approvato di recente due provvedimenti destinati a cambiare per sempre la storia dell'umbratile borgo ai piedi delle Orobie valtellinesi:
  • la legge 11/5/2017 n. 528, recante Introduzione della pena capitale con il metodo della pomazione
  • la legge 13/5/2017 n. 531, recante Individuazione delle fattispecie di reato sanzionabili con la pena della pomazione
Giova rammentare che il GCPF è l'assemblea legislativa ed è formato da tutti i maschi capifamiglia di Sernio e funziona su base censuaria, ovvero ognuno dei capifamiglia esprime un numero di voti proporzionale alla quantità di piante di melo possedute ed alla produzione annuale di mele denunciate all'Ufficio Imposte.

Innanzitutto occorre chiarire in cosa consiste la pomazione. Si tratta essenzialmente di una lapidazione con impiego di mele prodotte a Sernio al posto delle pietre (considerato che Sernio ha un'esposizione solare paragonabile alle aree circumpolari, le mele ivi coltivate hanno la consistenza del granito, essendo perciò adatte alla porca necessità).

Reati puniti con la pena della pomazione
  • estirpazione di frutteto senza reimpianto
  • omissione di trattamenti fitosanitari nei frutteti
  • omissione di concimazione nei frutteti
  • omissione di irrigazione nei frutteti
  • diffusione di notizie atte a far calare la quotazione di mercato delle mele
  • omissione di raccolta di mele giunte a maturazione
  • furto di mele
  • diserbo di frutteti
  • omissione di potatura nei frutteti
  • omissione di taglio dei succhioni nei frutteti
  • danneggiamento a frutteti
  • diffusione di infestazioni nei frutteti (parassitarie o fungine)
  • furto o danneggiamento di macchine per frutticoltura
  • furto di pesticidi e fertilizzanti ad uso frutticolo
  • istigazione a commettere i reati sopra citati

Pasquino Pinzocheri Press Agency ha intervistato PierMichele Melacci Plara, appena nominato Prefetto del neo costituito Dipartimento di Esecuzione Frutticola, attivo presso l'Alta Corte di Giustizia Serenasca. Si riportano di seguito le sue dichiarazioni, affinchè un sempre maggior numero di persone possa acquisire coscienza di come a Sernio la poca esposizione solare non ottenebri solo il cielo ma anche le menti:

  • ""come noto, da oggi in poi, qui a Sernio alcuni reati saranno puniti con la pena capitale - come modalità di esecuzione abbiamo scelto la pomazione
  • la pomazione altro non è che un adattamento della lapidazione alle tradizioni ed alle caratteristiche socioeconomiche del territorio serenasco
  • non solo, questa forma di esecuzione capitale ha anche il pregio di aumentare in modo sensibile il consumo di mele, così da far calare quantitativi immessi sul mercato, con i vantaggi in termini di quotazione del prodotto che tutti possono immaginare
  • quando l'Alta Corte di Giustizia Serenasca (unico organo legittimato ad irrogare la pena capitale) ci consegna un pendaglio da forca noi avviamo la procedura di pomazione, per la quale abbiamo avuto la certificazione ISO dal Seran Institute of Technology - ve la illustro
  • viene estratto a sorte il nome di un proprietario terriero, che avrà l'onore di ospitare l'esecuzione in un frutteto di sua proprietà (c.d. diritto rurale di forca)
  • vengono affissi dei manifesti con cui si invitano i cittadini ad intervenire in qualità di lanciatori di mele (c.d. chiamata alle pome)
  • la risposta alla chiamata alle pome è facoltativa, ma in caso di mancata risposta a due o più chiamate in un anno solare l'interessato viene privato per sei mesi dei suoi diritti di voto censuari. In caso di reiterata renitenza, poi, si applicano una serie di misure di penalizzazione di entità sempre maggiore, sino ad arrivare alla morte civile ed alla damnatio memoriae
  • una volta individuato il frutteto, alle 4 del mattino, esso viene irrorato con una speciale poltiglia rituale composta da zolfo, pece, piombo arseniato e polisolfuro di bario - dopo di che viene scavata nel terreno una buca, per il mezzo di una trivella da piantumazione
  • al sorgere del sole il pendaglio da forca viene portato in catene sul luogo dell'esecuzione e viene interrato sino alla vita nella buca che è stata preparata
  • sul posto giungono due trattori carichi con 18 palox di mele golden acerbe e fresche di cella frigorifera (circa 54 quintali di frutti duri come il marmo)
  • ad un mio squillo di tromba, tutti i cittadini che hanno risposto alla chiamata alle pome possono iniziare a bersagliare il pendaglio da forca
  • esaurite le mele, con un altro squillo di tromba, i cittadini sono invitati a tornare alle loro occupazioni
  • il cumulo di mele che copre la salma del condannato viene lasciato sul posto, sino a quando gli eventi atmosferici non ne causano il completo disfacimento per avvenuta putrefazione
  • terminata la putrefazione, l'Ufficio Monatti dell'Alta Corte di Giustizia Serenasca preleva la salma del pendaglio da forca e ne dispone l'inumazione in terra maledetta e sconsacrata in quel di Cologna (dove, com'è a tutti noto, non esiste particolare differenza tra vivi e morti)
  • sul luogo dell'avvenuta esecuzione viene poi posta una lapide, ad imperitura memoria e testimonianza della gratitudine verso il proprietario terriero per aver ospitato il supplizio""

Ai fini di un doveroso aumento del senso di esecrazione verso il delendo ed ombroso borgo presso l'opinione pubblica, Pasquino Pinzocheri Press Agency ha intervistato anche AntonPierGianGabriele Ruboaranei Ticchiolini, decano del GCPF. Queste le sue dichiarazioni:

  • ""da troppo tempo sono invalsi anche qui a Sernio una serie di abitudini e costumi che stanno minando la sana e robusta costituzione morale del nostro popolo
  • in quanto responsabili non solo del governo del paese ma anche della sua salute morale, abbiamo avvertito forte il dovere di porre un rimedio, prima che la situazione degenerasse
  • lo so, visto da fuori, si può pensare che abbiamo adottato delle misure draconiane, ma noi, vista la posta in gioco, siamo pronti a sfidare l'impopolarità e lo scherno dell'opinione pubblica mondiale se servisse - il nostro senso del dovere ci impone di agire senza tentennamenti, prima che accada l'irreparabile
  • l'identità storica e culturale della nostra beneamata patria si fonda sulla frutticoltura - tanto per fare un esempio: il godimento dei diritti civili è proporzionale alla quantità di piante di melo possedute ed alla produzione annuale di mele mentre le persone che non possiedono frutteti non possono contrarre matrimonio e ricevere eredità
  • purtroppo, nelle giovani generazioni non arde più come una volta il sacro fuoco della frutticoltura - basti pensare che fino ad 8 o 10 anni fa era normale per qualunque nostro cittadino in età lavorativa passare 12 o più ore al giorno a lavorare nei frutteti
  • ora, invece, si nota un preoccupante venir meno della dedizione alla produzione frutticola: il numero di piante cala, la produzione idem e sempre più frequenti sono i casi di estirpazione di piante senza reimpianto
  • per questi motivi, abbiamo deciso di sanzionare con la pena della pomazione tutti quei comportamenti che possono compromettere il patrimonio frutticolo serenasco, con ciò determinando la morte culturale della nostra nazione
  • occorre poi anche tener presente che se noi massimizziamo il numero di esecuzioni otteniamo anche un aumento di autoconsumo interno di mele, contribuendo così a sostenerne il prezzo sul mercato - non è quindi da escludere che ogni anno, con legge ad hoc, sia definito un contingente minimo di persone da giustiziare tramite pomazione, a prescindere dal fatto che si siano resi responsabili o meno di crimini contro il sistema frutticolo - va da se che, se fosse necessario giustiziare degli innocenti, essi saranno insigniti post mortem del titolo di martiri della frutticoltura, con erezione di steli commemorative ed esenzione dall'infamante rito dell'inumazione in terra maledetta in quel di Cologna""

Pasquino Pinzocheri Press Agency non può esimersi dal testimoniare quanto segue, in forza di ben precisi doveri morali di informazione alle masse circa le indecenze che si consumano nel borgo dimenticato da Dio e da Apollo e relativo carro solare:

  • innanzitutto, è ben noto che in quelle lande la frutticoltura è una passione totalizzante, così totalizzante che il frutticoltore medio preferisce esser cornificato dalla moglie o seppellire la propria madre piuttosto che dover saltare un trattamento pesticida nel frutteto
  • tra i maschi ed aitanti frutticoltori della zona si fa a gara a chi possiede il trattore più potente e prestante, quasi che la prova della virilità sia traslata dalla lunghezza del pisello a quella del rimorchio, ovvero dal contenuto delle proprie mutande al contenuto del proprio garage
  • tra quelle genti, il valore, la dignità ed il ruolo sociale di una persona non si misurano sulla base della cultura o del quoziente intellettivo, bensì sulla scorta delle piante possedute e delle mele prodotte - di conseguenza "un uomo senza piante non è un uomo degno di stare al mondo" e, peggio ancora, le mele sono l'unico propulsore dell'ascensore sociale

Epitaffio/invettiva
Ahi Sernio, abominio de' popoli
de la valle che la polenta magna
sei negletta dal sole da secoli
su te crolli orobica montagna
e sommerga e pome e persone
pomatore uguale a minchione

venerdì 21 luglio 2017

Sernio (SO). Rituali orgiastici nei frutteti

Da quanto consta alla scrivente Pasquino Pinzocheri Press Agency, l'umbratile borgo di Sernio, la piccola Antartide dei frutteti, che conosce il sole tanto quanto un musulmano osservante conosce l'enologia, è da tempo teatro di innominabili perversioni carnali, di veri e propri giochi bestiali ed ereticali, che si pensava esistessero solo come farneticante citazione nei verbali dei famigerati processi alle streghe del medioevo o ai tempi della Controriforma. Ebbene, non è così.

Una premessa, per meglio circostanziare la questione, è d'obbligo. Lo scorso mese, a Sernio è stato sequestrato Luigino Pomacelli Cocciniglia, meglio noto come il kaiser della pomella, proprietario di frutteti per un totale di circa 8mila piante. I rapitori hanno chiesto un riscatto pari a 2mila quintali di mele di misura 80-oltre.
Il possesso di cotale quantità di alberi di melo fa del Pomacelli Cocciniglia uno dei maggiorenti del paese, un aristocratico di diritto, non per nascita ma per censo frutticolo (unica fonte di dignità personale e diritti politici in quel di Sernio). Per tali motivi, il Commissariato Patriarcale per la Repressione dei Crimini anti Frutticoli (CPRCaF) ha immediatamente avviato le indagini per addivenire alla liberazione dell'eminente personalità rapita.
Il Nucleo Indagini Crimine Agrario Violento del CPRCaF ha scandagliato l'intero territorio serenasco alla ricerca di tracce ed indizi utili ed ha alla fine scovato l'ostaggio in una vecchia baita diroccata in località Marendöl. Infatti, i rapitori, risultati poi essere tre balordi originari di Cologna, hanno ad un certo punto deciso di abbandonarlo, in quanto la famiglia Pomacelli Cocciniglia aveva più dichiarato in pubblico che, ove fossero stati catturati, li avrebbero fatti sodomizzare più e più volte da un bisonte in astinenza da due anni e col pene foderato di filo spinato e carta raspa.

Conclusasi col lieto fine la vicenda del sequestro, sono però stati analizzati i dati raccolti dal CPRCaF, facendo emergere una realtà sconcertante. Quasi tutti i campioni biologici prelevati nei frutteti di Sernio contengono fluidi corporei di tipo intimo, connessi alla consumazione di rapporti sessuali. Fino a qui qualcuno potrebbe dire che non c'è nulla di scandaloso poiché:
  • non si tratta altro che di sana attività fisica svolta all'aperto
  • stante il rapporto che il popolo serenasco ha con i propri frutteti, non è così strano che le persone vi si rechino per la consumazione dei propri amplessi, stante anche l'effetto afrodisiaco che su quella popolazione hanno i gas emessi da foglie, frutti e corteccia del melo

Ma il punto è un altro: dall'esame dei DNA contenuti nei campioni, si è acclarato che si tratta di una miscela di fluidi corporei sia umani che animali; i DNA non umani appartengono a bovini, ovicaprini, ungulati e persino a struzzi e nutrie.
Ecco quindi la sconvolgente verità: nei frutteti di Sernio si consumano atti carnali tra uomini e bestie (spesso la distinzione risulta difficile ai meno esperti).
Ad onor del vero, una spiegazione della genesi criminologica di tale comportamento è facile da trovare: il popolo serenasco ha con i propri frutteti un rapporto profondo ed ancestrale così forte da trascendere nella carnalità. L'uomo di Sernio ha in un certo senso sviluppato una forma di bisessualità inconscia tale per cui si sente moglie del melo e marito della terra dove il melo cresce. Siccome la terra è popolata di animali e gli animali stessi predano i frutti del melo, l'intimità carnale con loro consente una reductio ad unum del dilemma interiore sotteso alla bisessualità in questione. Detto in altri termini, la relazione A/P con gli animali, sostanziandosi in un fatto di genere penetrativo sessuale bidirezionale (c.d. dai e prendi) consente all'individuo di realizzarsi nella sua interezza, in piena armonia olistica con la madre terra ed il padre melo, le due entità supreme della religione serenasca, operanti rispettivamente come generatrice della vita a fini di frutticoltura ed entità totemica che incarna la frutticoltura stessa medesima. È allora agevole dedurre come alla bisessualità inconscia si aggiunga una forma di incesto panteistico, che consente all'individuo di essere sempre più connesso all'universo serenasco, in vista del suo passaggio a forme di vita più alte, con l'ascensione alla Grande Poma Cosmogonica (passaggio che purtroppo avviene sempre troppo tardi).
Pasquino Pinzocheri Press Agency ha assunto alcune informazioni circa la consumazione degli anzicennati atti carnali, bestiali ed ereticali. Di seguito il resoconto di alcuni abominevoli episodi, che si fornisce per mero senso del dovere, superando il proprio disgusto affinchè a sua volta il disgusto alberghi nelle menti e nei cuori della sterminata platea di coloro che leggono.

Roberto Diradini Succhioni
Alzatosi alle 3.30 di notte per recarsi nel suo frutteto per un trattamento pesticida contro gli afidi, dopo aver inalato i vapori dell'insetticida e le sostanze emesse dalle piante di melo in fase di sviluppo dei frutti, è stato colto da un raptus erotico/agreste. Essendo solo sul posto, ha iniziato a toccarsi le parti basse, spalmandoci sopra un potente fungicida sistemico ad ampio spettro per oidio e ticchiolatura.
Raggiunto uno stato ultra priapistico, mentre stava iniziando una serie di manovre di autosoddisfazione manipolativa manuale, ha avvistato un cervo, intenzionato a nutrirsi del fogliame delle piante. Ha quindi imbracciato un fucile per sparare un colpo in aria a scopo di avvertimento, così da mettere in fuga l'ungulato. L'animale si è però messo a correre verso il Diradini Succhioni, il quale si è ben presto accorto che trattavasi di una splendida cerva. Allora ha buttato in terra il fucile ed ha imbracciato la propria verga, penetrando immantinente la malcapitata bestia.
I lussuriosi bramiti dell'animale hanno richiamato un intero branco di cervi maschi, che si sono uniti al congresso carnale, di modo che se il  Diradini Succhioni ha dato per uno, ha poi ricevuto per dieci. Si mantiene un doveroso riserbo sul luogo effettivo della ricezione.

Melita Goldini e GianSimone Paloxi
La giovane coppia di fidanzati si è appartata nel frutteto di proprietà dei genitori della ragazza, utilizzando come alcova la cabina di un trattore.
Dopo aver sniffato dosi da cavallo di polisolfuro di bario, i due affannati mentali hanno iniziato i primi approcci amorosi. Per rendere più romantico il momento, hanno poi deciso di scendere dal trattore, per avviare l'impianto di irrigazione a pioggia e consumare i propri roventi amplessi sotto l'acqua battente.
L'atmosfera di grande armonia agreste, frutticola ed idroterapica ha richiamato l'attenzione di due struzzi e di alcune decine di nutrie. Giunti sul posto, gli animali hanno notato la spropositata dotazione carnale del Paloxi ed hanno implorato, tanto i maschi quanto le femmine, di poterne usufruire. Il disgraziato ha assunto per via endovenosa un micidiale cocktail di anticrittogamici e di pesticidi, al fine di poter garantire la necessaria prestanza genitale ed ha poi ordinato agli animali di mettersi in fila ed attendere il proprio turno, dicendo loro che ce n'era per tutti, tanto in termini di centimetri che di litri.
Tutte le performances del debosciato Paloxi sono state filmate con lo smart phone dalla Goldini. Dal materiale girato è poi stato tratto un film hard, che ha già venduto più di 5mila copie a Sernio. Gli introiti generati dalle vendite, pari per valore a circa 7 anni di raccolti di mele, hanno indotto i due fidanzati a creare una casa di produzione di film a luci rosse, che hanno chiamato La banana nel meleto. La ditta produce e commercializza solo film hard amatoriali ambientati in frutteti, che ora offrono un rendimento ben superiore a quello ottenuto standoci intere giornate a spezzarsi la schiena. Ecco alcuni titoli di film ormai divenuti campioni di incasso, sia al botteghino dei cinema di Sernio che per vendita di DVD:
  • Le mele del peccato nel frutteto infoiato
  • Sodomia all'ombra del filare
  • Raccolta rovente per lo stallone esigente
  • Pulzelle in calore sul rimorchio del trattore
  • La minkia è dura in tempo di potatura
  • Perversione carnale dietro il bancale
  • S'allarga il culetto all'ombra del muletto

Jessica Ruboacari Afidini
Figlia sedicenne di un autorevole esponente dell'alta nobiltà agraria, ha sempre avuto molti problemi ad interagire con i propri simili, a causa di una forma particolarmente grave di sterco-alitosi insetticida di cui soffre dalla nascita.
In particolare, nonostante lo desideri ardentemente, non è mai riuscita a consumare il benchè minimo amplesso con i numerosi ed aitanti frutticoltori locali. Infatti, diversi hanno cercato di appartarsi con lei, ma:

  • alcuni malcapitati sono caduti in preda a flaccidosi mentulare fulminante, seguita da perdita dei sensi, appena il fiato della ragazza è giunto alle loro narici
  • altri hanno cercato di copulare con la ragazzina indossando preventivamente una maschera antigas, ma è facile comprendere come sia difficile mantenere un'atmosfera romantico trattino erotica in una simile concia
  • in un attacco di romanticismo, altri ancora hanno cercato di rimediare mettendo un secchio di latta in testa alla leggiadra pulzella, ma la concentrazione di gas mefitici respiratori era tale da causare la corrosione della lamiera, con conseguente  flaccidosi mentulare fulminante, come sopra citato
Stanca della propria illibatezza, Jessica ha preso una decisione radicale: concedersi carnalmente alle nutrie che zompettano allegramente nei frutteti di famiglia, situati al margine del lago di Sernio.

Una mattina, si è perciò recata all'alba nel frutteto, ha preso un bel respiro a pieni polmoni (causando l'istantanea defogliazione di circa 3mila piante di melo) ed ha poi deciso di spogliarsi e di sdraiarsi languidamente per terra, iniziando poi ad indulgere in alcuni atti di autoerotismo.

L'insistente attività di sollazzamento digitale ha attirato l'attenzione di un branco di nutrie che stava sguazzando allegramente nel lago. I pelosi roditori (una trentina) hanno velocemente raggiunto la fanciulla, mettendosi in fila per consumare con lei dei roventi amplessi. I primi quindici, non a conoscenza del devastante alito della Dulcinea, sono rimasti stecchiti. Gli altri, vedendo la mala parata, si sono ritirati in fretta e furia, si sono turati il naso con del fango e sono poi tornati sul posto, dove rimaneva ad attenderli la fanciulla insetticida. Ognuno di loro ha così potuto consumare plurimi atti carnali, bestiali, ereticali e pellicciosi, avendo solo l'accortezza di tenere il naso ben tappato ed utilizzare per la bisogna non l'apparato genitale ma la testa.

Grande soddisfazione per tutti, Jessica in primis, che ha così potuto liberarsi della propria illibatezza, al solo prezzo di un poco di solletico (non sotto le ascelle, si precisa) a causa della pelosità dei suo partners.

Cataeggio (SO). Approvato il "Brodeghellum", la nuova legge elettorale che premia la mancanza di igiene personale

Il Gran Consiglio dei Puteolenti (camera alta, non elettiva, che riunisce tutti i capifamiglia di Cataeggio) ha approvato la nuova legge elettorale, denominata "Brodeghellum". Il Brodeghellum è un sistema elettorale binario, che si basa su un assunto fondamentale, tale per cui "i voti non si contano ma si pesano in base al fetore emesso dall'elettore ed ai parassiti che ha su di se".

Il nuovo sistema elettorale si applica alle elezioni di:
  • Presidente della Fetosissima Repubblica di Cataeggio
  • membri del Crostosissimo e Marron Consiglio (camera bassa, eletta a suffragio universale)
  • Presidenti e membri dei Putridi Consigli di contrada
A titolo meramente informativo, si segnala che le contrade di Cataeggio si chiamano: Marcionazza, Roggiaputrida, Cloacona di Fuori, Cloacona di Dentro, Rancidera, Miasmina, Puzzanella, Latrinetta, Fetone Alto, Fetone Basso, Fiumemarcio, Roccaspuzza, Foppa delle Croste, Torreletama, Costamelma, Lezzina di Sopra, Lezzina di Sotto e Dosso Paltarolo.

Pasquino Pinzocheri ha sguinzagliato suoi corrispondenti, ovviamente equipaggiati di maschera antigas e botte di insetticida, a battere le strade di Cataeggio in cerca di informazioni sulla nuova legge elettorale. Si riporta di seguito quanto appreso, sempre con la viva speranza che ciò ingeneri nelle oceaniche folle di lettori i più sacrosanti sentimenti di disgusto ed esecrazione.

Come sopra detto, i voti non si contano ma si pesano in base al fetore emesso dall'elettore. Di conseguenza, ad ogni cittadino elettore di Cataeggio è riconosciuto un numero di voti proporzionale allo stato di maggiore o minore mancanza di igiene personale.

Per dare concreta attuazione al dettato normativo in parola, presso il "Ministero delle Attività Putrefattive" è stata istituita la "Commissione Elettorale Stercorale", che ha il compito di:
  • esaminare ciascun cittadino
  • verificarne lo stato di sporcizia personale, tramite verifica ispettiva, olfattiva e visiva
  • attribuire i voti spettanti, in ossequio ai requisiti definiti dalla seguente griglia di valutazione:
totale assenza di igiene personale da meno di un anno: nessun voto
totale assenza di igiene personale da almeno un anno: 1 voto
totale assenza di igiene personale da un anno a due anni: 2 voti
totale assenza di igiene personale da due a cinque anni: 3 voti
totale assenza di igiene personale da cinque a dieci anni: 5 voti
totale assenza di igiene personale da dieci a vent'anni: 7 voti
totale assenza di igiene personale per oltre vent'anni: 10 voti

Il numero di voti di cui sopra è poi incrementato nel caso in cui il cittadino sia anche affetto da parassitosi, secondo questi criteri:
  • infestazione da pidocchi e pulci: 1 voto
  • infestazione da blatte e zecche: 2 voti
  • infestazione da piattole e cimici: 3 voti
  • infestazione da acari della scabbia: 4 voti

A ciascun cittadino è rilasciata una tessera elettorale, stampata con inchiostro a base di letame e riportante il numero di voti spettanti. Quando lo stesso si presenta ai seggi, gli viene consegnato un numero di schede pari ai voti spettanti.

Ovviamente, lo scorrere del tempo produce un incremento dell'anzianità putrefattiva dell'individuo, con possibile aumento dei voti spettanti. Per contro, nel malaugurato caso di consumazione di atti di igiene personale, sono disposti:
  • la privazione dei diritti civili (e quindi anche del diritto di voto)
  • l'inserimento del nome dell'interessato nella lista di pubblica proscrizione
che vengono meno con la maturazione di almeno un anno di totale assenza di igiene personale.
Nel caso invece ci fosse una recidiva, si applicano le pene congiunte:
  • della damnatio memoriae
  • della privazione perpetua dei diritti civili
Di conseguenza, nei trenta giorni immediatamente precedenti ad ogni tornata elettorale, la Commissione Elettorale Stercorale emette il c.d. "manifesto di chiamata alle visite", per la verifica del mantenimento o dell'incremento dei requisiti di sporcizia a fini elettorali (mancanza di igiene e parassitosi).
Coloro che non si presentano all'ispezione oculo olfattiva sono classificati d'ufficio come persone in stato di totale assenza di igiene personale da meno di un anno (con nessun diritto di voto).

giovedì 15 giugno 2017

Estate del '91

La notte ho fantasticato
Su quello che eravamo
E su quello che avremmo voluto essere
Eravamo indaffarati allora
Era l'estate del '91
Amici innocenti ed inconsapevoli
Ci si conosceva tra strade e motorini
Si sentiva l'odore della libertà
Stava scritto da qualche parte
Avremmo conquistato il mondo
Sere e notti che davano alla testa
Sognavamo luci splendenti
Qualcuno è partito troppo presto
Ha scommesso pesante
Lo sento parlare ancora
Ma ancora non è tornato
E lei a 18 anni appena
La più bella del mondo era allora
Non se ne vedevano così
Percorrevo la strada dell'incoronazione
Con lei che poteva essere regina
Ora si nasconde tra le rovine
Ci fosse una logica ora ed allora
Non era difficile innamorarsi
Si stava fuori senza pensieri
Si stava inconsapevoli e leggeri
Da qualche parte stasera in piazza
Da qualche parte in un tramonto di calore e polvere
Occhi sconosciuti mi guardano curiosi
Realtà adulta e sogni adolescenti
Accidenti a te, estate del '91
Anche tu rimpiangi le tue visioni
Non siamo diventati eroi
Magari siamo pure fortunati
Non si cambia il moto dell'universo
Ma magari il nostro destino sì
Chissà quanto occorre pagare
Per questa faida che ne risparmia pochi
Li ho visti intrappolarsi da soli
Sogni e speranze finiti in roghi di periferie misteriose
Provo a non cadere, ci provo ogni giorno
Essere noi stessi, poi sia quel che sia
Martelli storti e pesanti per forgiare un destino
Da qualche parte in un tramonto di calore e polvere
Occhi sconosciuti mi guardano curiosi
Realtà adulta e sogni adolescenti
Accidenti a te, estate del '91
La metropoli ci chiama da lontano
Scintilla di notte e suona di giorno
Dove siete intrepida banda di sognatori?
Ci sono notti dove non si dorme
Vi penso tutti, vi vedo spuntare dall'asfalto 
Giovani piantine senza alcun timore
Quante promesse ci siamo divisi da incoscienti
Quei lampioni sono accesi ancora per voi
Sento tutto benissimo
Sento tutto benissimo
Splende qualcosa anche per noi
Continuiamo a brillare
Lasciamoci ascoltare
Stiamo ad ascoltare
Continuano a brillare
Da qualche parte in un tramonto di calore e polvere
Occhi sconosciuti mi guardano curiosi
Realtà adulta e sogni adolescenti
Ma dov'è finita l'estate del '91

sabato 6 maggio 2017

Abbonamento ferroviario psichedelico

seguire con lo sguardo le loro rotaie di pasta sfoglia
treno alta insanità freccia banana metallizzato 
viaggia con ritardo imprecisato ma chiaro
stazione di porta fragolina ai piedi del letto
accendiamo un falò nella carrozza wagon lit
obliterazione del biglietto colla forza della mente
datemi un carro merci e vi porto nel nirvana
prossima fermata deposito locomotori plutone
siamo di turno io e isabelle la fata colle orecchie di coniglio
ancora un trancio di binari e curviamo verso l'alto
traversiamo il ponte di maionese la prima volta
intercity 1369 in transito sul binario del pasticcere
fermata a richiesta in piazza dei francobolli sognanti
capostazione che fai con quell'accetta di cioccolato?
freno di emergenza da tirare ad ogni respiro
avanti con la prossima pipa carica di marmellata nera
espresso disperso nelle paludi dietro la cattedrale
SOS lanciato dal pifferaio e topi in divisa da pompieri
nebbia, fango, raganelle arcobaleno, polvere e calore
finestrini che danno direttamente sulle tundre dell'alaska
sei anche tu in viaggio, immobile, sudata, senza bagagli?
treno locale timbuctù - samarcanda partito anni fa
fermo per manutenzione al cairo da chissà quanto
posti esauriti ci sono solo brandine di chiodi sul tetto
vagoni merci che lievitano e fioriscono a seconda del tempo
piovono gocce di sciroppo rosso cardinale nella biglietteria
sportelli rivestiti di crini di cavallo e piume di colibrì
un unicorno capotreno ogni 30 del mese di febbraio
bellezze che durano come un bosone di higgs
in attesa al binario 19 numero primo per anime solitarie
in arrivo sul primo binario eurocity lotophagus per cartagine
ferma a pompei, tessalonica, tebe e zama
spose indiane sedute in prima classe
venditori di pane elfico aspettano di salire
i penitenti si frustano con palette da capostazione
pellegrini sulla via francigena di traversine e massicciate
acrobati appisolati sulle mensole dei bagagli 
il fischio del capostazione arriva da altre ere geologiche
anni luce ad aspettare un treno sempre progettato
convoglio mai costruito per raggiungere amori vietati
mormorano i catecumeni in terza classe diretti in paradiso
battesimo di sirene e sedili di finta pelle con gli strass
avanti il prossimo candidato al posto di segnalatore
luci da discoteca al posto dei semafori che ballano 
precedenze scritte nella mente ma dov'è la password?
sciame di api regine colata di miele fosforescente sul macchinista
cammellieri ammalati di reumatismi dormono allo scalo merci
l'ultima carovana arriva quando il sole deciderà di licenziarsi
locomotore da manovra diesel elettrico convertito alla segale
pronto a creare sogni e ad inscatolarli con rose ed asfodeli
fermata campi elisi arrivo sul binario 3 tutti pronti a saltare a bordo
massicciate rosa shocking appaiono e scompaiono
scrivi sui bagni del treno come mi devo chiamare così lo ricordo
quanto manca per la stazione di averno porta cerbera
caronte fora i biglietti e indica il primo vagone che atterra
ma che fiabe raccontano in business class tra scarabei e fenici
parlami di te prima di dissolverti in un volo di calabroni ronzanti
io sono gandalf barba arcobaleno in gita coi pensionati
velocità di crociera lenta molto più della mente
abbassa il finestrino saluta colla tua mano di legno di rosa
coi tuoi guanti di petali verdi squamati e cangianti
sono un pesce corazzato di mosaici bizantini elettrici
sto uscendo da un avello foderato di piume di pavone
fosforescenti sono i treni quando rallentano davanti a me
alle porte di betelgeuse si fermano anche loro stupiti
con le ruote gonfie di stanchezza hanno sete di petali blu cobalto
soffia la sirena della locomotiva che trasporta gli opliti
il passo delle termopili sta fuori o dentro noi?
sole frecce orde di persiani scudi di bronzo al neon
in chissà quale ordine saranno da vedere 
poco male i grilli cantano nei prati appena fuori la kasbah
c'è una rivoluzione da inventare trovare la location giusta
eroi in salotto a far polvere binario morto dei ricordi 
cimitero di elefanti dietro la curva binari reticenti
avanti che la prossima stazione è quella giusta
binari di manovra attorcigliati come serpenti sacri
lasciati amare prima che il vapore fischi ancora
cigolano le ruote e le rotaie che cantano inni sconosciuti
tira la tendina il paesaggio corre troppo non si sopporta
un cigno dalle piume cremisi guarda stupito i nostri volti

mercoledì 19 aprile 2017

Valmasino (SO). Una troupe cinematografica sta lavorando alle riprese del film "Ultimo tango a Bregolana"

Pasquino Pinzocheri Press Agency ha orecchiato in alcune fumerie d'oppio in quel di Ardenno che una troupe cinematografica è impegnata in Valmasino nelle riprese del film Ultimo tango a Bregolana.
Animati dall'imprescindibile dovere di render edotte le masse circa l'ennesimo episodio che testimonia il degrado culturale ed intellettuale che funesta da tempo immemore quelle lande, si è deciso di indagare. Si riportano di seguito le informazioni acquisite, con il caldo auspicio che ciò induca le sterminate schiere di lettori a maturare i necessari sentimenti di abominio ed esecrazione.

Personaggi ed interpreti:
Pedrüsc La Crosta: Raffaele Scavalcabecchi
Lüzia la stambecca: Capretinha Bergolenha (pseudonimo di Rominha Martinela Manzanares de Conceiçao y De La Pinha Infilada)
Romilda La Crosta: Cesira Pecoroni
Bortolin Maranela: Egidio Stanganelli Cappellacci
Bertu Castegna: Genesio Trombacci Bombetti

Composizione della troupe
Regista: Annibale Patumiera
Aiuto regista: Vladimiro Sbracantoni
Direttore della fotografia: Sinforosa Cannarozzo
Fonico: Ildebrando Smandrappini
Cameraman: Simonpietro Borraccioni - Pierugo Scolafiaschi - Ginevra Mangiapane

Trama del film
Dopo esser stato ignominiosamente cacciato di casa dalla moglie Romilda per la totale assenza di qualunque forma di igiene personale, il venticinquenne Pedrüsc La Crosta, un grossista di letame originario di Cataeggio, va fuori di se e sembra aver perso qualunque ragione per restare in questo mondo (dando con ciò prova di grande grettezza ed egoismo, poichè una sua eventuale scelta di dire addio al sole avrebbe recato grande beneficio all'umanità intera). 
Vagando senza meta per i boschi della Valmasino, in preda ai fumi dell'alcol ed alle esalazioni psicotrope prodotte dal suo corpo ricoperto di croste nere e marroni, Pedrüsc raggiunge la piana di Bregolana dove incontra Lüzia, una splendida femmina di stambecco di 3 anni. I due sono travolti da una passione e da una frenesia erotica irrefrenabili e consumano un primo amplesso selvaggio in una stalla abbandonata, che decidono di eleggere a loro nido d'amore da qui all'eternità. Nasce una relazione fatta solo di sensi nel corso della quale i due, ignorando tutto dell'altro partner, esplorano a fondo le rispettive carnalità, raggiungendo al  contempo picchi di piacere ed abissi di abiezione e depravazione (sempre in totale spregio di qualunque norma igienica, anzi i due si giurano reciprocamente che mai e poi mai cadranno nella tentazione dell'igiene intima).
Lüzia, figlia nata da una relazione adulterina di sua madre Fetuzza con il pecoraio Menegash, comincia piano piano ad innamorarsi di Pedrüsc poichè sente la necessità di dare alla propria vita una dimensione anche spirituale, che vada oltre i meri aspetti della carnalità e del fetore corporeo. Purtroppo, Pedrüsc non la corrisponde, anzi decide di allontanarsi da lei.
Pedrüsc viene contattato dall'ex moglie Romilda, che ha avviato le pratiche per il divorzio e chiede gli alimenti, per un importo di € 500 al mese. Il manigoldo si dichiara disponibile ad accogliere la richiesta, purchè il pagamento avvenga non in denaro ma in merce, ovvero con 250 carriole/mese di letame. Offesa nel profondo, Romilda assolda due delinquentelli di paese, Bortolin Maranela e Bertu Castegna, per vendicarsi dell'ex marito. I due tendono un agguato a Pedrüsc, lo sequestrano, lo rinchiudono in un essiccatoio per le castagne e lo sottopongono a tre giorni di abluzioni forzate con acqua bollente, carta raspa ed acido muriatico, privandolo di tutte le sue croste. Dopo di che viene rilasciato di notte in zona Filorera.
Il trauma psicologico della forzata igiene personale porta Pedrüsc ad una fase di profonda analisi interiore, alla fine della quale realizza di essere anche lui profondamente innamorato di Lüzia. Una mattina si mette all'ossessiva ricerca della sua onniamata stambecca, battendo palmo a palmo tutta la Valmasino e la trova infine nei boschi di Sasso Bisolo, mentre fuma uno spinello dalle dimensioni simili ad un manico di scopa, prodotto con la potente  e famigerata marijuana di Cornolo (dal nome scientifico di "cannabis svergola scetergnensis").
I due si danno al più sfrenato consumo di erba, fino a che cadono in preda ad allucinazioni e stati di alterazione paranoica. Terminato lo stravizio erboristico, i due decidono di andare a vivere assieme per tutta la vita e tornano nella stalla di Bregolana che era stata teatro del loro primo congresso carnale. Dopo otto giorni consecutivi di amplessi, i due cominciano a sentirsi affamati e decidono perciò di andare a mangiare un boccone alla "locanda del Pursceler" di Cataeggio, dove consumano una trentina di chili a testa di borlotti in umido con le cotiche, accompagnati da un paio di fustini di prugne secche.Terminato il fiero pasto, si vanno a sdraiare nei prati della Zocca, dove si accendono un altro ciclopico spinello per favorire la digestione. L'effetto dello stupefacente non si fa attendere: i due sono colti da terribili allucinazioni all'intestino e danno il via ad un'interminabile gara di flatulenze, al termine della quale entrambi crollano a terra esanimi e privi di vita, soffocati dalle loro stesse rombanti esalazioni.

***

Ove il film dovesse uscire nelle sale, Pasquino Pinzocheri Press Agency auspica che i cittadini scendano in piazza, assaltando i cinema che avessero il barbaro coraggio di inserirlo in cartellone. Ben lungi dall'invocare la censura, occorre però sempre tener presente che quod non vetat lex, hoc vetat fieri pudor.