martedì 21 febbraio 2017

Mello (SO). Uomo si innamora di una betoniera

Da alcuni giorni a Mello non si parla di altro: un "melatt", tal Gioacchino Butumini, meglio noto come "Giramolta", si è presentato all'anagrafe comunale chiedendo insistentemente che venisse trascritto nei registri di stato civile il matrimonio tra lui stesso medesimo ed una betoniera, da lui chiamata Luisella.
Da quanto consta, il Giramolta è dato in escandescenze quando l'ufficiale di stato civile gli ha testimoniato, norme alla mano, l'impossibilità di trascrivere tale vincolo coniugale, contratto in un cantiere di Roncaglia, quindi sotto la giurisdizione della Libera Repubblica Cechina di Civo. Infatti, la Contea di Mello ha sottoscritto il "trattato inter-rurale della Costa dei Cech" per il mutuo riconoscimento dei matrimoni con la clausola di riserva, in forza della quale possono essere rifiutati riconoscimenti e trascrizioni di matrimoni contratti in altre entità statuali della Costa nel caso in cui tali matrimoni non risultino conformi alle disposizioni contenute nella Legge mellata sullo stato civile (LMSC) del 1936.
In base alla LMSC, a Mello non sono consentiti matrimoni tra uomini e macchine per l'edilizia. La ratio del divieto è da rinvenire nell'intento del legislatore di evitare che il fallimento di eventuali matrimoni di tal fatta, con conseguenti divorzi e/o separazioni, possa comportare la mancata operatività delle macchine da cantiere, con le pesanti ripercussioni sulla produzione di calcestruzzo, e sulle attività di costruzione in generale, che è facile immaginare.
Per contro, la LMSC consente invece di contrarre le seguenti tipologie di matrimonio:
  • tra uomini e donne
  • tra un uomo ed uno o più esemplari di pecora, capra, scrofa, giovenca e giumenta (poligamia zootecnica)
  • tra una donna ed uno o più esemplari di montone, becco, verro, toro o stallone (poliandria zootecnica)
(sono poi previste alcune procedure per la regolarizzazione ex post di talune relazioni carnali tra genitori e figli e tra fratelli, la cui trattazione esula però dai fini del presente lancio stampa).
Il non riconoscimento del matrimonio tra il Giramolta e la betoniera Luisella ha suscitato molto scalpore. Pur esistendo un divieto giuridico, è da tempo immemore che i muratori melatt intrattengono relazioni clandestine con betoniere, vibratori per calcestruzzo, frantoi per inerti e macchine movimento terra ma, per un tacito accordo, nessuno ha mai dato evidenza pubblica al fatto, non foss'altro per tutelare il buon nome della comunità nei confronti dell'opinione pubblica degli altri paesi della Costa dei Cech. Non a caso, il Gran Consiglio dei muratori e dei pastori - GCMP, l'organo politico che governa Mello, ha a suo tempo protestato formalmente con la repubblica di Civo dopo la promulgazione della nuova legge sullo stato civile, che consente la celebrazione di matrimoni tra uomini e macchine edili, giungendo addirittura al richiamo dell'ambasciatore. La crisi diplomatica è poi rientrata quando il governo civasco ha donato un centinaio di capi di bestiame alla comunità melatt, il che ha consentito di dare una sistemazione a diverse mogli di muratori frontalieri, nonchè a decine di persone di mezza età ormai stremate da lunghi anni di castità, celibato, nubilato e vedovanza.
Esasperato dal rifiuto delle istituzioni melatt a dare riconoscimento al suo legame d'amore, in segno di protesta, il Giramolta si è installato colla sua betoniera nella piazza tra la chiesa ed il municipio, esponendo uno striscione con la scritta: l'amore con la betoniera è un'eterna primavera - la generatrice di cemento è un eterno godimento. Dopo aver tracannato tre fiaschi di vino locale, in preda ai fumi dell'aceto, ha iniziato ad urlare che, se non gli avessero trascritto il matrimonio, lui era pronto a congiungersi carnalmente con Luisella lì, seduta stante, sulla pubblica piazza.
Gli astanti sono rimasti sconvolti dalla possibilità che venisse consumato in luogo pubblico un atto il cui abominio era inaccettabile persino per i più che laschi costumi morali cogenti a Mello.
La situazione s'è fatta ancora più incandescente quando il Giramolta ha iniziato a stuzzicare con la lingua tutte le zone erogene della betoniera, lanciando dei grugniti di voluttà che hanno fatto inorridire tutti i presenti, al punto da lasciarli pietrificati dal disgusto (e dal recondito desiderio di fare anch'essi la stessa cosa, ma senza il coraggio di trasformare la perversa idea in laida azione).
Dopo 20 minuti di sporcellamento betonizio, sono giunti sul posto il presidente vicario del GCMP Pacherino La Cabra ed il vescovo di Mello s.e. mons. Albigesino Catarini Bogominelli, i quali hanno cercato di convincere il Giramolta a porre fine allo spettacolo, poco edificante ma molto edilizio.
I ripetuti appelli al buon senso da parte delle due autorità non hanno sortito effetto alcuno, così che è stato necessario chiedere l'intervento della forza pubblica, che ha posto in stato di fermo i due scellerati amanti (il Giramolta nella torre campanaria della chiesa, Luisella nel solaio del municipio).
Il GCMP si è riunito in seduta straordinaria ed ha posto i due innamorati di fronte a questa scelta:
  1. essere condannati alla reclusione perpetua, separati l'uno dall'altra - oppure 
  2. andare in esilio perpetuo a Roncaglia, affinchè non siano di cattivo esempio per i giovani e fonte di corruzione dei sani e robusti costumi morali melatt.
I due sciammannati hanno optato per l'esilio a Roncaglia vita natural durante. Il giorno della partenza nessuno è andato a salutarli, in segno di damnatio memoriae. Il Giramolta ha sputato sul suolo melatt e si è poi incamminato a testa bassa, bestemmiando e trascinando la sua betoniera, sulla quale aveva scritto con la vernice "ingrata patria dei muratori, poichè non mi vuoi da vivo non mi avrai nemmeno da morto e che tu sia maledetta per le prossime 20 generazioni".
Pasquino Pinzocheri Press Agency ha ritenuto opportuno recarsi ad intervistare il Giramolta a Roncaglia, dove sta scontando l'esilio, in compagnia della sua onniamata betoniera Luisella. Queste le sue dichiarazioni:
  • "una sera rincasavo a Mello dopo la mia consueta giornata di lavoro in cantiere. Arrivato a casa, scarico la betoniera dal cassone del camioncino e, come tutte le sere, la pulisco alla perfezione e poi la chiudo in garage. Salgo in casa, mi do una lavata di massima a secco, senza uso di acqua o sapone, bevo un paio di litri di birra, metto su un DVD porno, e dopo 4 atti di autoerotismo in sequenza, mi addormento esausto sul divano, con le mani piene di vesciche ed il pene scorticato. Insomma, una giornata come tante altre per me
  • verso le tre di notte vengo svegliato da un rumore inconfondibile di betoniera in azione a pieno regime, mi accorgo che viene dal garage, scendo dal letto in fretta e furia e mi precipito in garage. Ed è li che succede tutto
  • la betoniera girava a pieno regime, lanciando un vero e proprio geyser di calcestruzzo. Per me è stata come una folgorazione, lì ho capito che la betoniera non era una semplice macchina per impastare il cemento, era un'entità prodigiosa e soprannaturale, meritevole del mio più incondizionato amore. Allora sono corso ad abbracciarla e baciarla ed ho deciso che mai e poi mai mi sarei più allontanato da lei ed ho deciso di chiamarla Luisella, in memoria della capra podolica che mi ha messo al mondo, grazie ad una relazione extraconiugale con mio padre 
  • io e Luisella abbiamo cominciato una relazione sentimentale/carnale quella notte stessa. Per sei mesi, in ogni cantiere dove mi è capitato di lavorare con Luisella trovavo il tempo ed il modo per appartarmi con lei, dando vita a roventi congressi carnali, degni della miglior letteratura erotica. Indimendicato ed indimenticabile per me è ciascun orgasmo della mia Luisella, con getti di calcestruzzo per ogni dove, alti anche 10 metri. Del resto, la gettata di calcestruzzo e l'orgasmo hanno la medesima origine concettuale ed ontologica 
  • io ho tenuto un diario dove ho annotato con dovizia di particolari ognuno degli amplessi con la mia betoniera. Ne ho fatto un libro, che sto per dare alle stampe, dal titolo La betoniera e il maiale - Una storia di cemento carnale 
  • dopo sei mesi di questo ménage, abbiamo deciso di consacrare il nostro amore davanti alle istituzioni ed abbiamo scelto di sposarci a Roncaglia. Speravamo così di poter aggirare, per il tramite della richiesta di trascrizione a posteriori, il divieto delle leggi mellate ai matrimoni tra macchine edili ed uomini. Quel giorno è stato il più bello della mia vita, persino più bello del giorno in cui sono stato iniziato, anni ed anni fa, ai piaceri della carne da Gelsomina, una splendida giumenta di due anni che mi ha fatto da nave scuola 
  • l'ipocrisia imperante a Mello e la sordità delle istituzioni mi hanno privato del sacrosanto diritto di vivere il mio amore sul patrio suolo. Brutti e barbari sono quei tempi dove lo stato ti vuole impedire di  vivere liberamente il tuo amore con una betoniera! Benissimo, ora vivo ad occhi aperti uno splendido sogno d'amore a Roncaglia
  • qui a Roncaglia mi sono costruito una casa, che ho chiamato "Villa betoncina" e tutte le sere, rientrato dai cantieri, mi congiungo ediliziamente e carnalmente con Luisella, la mia principessa. Ho trovato una forma aurea di equilibrio interiore, una "disciplina augusta". Per il mio recupero psicofisico, la sera non mi devo più ingozzare di birra, non devo più guardare film hard masturbandomi per ore, non devo più girare di notte in aperta campagna per i pascoli in cerca di bestiame per placare la mia sete carnale. Ora sono un altro uomo, l'uomo di prima non esiste più!"

giovedì 9 febbraio 2017

Sproloqui in cerca di titolo

Tagliamoci i capelli col roncolino che domani c'è il congresso dell'Associazione Intergalattica per la Promozione delle Supposte allo Zenzero. Una supposta allo zenzero vola eterea sotto il soffitto della stanza da letto di Tarquinio Prisco.
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Ha chiamato Drusetta, la sorella di Orazio Coclite, per sapere se ci sono ancora in magazzino orologi atomici da polso; ho risposto che tuffandosi in piscina può conoscere l'ora su tutti i fusi orari mondiali. L'acqua della piscina ha formato un'onda che ha affogato tutte le termiti dell'Antartide.
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Il nostro vicino signor Aristide ha tracannato due barilotti di ammorbidente ed ora è follemente innamorato della sua lavatrice a basso tasso di risparmio energetico. La lavatrice è decollata quatta quatta durante la centrifuga ed ha chiesto asilo politico in un centro commerciale.
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La distilleria di viale degli Asfodeli ha esaurito le scorte di plutonio alla fragola ed ha sospeso la produzione dei liquori natalizi. Il plutonio fragolato è sceso in strada per protestare contro lo sfruttamento liquoristico di cui è vittima da troppo tempo.
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La fornaia di piazza dei Lotofagi non si ricorda quante michette deve consegnare al servizio catering per gli dei del monte Olimpo. Gli dei sono adirati con la fornaia perchè spesso il suo pane è così mal cotto da far venir l'orchite.
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Un branco di unicorni si è insediato sui banchi del coro della cattedrale ed ha intonato la canzone del Piave. Il Piave stesso ha deciso di esondare in segno di protesta per quando sono stonati gli unicorni.
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Dal nulla è spuntato sul lungofiume un vulcano che erutta incessantemente mostarda e cipolle tritate. Tutti i cervi del parco sono accorsi per strafogarsi di questa nuova lava e poi scappare in tram verso il mare.
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La stanza di Nancy ha due finestre: una dà sul porto, l'altra offre una splendida vista sull'Antartide. Nancy accende una sigaretta, sgranocchia due noccioline e poi attacca tutti i suoi gatti alla carrozza, una locusta è in cassetta come cocchiere.
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Lo stagnino ha regalato due pentole smaltate al violinista che suona appena fuori la stazione. Il treno non parte fin quando il violinista non smette di fumare foglie di mais e paglia umida.
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Sofia è saggia ma non sa di essere bella. In piedi su una panchina del parco racconta la sua vita ai piccioni, mentre i granatieri sfilano poco lontano lanciando in aria piume e briciole.
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Cinque brioches corrono a perdifiato per le vie del centro, il barista le insegue mascherato da Mangiafuoco. Sui tavoli del bar i cappuccini hanno esposto uno striscione di protesta contro l'inquinamento da zucchero a velo.
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Pupi e marionette hanno preso a schiaffi il burattinaio perchè ha cambiato i fili alle loro braccia. Le braccia dei burattini si staccano la notte quando lo spettacolo è finito e vanno a dare un sostegno ai poveri pipistrelli che soffrono di reumatismi.
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I venditori di porchetta hanno iniziato ad affettarsi la coscienza e ci hanno imbottito dei panini che fanno impazzire le forze di intervento rapido aviotrasportate. I parà si lanciano a stormi sopra le fabbriche di formaggini spalmabili.
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I poliziotti sono in sciopero da mille giorni, nessuno dà più la caccia ai ladri, E' troppo facile rubare e rapinare, c'è troppa concorrenza, i criminali di lungo corso soffrono la disoccupazione, chiederanno presto la cassa integrazione mettendosi in fila agli sportelli delle banche.
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L'ammiraglio si è giocato la flotta ai dadi nei vicoli del porto di Sarajevo ed ora non sa come sbarcare nella perfida Albione. Lo tranquilizzano dicendogli che la perfida Albione è informata del disguido e l'andrà a prender al largo con una scialuppa.
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Sei mesi fa, il fruttivendolo ha seminato zecchini di latta nelle fioriere su lungomare ed è tristissimo perchè non sono germogliati. Se ne sta però facendo una ragione; ora pensa di provare a piantare biglie di vetro nelle Highlands scozzesi. 
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Angelina ha una sorella di nome Esmeralda, che da una vita fa la figlia unica. Angelina ed Esmeralda vanno a piangere dalla madre perchè sono orfane. La madre risponde loro di non aver mai partorito per ripicca nei confronti dei suoi mariti. Angelina ed Esmeralda prenotano un volo low costo per essere assunte in cielo. 
***
Cinque umanoidi atterranno con la loro astronave in piazza S. Ermengarda delle cipolle angolo viale della Forca zoppa. Dopo essersi guardati attorno ed aver annusato l'aria, concludono che l'ambiente è troppo ostile per loro a causa della senape che zampilla dalla terra. Risalgono a bordo del disco volante e scappano in tutta fretta, non prima di aver orinato sulle palme di largo dei Becchini greci.
***
Il vicino butta la canna da pesca nella vasca da bagno sperando di pescare un motivo per tradire la moglie. Sua moglie mette una trappola in giardino sperando di catturare un buon motivo per dirgli che un paio di corna non le darebbero poi fastidio. Tutti e due assieme gettano le reti al vento e provano a pescare un motivo per rimanere la stessa cosa. 

martedì 7 febbraio 2017

Streaming

...restiamo ancora così per un poco
presenti dietro la siepe
la pellicola scorre
siamo in prima fila
lasciati cercare pure oggi
sto tornando solo adesso
attraversi la stanza sicura
imperatrice solo a me conosciuta
vanno in onda altre passioni
pista da ballo senza margini
troviamoci in altri posti sconosciuti
accendi quello che vuoi
io spalanco le ultime finestre
che sfinimento anche oggi
ho qualche motivo in tasca
bancarelle dei ricordi non ne voglio
fotografie un po' a casaccio
ammassate come viveri
guarda che luce 
senti che suonare
fiore delle montagne
passa qui vicino
lasciamo squillare il telefono
siamo presenti ma altrove
suonano alla porta
non aspettiamo chi non lo merita
ho aperto bocca
che sguardi sulle loro facce
parlo lingue ormai estinte
tu ascolti con attenzione
soubrette che domini il palco
fuori che odore di guerra
miserabili cagnolini da battaglia
giro la chiave schiaccio un bottone
lo so che qui non è roba per noi
ti sei accesa con tutte le luci
adesso si leva l'ancora
sfrattati dal molo per fortuna
un pennacchio di fumo 
afrori di cantine d'altri tempi
tanfo di sigarette da battaglia
ricordi pensieri nostalgie
poi quel giorno di ottobre
era oggi sempre oggi
rivista e trovata
da quali solitudini venivamo
eremi tibetani dell'anima
luoghi impalpabili e gelidi
scherzo del destino
scommessa unica
accidente della storia
abbiamo deciso di essere
tentato provato osato 
ma che fare altrimenti
cuori fuori dalla galleria
quanti enigmi hai con te
c'è un'estate da superare
si vedono le mura della città
spiriti in avanscoperta
avanguardia della nostra rivoluzione
io sono di guardia
oggi non resto spento
che nausea a forza di pestare asfalto
sono le mie scarpe che guidano
fermati un poco
soccorri un cuore in panne
angelo dei reduci 
usignolo che apri il mattino
adesso sì che possiamo sbagliare a pieno diritto
pensieri che sfilano in ordine sparso
carica sbilenca al bastione della solitudine
buongiorno malinconia da dove arrivi
ciao bellezza come cammini bene
accidenti le campane sono in sciopero
protestano contro la censura
i lampioni aspettano la notte
rubano la scena al crepuscolo
principessa mia solo mia
scommetti su di me non ti deluderò 
non passerò dal camerino per il trucco
salto in scena come sono
tieni in mano il pubblico come vuoi
domina i microfoni come sai
commedia della nostra arte
non ci sono applausi da strappare
casello autostradale senza sbarre

sbatti la porta una buona volta
fai volare la tua gonna adesso
ti prego spegni la radio
non torno a casa stanotte
da solo non torno indietro
resta qui sai bene perchè sono arrivato
non aver paura non è il caso
abbiamo il talento per reggere la scena
fidati di me abbiamo un'intera notte davanti
esci fuori dalle coperte ora
smetti di masticare la tristezza
fai girare i tuoi capelli nella pioggia
basta aspettare il messia è una truffa
non si alzerà certamente da quel pavimento
non so bene cosa sono io ho rinunciato a capirlo
mi hanno bocciato all'esame da eroe sappilo
posso solo farti posto a braccia aperte
dirti di partire con me per chissà dove 
altro non so cosa fare ovviamente
accendo il motore scoppiando di speranza
che altro potrei fare
metti la testa fuori dal finestrino
abbiamo chilometri da divorare
sii paziente per una volta
abbiamo sogni da inseguire 
fin che ci resta fiato e pure oltre
dove sarà la liberazione 
chissà dopo quante curve
salta su
alziamoci
corriamo
andiamo

lunedì 6 febbraio 2017

Uomo medio, mediano, mediocre

Sono un grigio uomo medio
Campo vuoto e senza tedio
Sono slavato uomo mediano
Ho sempre orizzonte quotidiano
Sono sciapo uomo mediocre
Le mie piccolezze sono sacre
Di pochezze è fatta mia moglie
Lei non ama varcar le soglie
E' esente da desideri e sogni
Aliena da pensieri e bisogni
Sazia lei la mia fame di nulla
Sensuale terra arsa e brulla
Generando rampollo inutile
Mi son riprodotto ineffabile
Plasmando stolido minchione
Ho creato plumbea successione
Vive lui perso nel mondo dei cartoni
Perpetuando la stirpe dei coglioni
Contemplo la sua vacuità immensa
Vedo lui e mi sento uomo che pensa
Gratta il bimbominkia total scimunito
E trovi il papà-minkia total rimbambito
Bella la vita senza progetti e passioni
Esser nulli e non subire mai delusioni
E' la mia pochezza a farmi tanto forte
Senza viver manco si teme la morte
In me non alberga certo spirito ribelle
Sono l'eroe del parco delle Cornelle
Mi piace assai sfiancarmi a sgambare
Così evito il brutto rischio di meditare
Sono esente dal divenire vecchio
Vivo con la testa dentro il secchio
Nuoto felice dentro una bella pozza
Lo sguardo sotto l'orlo della tinozza
Una bell'auto più un appartamento
E arrivo al massimo appagamento
Giro di amici senza alcuna identità
Maschietti devastati dalla paternità
Uomini senza una forma ne un colore
Traversiamo il mondo in modo indolore
Piccoli di spirito e stretti nella testa
Per noi esseri insulsi è sempre festa
Lavata la macchina e pulito il giardino
Lesto il cervello se ne va al confino

La montanara e il mago

Lei, lei e il suo gobbo mago
Romantici stan a bordo lago
Montagnarda politica sodomia
Il mago invece roba da zoofilia
Bella è la Montanella piperita
Probo maschio e sodomita
Il mago è una ragazza gaia
Meretrice gobba da topaia
Carnale e politica promiscuità
Bruttezza peggio dell'immoralità
Mutare più partiti che fazzoletti
Istituzioni usate come gabinetti
Il mago è ingordo assai e prende
Affamato di rigido che non pende
Montanina prima prende e poi dà
Maestro dell'universale intimità
Di nascosto uniti in trenino rovente
Convoglio lascivo di carne bollente
Il piacere di essere locomotore
Il potere del rimorchio alesatore
S'inverte poi il rovente movimento
Donatore che passa al ricevimento
Non è questo il canale primario
E' il peloso portone stercorario
Strada nascosta e concimata
Per gente ormai a tutto abituata
Politica, affari e sodomia
Dilatazione, vaselina e ruberia
Montanara governa sull'altura
A valle per la carnale cura
E' prima aperta e poi è aprente
Adatta ad ogni cambio di corrente
Il mago dispensa magica bacchetta
Poi di carne calda fa grande incetta
Venuto fuori dal totale plumbeo niente
Emancipato da zucchina assai rovente
Nato privo di qualsiasi talento
Piegato a 90 è però un portento
Fulminato sull'unta via di Gomorra
A Sodoma il tappo ad ogni scorra
Tu carne amata ma come sei bella
Io a te apro la più intima burella
Tu come sei rovente o mio basso mago
Di dar e prender con te mai son pago
Il prender mai è bello come il dare
Succulento il sol pensiero d'alesare
Faremo strame di ogni istituzione
Conosco ogni tipo di penetrazione
Facciam carne di porco del paese
Riempiamo buchi di poche pretese

lunedì 2 gennaio 2017

The minkchild #3 (the inappetent choola)

Mink no vogl to mange makaron
Serv a klister of pasta with imbuton
Mink no vogl to mange bisteck
Vienn famm with stangats very seck
Mink no vogl to mange taliatell
Camb idea with froost & mattarell
Mink no vogl to mange zuckins
With tramogg ingoys two cestins
Mink no vogl to mange polaster
Mett pisell & coyons in the mixer
Mink no vogl to mange albicocks
Massage dents with 100 gnocks
Mink no vogl to mange prugns
Gonf the facc with 10 pugns
Mink no vogl to mange the pan
Stang fort with big battypann
Mink no vogl to mange peshett
Sbatt the test in tazz of gabinett
Mink no vogl to mange insalatt
Storch the coll and subit a legnatt
Mink no vogl to mange tackin
Spiegation with cinture & palankin
Mink no vogl to mange skatolett
Prend badil & massage the kulett
Mink no vogl to mange fajols & buseck
Guard the facc and stamp a leck
Mink no vogl to mange peperons
Stang dents with pesant skarpons
Mink no vogl to mange minestron
Prend a frask and camb intention
Mink no vogl to mange semolin
Spack 10 piatts on the coppin
Mink no vogl tea & nipiols
Stang a verg in the costols
Mink no vogl latt & plasmon
Prend a manick of the piccon
Mink no vogl to mange pan & burr
Prend ass and saccagn very durr
Mink no vogl to mange fumed salmon
Calch in deretan with metal skarpon
Mink no vogl to mange lessed finock
Stamp frassin maranell on the bock

giovedì 1 dicembre 2016

Funghetti nucleari in ambienti ferroviari

Nulla è più pericoloso di una persona esasperata mentre aspetta un treno in ritardo di 45 minuti, seduto su una lurida panchina, dentro una gelida sala d'aspetto di una stazione che ha tutta l'aria di un una carcassa di stabilimento industriale che fa la ruggine sotto la pioggia ininterrottamente da inizio anni '30, dai tempi della Grande depressione. Erbacce dovunque, vagoni imbottiti di amianto a marcire sui binari, imberbi adolescenti immigrati che stanno nei cessi a far servizietti a flaccide checche over 70 in cambio di un biglietto da 10, la 45enne eroinomane irrecuperabile e senza denti che invece delle mentine si succhia il pusher nel piazzale deserto dei taxi, in cambio di una dose tutta tagliata con la polvere per raschiare le pentole, vecchi catarrosi che con molta discrezione si comprano un pornazzo in edicola.
Il solito sciopero della solita sigla sindacale di lazzaroni a spese del pubblico erario per motivazioni che non si capiscono bene ma che potrebbero essere più o meno del tipo il diritto di farsi almeno 20 giorni di malattia l'anno, andare in maternità quando lo spermatozoo non è ancora arrivato a destinazione, una trentina di giorni di permesso all'anno per portare due minkioni di bambini alla fattoria didattica per coltivare fagioli e che gli scoppino le budella e lo sfintere a forza di scorregge oppure la facoltà di infilare un malato di Alzheimer a caso nello stato di famiglia per guadagnare 3 giorni al mese di permesso o altro ancora ... ancora ... ancora ... ma che minkia vogliono 'sti statalacci. 
Il signor XX è carico come una molla, determinato come un molosso da battaglia e pronto a sbranarsi l'intera umanità ... è in piedi dalle 5 del mattino, se tutto va bene questa sera rincasa alle 9 o 9 e mezza. Da poco la moglie lo ha buttato fuori casa per via della sua scarsa igiene personale e di un'alitosi paragonabile ad un'arma di sterminio di massa, è tornato a vivere con la madre, un'esaurita cronica che vede dappertutto borseggiatori, froci, comunisti e pedofili ingroppatori, ma, soprattutto, ha una paura folle che qualcuno gli metta il diserbante nei gerani. Il caro XX ne ha ben donde, è pronto ad imbracciare lanciafiamme e mazza da baseball, non sa se è peggio aspettare i porcacci comodi di un treno con quasi un'ora di ritardo oppure tornare a casa, scofanarsi due scatole di insalata di tonno e fagioli, sgargarozzare una birra, due rutti, una pisciata e poi accorgersi di sua mamma che delira stesa sul divano, col telecomando in mano a mo' di bazooka, nel caso dovesse comparire in TV qualcuno che parla a favore delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. 
XX ha un mondo dentro di se, un mondo non troppo definito, amorfo, fluido, lavico, magmatico, difatti è pronto ad eruttare ed esplodere manco fosse il Krakatoa. No, peggio, è come una bomba H pronta a far sorgere, in piena notte, un nuovo sole nel deserto del Kazakistan. Niente di quello che lo circonda è sopportabile per lui. Vediamo, vediamo ...

Cominciamo con la vecchietta stronza che cerca di saltare la fila in biglietteria esibendo a mo' di lasciapassare un nipote mongoloide che sbava da tutte le parti perchè ha l'umore guasto ... e magari la lasci passare per paura di essere sputacchiato dalla testa ai piedi dal pupino, però è forte la voglia di sbottare e di dirle "signora, se lo tenga in casa oppure le do io l'indirizzo del Cottolengo, se già non lo conosce".

Eccoti poi il solito eroinomane a cui da almeno 5 anni manca un Euro per fare il biglietto ... con tutti gli Euro che ha scroccato a quest'ora dovrebbe comprarsi un biglietto per Ulan Bator, partenza col primo treno, imbarco su carro merci a forza di calci nel didietro e piombare il vagone, come quando i tedeschi rispedirono Lenin dalla Germania in Russia ai tempi della prima guerra mondiale.

Avanti il prossimo: ragazzo e ragazza sulla trentina che ti chiedono cosa ne pensi dei tossicomani che stanno in comunità e che hanno bisogno di un aiuto per andare avanti ... ma chi ha mai detto loro di diventare tossici? Essere in recupero non è mica un merito, chi minchia credono di essere, mica stanno male per una malattia o un infortunio, sono messi così per loro scelta, che si arrangino e che peccato che l'ultima pera che si sono fatti non conteneva abbastanza stricnina. Gli domandi se sono proibizionisti o antiproibizionisti. Opzione uno: vadano a farsi fottere e chiedano i soldi Gasparri e Giovanardi. Opzione due: vadano ugualmente a farsi fottere e cerchino di scucire qualche spicciolo agli eredi di Marco Pannella.

Adesso è l'ora della zingara che puzza di discarica e che chiede la carità cercando di commuovere il prossimo col bambino che si porta in braccio, un neonato di 3 mesi avvolto in un telo di spugna, tutto intirizzito dal freddo, col moccio che gli cola dal naso al mento e le guance bluastre ... ma i servizi sociali dove sono, cazzo?? Sono comodamente nei loro uffici a far la fila davanti alla macchinetta del caffè, ecco dove sono ...e pensa te che facendo il loro dovere potrebbero ingrassare anche un tantinello qualche casa famiglia gestita da qualche ente ecclesiastico, più danaroso di Nike, Coca Cola, General Motors ed IBM.

I Mormoni fanno attività di predicazione missionaria all'uscita della scala mobile e sensibilizzano il gentile pubblico non pagante lì intervenuto sulla possibilità di ricevere il battesimo e guadagnarsi la salvezza eterna non solo per se stessi ma anche per i propri antenati, pur se passati a guardare l'erba dalla parte delle radici da decenni. Insomma, cacciare nei guai non solo chi è vivo ma anche chi è già schiattato ... una sorta di tassa di successione a ritroso per scassare i maroni a chi ha già raggiunto la Gerusalemme celeste, così da guadagnarsi una sonora stramaledizione dall'oltretomba.

Arriva il turno del tipo che cerca di raccogliere adepti per Dianetics, ben vestito, una faccina pulita, non un capello fuori posto, cerca di piazzarti al modico costo di qualche centinaio di Euro l'opera omnia di Ron Hubbard. Ha quella faccia da ragazzino bianco, anglosassone e protestante per bene che ti vien voglia di prenderlo a schiaffi prima ancora che apra bocca. Quando poi comincia a menartela con lo sviluppo del potere della mente, il diventare clear, l'essere causa efficiente su spazio e tempo ed altre minchiate l'impulso è uno solo: impartirgli la benedizione con la motosega ed aggiungere che se vieni a sapere dov'è sepolto Hubbard prendi l'aereo, vai al cimitero, bevi un gallone di birra e poi ti tiri fuori il pisello ed annaffi la sua minchia di tomba affinchè sia sfanculato da morto come lo hai sfanculato da vivo.

Si fa sotto la coppia di piccioncini trentenni, con marmocchio minchione di 6 anni al seguito, vestito firmato dalla testa ai piedi ed armato di tablet (impossibile farne a meno alla sua età, per il corretto sviluppo minchio-fisico). Il rampollo, a quella tenera età, vuol ancora farsi portare col passeggino perchè si sbatte troppo a camminare ed i due mezzatacca devastati dalla genitorialità lo assecondano. Non solo, il cretinetti strilla perchè papà e mammà non gli hanno trovato e comprato una preziossima bustina di Pokemon che contiene due esclusivissime figurine con due fichissimi mostriciattoli ... mostriciattoli brutti e repellenti, ma, pur se stampati su cartoncino, sicuramente più intelligenti del coglionazzo infante e dei coglionazzi che lo hanno generato ed inopinatamente fatto crescere. Un solo pensiero ti attraversa la mente: cresci minchione, cresci e sogna pure di fare l'astronauta, fissatelo bene a fuoco nell'anima il tuo sogno, così non te lo dimentichi e ti aiuterà a tenerti un po' su nei momenti di sconforto che ti prenderanno di sicuro quando, fra qualche anno, ti dovrai fare le tue canoniche 12 ore al giorno a friggere hamburger in un fast food e stramaledirai i tuoi per il fatto di non averti preso a stangate nelle gengive quel tanto che basta per capire che il mondo non è fatto di Pokemon, Peppa Pig, Capitan America, Supereroi e Tartarughe Ninja ... tartaruga Minkia che non sei altro!! 

Basta girare la testa ed ecco che, all'uscita della scala mobile, ci sono due testimoni di geova che ti vogliono piazzare una Torre di Guardia. La risposta è una sola: io non so che farmene del dio che mi hanno rifilato quand'ero neonato, rovesciandomi sulla testa una mestolata di acqua, pensa quindi te se ne voglio un altro di dio. Anzi, secondo me dovete andare a farvi un bel clisterone di sangue di maiale. 

Lo spettacolo continua: ma che carino quel plotoncino di ambientalisti col banchetto!! Stanno volantinando contro l'effetto serra, la deforestazione, l'inquinamento atmosferico, gli scarichi nelle acque, la contaminazione del suolo, la cementificazione, le industrie, i pesticidi, l'allevamento intensivo, i nitrati, le scorregge del bestiame ed i rutti degli ubriaconi. Coll'occasione, ci intrattengono anche col sacro verbo della descrescita felice, della chiusura delle fabbriche che inquinano e della riduzione dei consumi. Due bestemmioni e poi li invitiamo ad andare a raccontare tutto ciò ad un drappello di metalmeccanici cassintegrati, col mutuo da pagare, una moglie a carico, due figli adolescenti a testa in media ed una bella chiave inglese del 36 in mano. Inutile girarci  intorno: questi sono convinti che sia l'esistenza stessa dell'uomo a mettere in pericolo l'ecosistema e che solamente con l'estinzione del genere umano si possa salvare la terra  dall'autodistruzione. Per coerenza li invitiamo a sparire loro per primi, impiccandosi con una bella corda in fibra naturale coltivata col metodo biodinamico, ovviamente!

E' ora il turno dei pentecostali, cristiani rinati che schitarrano ed elevano inni a dio e vogliono renderti partecipi della loro gioia per aver trovato il signore, il suo amore e le sue leggi. E non si disarmano nemmeno quando gli dici che non te ne frega una ceppa di minchia di loro e del loro dio, che non sai se dio esiste ma se esiste non ci fa certo una bella figura.

I pacifisti! Come potevano non esserci anche loro!! Ovviamente protestano contro la guerra in modo pacifico, assaltando con mazze, bombe carta e bottiglie molotov il McDonalds che si trova di fronte alla biglietteria della stazione. Protestano contro le prepotenze dei paesi occidentali e degli yankees ed offrono il loro incondizionato appoggio morale e politico agli ayatollah, alla Corea del Nord ed a qualunque piccolo, povero, isolato indifeso e sanguinario dittatore del terzo mondo, purchè esso stesso abbia avuto l'accortezza di prendere posizione contro gli USA, le multinazionali, la globalizzazione e l'occidente.

Presidio antirazzista, signore e signori! Presidio a sostegno dei poveri musulmani che non si trovano ben accolti nel nostro paese. Poverini, (auto)sradicati dalla loro terra e costretti a vivere in un paese dove:
  • si consumano alcool e carne di maiale
  • le ragazze girano senza velo e con la minigonna
  • pestare e segregare in casa la moglie è proibito
  • ti vietano di sgozzare la figlia se si fidanza con un non musulmano
  • non è loro consentito di trasformare in moschea il duomo di Milano
  • non puoi nemmeno consumare una veloce scopatina in un sottopasso con una donna scelta a caso mentre sta portando fuori il cane, a prescindere dalla sua volontà

Come possiamo tollerare simili soprusi razziali, culturali e sociali? Ce lo chiedono insistentemente due giovani donne, ansiose di trasferirsi in quell'autentico paradiso di parità di genere e diritti per le donne che è l'Arabia Saudita, ansiose di tuffarsi tra i vicoletti del centro storico di Kabul intabarrate in un bel burqa, di visone Annabella per l'inverno e di sgargianti colori by Missoni per l'estate. 

Sul marciapiede del primo binario fa bella mostra di se una coppia di punkabbestia, capelli verde fluo, pieni di tatuaggi e piercing, ubriachi strafatti. Lui è grosso come un ippopotamo, lei smilza come una rana, sembra succhiata dalle vespe.  Da sei mesi dormono con i loro sei cani, con cui condividono tutto, ma proprio tutto eh! Cibo, posto per dormire, intimità sessuale ed igiene (nel senso che lui, lei ed i cani si lavano reciprocamente a forza di leccate, tutte le mattine, verso le 11, appena svegliati, poi si danno all'amore universale, all together in harmony). Sono svaccati per terra ed appena passi ti chiedono qualche soldino, bestemmiandoti dietro se tiri dritto e non lasci la moneta. Come osano tutti questi maledetti, egoisti e rognosi lavoratori pendolari non garantire il diritto al sostentamento a loro due ed ai loro cani, loro che sono l'avanguardia, il faro illuminante che insegna qual'è il modo giusto di vivere la vita e di stare al mondo?? Davvero non c'è più religione!!

Vicino alla fermata dell'autobus stanno volantinando con grande furore militante due antiabortisti, begardi, baciapile e mangiaostie. Distribuiscono volantini con l'immagine di un'ecografia con un feto e la scritta non uccidere. Certo, perchè è più giusto che i bambini vengano uccisi da carestie, infezioni ed epidemie, ma dopo che sono nati, ovviamente ... perchè dio vuole che muoiano da neonati o da bambini con pochi anni di vita, non certo quando sono un embrione di due o tre settimane di vita, è molto più dignitoso, va da se...

***

XX è mezzo stravaccato sulla panchina, smarronato dall'idea del treno con 45 minuti di ritardo quando accade l'irreparabile: "dlin dlon, annuncio cancellazione treno: il treno 25969 delle ore 20.34 già annunciato con un ritardo di 45 minuti è definitivamente cancellato, ci scusiamo per il ritardo". XX resta immobile per due o tre secondi, poi si alza dalla panchina con una calma olimpica solo apparente, visto che dentro la sua testa sente un frastuono simile a quello di una locomotiva a pieno vapore. 
A passi cadenzati si dirige verso la biglietteria della stazione, aspetta con educazione che si esaurisca la fila. Arriva il suo turno, il bigliettaio gli dice freddamente e distrattamente "buongiorno, mi dica". XX rimane per qualche secondo muto ed immobile e poi dice a mezza voce "buongiorno signor bigliettaio, il biglietto che voglio prendere non è solo per per me ma per tutto il mondo intero".
Il bigliettaio lo guarda stranito per un istante e poi esclama "signore, noi non abbiamo nella nostra offerta biglietti collettivi per comitive così grandi. Al massimo possiamo arrivare a 30 persone per biglietto, nulla osta ovviamente che lei acquisti un numero di biglietti tale da assommare tutti i viaggiatori di cui è capocomitiva. Se poi la comitiva superasse le 150 persone la devo rinviare all'apposito ufficio che organizza i treni speciali, dove può farsi fare un'offerta per un convoglio dedicato".
XX ha un'espressione sul volto che lascia presagire poco di buono, tira un profondo respiro e poi dà la stura ad un vero e proprio fiume di parole, un'alluvione di logorrea che non conosce argini e neppure barriere: "stammi a sentire figlio del dolore binario rotabile locomotore dei miei maroni, mi hanno appena soppresso il treno per tornare a casa, sono in piedi da 14 ore, rischio di rincasare stasera alle 11 e di trovare quell'esaurita di mia madre che vede stupratori, pedofili e ladri di gerani ovunque, sono qui da quasi 2 ore ad aspettare i porcacci comodi dei tuoi colleghi statalacci in sciopero, che si sfanculassero a macchina, mi sono già succhiato antiabortisti mangiaparticole, punkabbestia della minkia secca da fargli lo shampoo col lanciafiamme, donne che manifestano contro il razzismo ed a favore dei musulmani tali per cui il burqa e l'infibulazione sono meglio della prima comunione e della cresima e mettici pure qualche stupretto en passant, pacifisti terzomondisti che empaticamente e dolcemente vogliono farsi paladini dei popoli diseredati e per questo hanno incendiato il McDonald dove mi volevo fare un panino visto che sono tre giorni che mangio tonno fagioli e birra, i pentecostali gioiosi di aver ritrovato dio e cosa avranno da festeggiare chi minkia lo sa, gli ambientalisti col culo parato da un posto statale ululanti che vogliono far estinguere l'uomo per salvare il loro fottuto ecosistema, i testimoni di geova che mi sfrantoiano i maroni con le loro strafottute riviste che crepassero tutti di emorragia al buco del culo e niente trasfusioni, due deficienti di 30enni con minkione al seguito che a sei anni vuole ancora andare col passeggino e vedrai che arriva anche per lui il castigamatti che gli insegna a mangiar merda, il pirlone di Scientology dianetico lobotomizzato con le emorroidi ai neuroni che vuol aiutarmi a diventare un superuomo, così che poi lo scuoio con lo sguardo e gli faccio un clistere di pallettoni col dito mignolo, i Mormoni che mi invitano a salvare l'animaccia mia e pure quella de li mortacci mia, la zingara puzzolente col neonato mezzo assiderato in braccio e perchè a loro non li portano via i bambini chi minkia lo sa, i tossici in recupero che mi chiedono soldi manco fosse colpa mia mica sono stato io a piantargli la siringa nel braccio e che schiattino pure loro, il bucomane inguaribile che gli manca un euro per il biglietto del treno, ne avrà raccolti abbastanza per comprarsi un biglietto per andare a farsi fottere in business class, la vecchia stronza e acida che usa il nipote mongoloide per scavalcare la fila in biglietteria, vecchie checcacce che si fanno fare i servizietti nei cessi da ragazzini immigrati che avranno a malapena 12 anni, la tossica di lungo corso senza denti che gli suona il piffero al pusher in cambio di una mezza dose, il vecchio bavoso che gli si rizza una volta l'anno che compra il pornazzo in edicola ... mettici sopra per sovramercato che io sono stato buttato fuori casa dalla moglie perchè mi puzza l'alito e mi lavo poco e devo vivere con mia madre completamente fulminata da TG4, Verissimo, Grande Fratello, Oggi, Intimità, Confidenze, Grand'Hotel, soap operas, telenovelas, ferri da stiro con caldaia e detersivi anticalcare devastanti ... e che minkia vuoi ancora, adesso mi stai ad ascoltare".
Il bigliettaio è pallido, capisce che la situazione si sta facendo complicata, con evoluzioni imprevedibili, ma di certo non piacevoli. Allora dice "signore, guardi, il nostro sistema qualità certificato ISO prevede che lei possa compilare un modulo di reclamo per presunti disservizi che sarà poi preso in carico dal competente ufficio in ossequio alle vigenti procedure".
L'improvvida uscita del miserando tanghero sportellaro bigliettaro è l'innesco, il detonatore che fa deflagrare il nostro XX, generando un'ecpirosi di mitologica portata.
XX spara un devastante rutto da 160 decibel, sfonda il vetro della biglietteria, prende per il collo il bigliettaio e poi urla a voce altissima "mo' mi avete rotto tutti il cazzo e per tutti intendo il mondo intero, adesso vi punisco in modo feroce, roba da antico testamento, come da troppi anni sognavo di fare, preparatevi perchè arriva il giudizio universale".
Questo detto, si cala i pantaloni, si piega in avanti e lascia partire una scorreggia dalla forza paragonabile all'uragano Katrina. Tutte le persone presenti in stazione sono sollevate in aria e spazzate ad oltre 200 metri di distanza nello scalo merci, dove si sfracellano contro le gru ed i carri in attesa di essere caricati. 
Una vera carneficina ... ma non è finita. XX tira il fiato ed esclama "non crederete mica di cavarvela così, questa era solo la caparra, ora arriva il saldo che chiude tutti i conti". Torna a piegarsi in avanti e con un urlo che nulla ha di umano comincia a farsi uscire dalla porta stercoraria basso posteriore un geyser di diarrea fluida e rovente alla pressione di 120 bar, che crea un getto lungo più di 30 metri. L'eruzione letamosa va avanti così per circa due ore, fin quando l'intera area della stazione, ora denominata "nuova Pompei", è sommersa sotto una coltre di circa 15 metri di lava biologica ad alto potere fertilizzante, con ciò facendo contenti i verdi che tanto detestano i concimi chimici.
XX si sente più leggero, si è tolto un peso, in tutti i sensi, è tranquillo beato, sembra tornato in armonia olistica coll'universo intero, avrebbe voglia di abbracciare l'intero genere umano, quando si sente prendere e scuotere per un braccio, è sua madre, "sveglia figliuolo mio, sono già le 5 e mezza, ti devi alzare, tra 40 minuti hai il treno. E stai attento questa sera quando devi tornare, ho sentito alla televisione che oggi c'è sciopero".
XX prende coscienza che non esiste differenza tra sogno e realtà ... XX è pericolossimo ...