giovedì 29 gennaio 2015

Grosotto (SO). Plurimi flagelli biblici

Nella scorsa settimana il borgo di Grosotto - altrimenti noto come "Palermo della gera" - è stato colpito da una serie impressionante di piaghe bibliche, una dietro l'altra, senza soluzione di continuità:
  • pioggia velenosa (non di sangue rovente e vischioso ma del ben più pericoloso vino prodotto con uve provenienti dai vigneti locali, noto per la sua virulenta acidità, tale da scorticare un coccodrillo)
  • sterminio di scrofe e verri in piena età riproduttiva (la popolazione è quindi costretta ad una forzata astinenza sessuale, la qual cosa ha scatenato una vera e propria psicosi)
  • nascita di geyser sulfurei infuocati dal sottosuolo (con totale distruzione delle colture di erythroxylum coca, salvia divinorum, peyote, cannabis e fagioli borlotti petardini)
  • comparsa di dolorosissime stimmate sull'apparato genitale di tutti coloro che prestano servizio nelle numerose case di piacere insediate in paese (uomini, donne, pitoni e cavalli indistintamente)
  • zampilli di rovente vomito di drago dalle fessure della terra (in certi momenti della giornata, le strade di Grosotto sono percorribili solo con la canoa)
  • caduta dal cielo di neve color sanguinaccio, mista a pece e ritagli di lamiera rovente (molti utile per la permanente)
  • crescita sugli alberi di grappoli di grosse fragole marroni con le corna
  • metamorfosi dei conigli in pantegane con i denti a sciabola
  • scorribande nei cieli di stormi di nazgul in preda ad alluvionale dissenteria (in modalità "omnia spargens")
  • invasione di locuste metallizzate che divorano senza requie le scorte di salumi (c.d. "luganegofagia")
  • mandrie di unicorni in preda ai fumi della segale cornuta scorrazzano per le strade speronando i passanti nelle terga (con la c.d. tecnica "ndo cojo cojo")
  • apparizione in cielo della cometa di Blattey, a forma di scarafaggio

martedì 27 gennaio 2015

Memorie di un boia - Trancio III

Salve a tutti! Sono Gloria Camelia Flora Strozzi Forconi, nota anche come "Mamba del Patibolo", "Porta dello spavento supremo" o "Madre del supremo castigo universale" ... o più semplicemente "il Mamba". Di mestiere faccio il boia ambulante, giustizio pendagli da forca in giro per strade, mercati, fiere e piazze.
Sono la compagna di Uguccione Ghigliotti Cainozzi, il boia che imperversa presso il carcere di massima sicurezza di Dubino, meglio noto come Dubinatraz. Uguccione è un vero e proprio "industriale della forca", ha applicato alle esecuzioni capitali le logiche organizzative tipiche della catena di montaggio ... chiamiamola "catena di garrotaggio".
Uguccione vi ha detto quanto mi ama ed allora ho pensato fosse doveroso da parte mia svelarmi, almeno un poco! Svelarmi, che cosa insolita per me, che sono solita distribuire sudari a destra e manca!
Come ho detto prima, la mia passione è la mia professione. Io eseguo sentenze capitali da ambulante, soffro un poco di claustrofobia e non amo il chiuso del braccio della morte, a differenza del mio onniamato Uguccione. Io terrorizzo la polvere delle strade colla mia forca mobile, alla ricerca di persone assetate di giustizia e di persone da giustiziare (fino ad ora sono riuscita ad evitare di fare confusione, ma lo sbaglio può pure starci). Arrivo sul posto, monto il patibolo ed aspetto che mi portino la materia prima.
Le voci della gente che mi acclama in attesa dello spettacolo, il sudore freddo dei condannati, il celestiale sapore dell'esecuzione mi producono orgasmi a raffica, già prima di cominciare. Poi arriva il primo fortunato, non ha nemmeno il tempo di dire "addio sole" che già io urlo "avanti il prossimo" ... and so on. Le esecuzioni capitali sono come i cioccolatini, una tira l'altra!!
Tre giorni fa ho giustiziato 16 persone in 37 minuti netti. La cosa bella è che avevo montato la mia forca a fianco di una bancarella di dolciumi ... nel tempo in cui ho portato a termine le 16 esecuzioni capitali mi sono mangiata 4 volte lo zucchero filato. La prossima volta che devo giustiziare al mercato vedo di mettermi vicino al furgone dei polli arrosto, così che con una mano spolpo una coscetta e con l'altra pongo fine alla vicenda terrena di qualche manigoldo. 
L'esecuzione capitale in pubblico ha un grande valore educativo. Prima di allestire la mia forca sono solita passare per le strade col mio camioncino che ha un megafono montato sul tetto e grido "è arrivato il boia, accorrete numerosi" ... altro che il circo o l'ombrellaio!! Poi mi fermo, comincio a montare il patibolo e sono subito circondata da scolaresche, comitive di anziani portati apposta dalla casa di riposo, gruppi di pellegrini che aspettano l'apertura del santuario e devono ingannare il tempo. Pensate che, circa 6 mesi fa, un gruppo di bambini di terza elementare è arrivato accompagnato dalla maestra. I pargoletti hanno assistito incantati a ben 11 esecuzioni, ammutoliti dallo stupore ed invasi dallo spirito di emulazione. Quando stavo per chiudere baracca a burattini ed andarmene a terrorizzare altre contrade, è venuta da me una bambina bionda che indossava una maglietta di Peppa Pig e, con voce cristallina, mi ha chiesto se potevo fare un salto nella loro scuola per giustiziare il bidello. Ovviamente ho detto sì, i bambini hanno anche girato un video, che hanno poi caricato su YouFork.
Questa è la mia vita e non la cambierei con nulla al mondo. Il mio onniamato Uguccione mi continua a chiedere di andare a lavorare con lui a Dubinatraz, mi dice che il mio talento è sprecato in giro per le strade e che nel suo braccio della morte potrei gestire volumi enormi. E' proprio così: lui è un industriale della forca, un boia scientifico che coordina uno staff di boia ed investe moltissimo sulla formazione. Io invece mi trovo a mio agio nel mio ruolo di cane sciolto, battitore libero, amo curare l'aspetto artigianale e poetico del mio lavoro, nessuna delle mie esecuzioni è uguale all'altra.
Ma c'è pure un altro aspetto: io, a differenza di Uguccione, detesto la monogamia. Non sono ancora riuscita a fargli capire come che, così come si giustiziano uomini a nastro, ci si può anche divertire con un nastro di uomini. O meglio, come mi piace la fila delle persone da giustiziare, così mi piace pure la fila degli uomini da usare come giocattolo (perchè, a parte lui stesso medesimo Uguccione, gli altri sono solo "toy boys" e nulla più). 
Per questo voglio essere un boia ambulante e nulla più. Voglio continuare a concedermi la possibilità di amare un solo uomo ma di averne molti, decidendo poi caso per caso se fruire delle loro grazie oppure giustiziarli (ad onor del vero una cosa non esclude l'altra, se ben ci si pensa, basta evitare l'errore di invertire l'ordine dei fattori).
L'amore per Uguccione non esclude che io abbia necessità di saziarmi ulteriormente ... e fugacemente, senza troppi coinvolgimenti emotivi! Anzi, la mia filosofia è del tipo "per avere la salsiccia non serve prendere tutto il maiale".

giovedì 22 gennaio 2015

Maccheronismo fiorentino

Ego sum sedente in Chigino palazzum
Cum colla sub meo eminente culettum
Me circundant aulentissime puellae
Avvenenti et cum votissime cervellae
Superflua blonda et hubertosa
Marianna non frigia sed noiosa
Ministra ex silvis male sortita 
Parvo intellecto sine alcuna vita
Ego sum puer stupor Florentia
Magna favella et parva essentia
Bronzeus muso fulminea favellatio
Mea arte est plebem bidonatio
De magnae et longae linguae lustratum
Habet chiappam meam semper pulitum
Datum populum sesterzi octoginta
Voluntas ferrea sed fecit finta
Flumen verbis montis promissiones
Italico vulgo plenum de cojones
Senatus et Camerae son patronum
Magna potenza honore modicum
Bavoso Imperator Briantie sum amico
Et honesti italici homen cascat de fico
Cum ille firmatus resurrectio pacta
Massa populorum gaia et distracta
At fine januario nove rege creatur
Scudocrucis vincit et resto disparitur
Habeat fine tedioso et duro ire
Nullo arrivo sed sempre ritornare
Nullo panem sed infiniti circenses
Italiotam felix in caritatis menses
Nullo labor et sparita pagnottam
Natione ignara andante ad mignottam

venerdì 16 gennaio 2015

Faedo (SO). Concilio fondativo della "Chiesa Cristiana anti Evangelica"

Dal 7 al 10 gennaio, si è tenuto presso l'anfiteatro comunale "Bernardo Gui" di Faedo il concilio di fondazione della Chiesa Cristiana anti Evangelica (CCaE). Erano presenti circa 20mila fedeli e militanti, provenienti da 78 paesi di tutti i continenti, Antartide incluso.
I lavori del concilio sono stati divisi in tre parti:
  • la prima parte, dedicata alla definizione degli articoli di fede ed alla stesura delle costituzioni dogmatiche, dei documenti pastorali e delle norme di diritto canonico
  • la seconda parte, ove si è proceduto all'elezione dei 144 membri del Sacro e Supremo Sinodo (SSS)
  • la terza parte è stata il conclave vero e proprio, dove i membri dell'SSS hanno eletto il Sommo Pontefice, GianRaffaele Lucenti Zolfini, che regnerà col nome pontificale di Verrino I.
Il Sommo Pontefice ha graziosamente concesso un'intervista a Pasquino Pinzocheri Press Agency. Si riportano di seguito i contenuti delle principali dichiarazioni:
  • ""la CCaE è nata da una grande intuizione filosofico - teologico - dottrinaria: il cristianesimo può avere un futuro solamente se si stacca, quanto prima ed in modo definitivo, dai valori del vangelo, un vero e proprio ferrovecchio ideologico in grado, in pochi anni, di far sparire il cristianesimo dalla faccia della terra
  • i valori del vangelo sono  doppiamente devastanti perchè: 1) o ci si crede sul serio ed allora la nostra società va verso un rapido scardinamento a forza di uguaglianza e pari dignità per tutti gli uomini oppure 2) le chiese si limitano a riempirsi la bocca con roboanti dichiarazioni da parte dei loro dirigenti, correndo però il rischio di essere tacciate di incoerenza ed immoralità. Non solo, c'è anche il rischio che qualcuno tra i semplici di cuore, a forza di sentire trombonate, ci creda veramente e cerchi di mettere in pratica certe idee, ricadendo così nei rischi di scardinamento anzicennati
  • per uscire dall'ipocrisia e debellare i pericoli di distruzione dell'edificio sociale, abbiamo avuto la folgorante intuizione, circa 3 anni fa, di fondare la CCaE, che ha da subito fatto proseliti
  • il messaggio che abbiamo lanciato è stato ben recepito, stante anche la sua semplicità, una semplicità derivante da una intuizione semplice e geniale al contempo: trasformare in dottrina la prassi operativa ed ecclesiale del Vaticano, eliminando qualsiasi riferimento al vangelo
  • nei primi tempi la gestione della Chiesa è stata di tipo assembleare/comunitario, poi ci siamo accorti che la sempre maggiore adesione di fedeli e la diffusione su tutto l'orbe terracqueo imponevano di creare una struttura stabile, con una gerarchia, un corpo dirigente e delle regole precise di funzionamento. Per questo abbiamo dato il via 8 mesi fa ai lavori di preparazione ed organizzazione del concilio fondativo, tenutosi poi a Faedo
  • durante il concilio non ci siamo limitati a definire gli articoli di fede, abbiamo anche gettato le fondamenta per una serie di iniziative essenziali per il funzionamento e la crescita della CCaE: 1) costituzione di una banca off shore; 2) fondazione di un quotidiano, di un'agenzia stampa e di un'emittente radio/TV; 3) apertura di una società immobiliare; 4) iniziazione sessuale di fanciulli ed adolescenti, al fine di garantirsi il necessario numero di vocazioni per l'incrementare in quantità e qualità il clero
  • devo poi fare un'ultima affermazione, forte ma imprescindibile. Se vogliamo superare i valori evangelici per preservare la nostra società civile occorre avere ben chiaro in mente che non dobbiamo attendere il ritorno di Cristo sulla terra; anzi, se domattina dovesse presentarsi, saremmo giocoforza costretti a consegnarlo alla Santa Inquisizione, affinchè egli sia indotto, volente o nolente, ad abiurare per il passato, il presente ed il futuro""
Pasquino Pinzocheri Press Agency ha avuto modo di consultare la costituzione dogmatica Saecolarum Rerum Religio et Adoratione, approvata durante il concilio di Faedo. Si riportano alcuni punti salienti, senza pretesa di organicità:
  • superamento in retromarcia del Concilio Vaticano Secondo, con ritorno al Concilio di Trento
  • (ri)patriarcalizzazione della società (con connessa riduzione del ruolo sociale della donna)
  • parametrazione dei diritti individuali su base censuaria 
  • organicità e collateralità tra potere politico e religioso (universalismo di ritorno)
  • commercializzazione delle indulgenze
  • riforma della Bibbia tramite: 1) l'abrogazione del nuovo Testamento; 2) la sostituzione dello stesso mediante la codificazione della prassi ecclesiale post tridentina e pre conciliare

Radioparole effetto notte

buio
asfalto immemore
rumori di vite secondarie
tonfi cigolii rombi
aria di ovatta
lampioni impotenti ed esangui
neon pieni di timidezza
carne degli altri
giochetto da stupidi
sirene isteriche
emergenze dentro di noi
chi ci sente
kilometri da digerire
autostrada con troppi caselli
voci chissà dove
segnale precario impreciso
siamo in ascolto 
presenti
timpani frementi
labile dissolvenza
parole grippate in gola
leggi
scrivi
declama urla
pensieri inseguiti
hanno chiamato la psicopolizia
allarme coscienze autonome
pericolose emozioni latitanti
persone da collaudare
gente in modalità provvisoria
rifiutano altre installazioni 
troppo poco spazio su disco
software per i ricordi
attenti alla formattazione
amori non conformi
fuori catalogo
difficile manutenzione
geniali errori
garanzia scaduta 
rottamazione evitata
casinò da cui non si esce
gioca vinci perdi
il banco è ovunque
non ti fermare
auto misteriose
guida innocua
direzione scontata
navigatori freddi efficienti
nessuna alterazione troppa sobrietà
flash palette
misteriosi codici infranti
patenti della coscienza
libretti di circolazione delle idee
troppo traffico non monitorato 
facciamoci un mappa tutta nostra
stanze con nessuna porta
cosa apriamo
sventra le pareti
urlano di febbre 
solitudine contagiosa
tristezza in saldo
scappa in metro
salotti pieni di nausea
assidui sconosciuti
tisana di loto
ne versano enormi scodelle
sete obbligatoria 
calcestruzzo impastato di nostalgie 
mattoni della tradizione
il muro dell'abitudine
sfonda il sarcofago
scatena il passato
scarceriamo la vecchiaia
antidoto contro il presente
vaccini contro il futuro
passioni da hard discount
il 3x2 della gioia
il carrello sbanda tutto
chi paga alla cassa
spiomba il container
arriva da atlantide
sdoganiamo le nostre facce
paghiamo il dazio per la fantasia
cantiamo il bene e gli splendori
aerei malinconici
imbarchiamo la memoria
decollo incerto
si atterra a caso
fame di violenza
teatro di retroguardia
nebbia
calce
polvere
fumo e cemento
nafta
cioccolatini
facciamo un selfie
musei in rivolta
grancasse servili
trombe immorali
orchestra da alcova
smetti di andare a tempo
stona un poco
sbaglia il passo
pesta un piede
nausea
sonnolenza
fantasticherie low cost
XXV aprile ossidato
accosta e spegni
non voler sapere
saper volere
una mente da insurrezione
rivoluzione interiore
allaccia luce gas acqua
non dimenticare l'aria
suona la sveglia ... 
... la realtà reclama il suo fottuto tributo

venerdì 21 novembre 2014

Una delle mie crisi

E' solo una delle mie crisi ... salgo in macchina strafatto, spappolo quattro vecchietti sulle strisce, mi duole il naso, l'INPS mi ringrazia, qualcuno mi vuol linciare ... schizoidi, mettiamoci d'accordo

E' solo una delle mie crisi ... mia figlia ha 16 anni e se la fa con un ragazzo, l'ho segregata in casa ma mi è scappata, sua madre è dalla sua parte, mi sono sfogato su di lei ... un po' di rispetto per il capofamiglia, che tempi degenerati

E' solo una delle mie crisi ... sono acquattato come uno sciacallo all'uscita dell'asilo, sono pieno di caramelle da regalare ... educazione amorosa dell'infanzia, ho fatto un corso all'oratorio

E' solo una delle mie crisi ... ho dato fuoco a quel barbone che chiedeva la carità fuori dal mio studio ... accidenti se è cresciuto il prezzo della benzina, l'igiene sociale è diventata un lusso per pochi

E' solo una delle mie crisi ... carina quella ragazzina che faceva l'autostop, l'ho caricata ma non ha voluto starci, per poco non chiama i caramba ... i giovani non sanno più cos'è la gratitudine

E' solo una delle mie crisi ... ho buttato dalle scale il giovanotto che ho assunto 6 mesi fa, voleva addirittura farsi pagare ... il dare è più felice del prendere, che gioventù debosciata

E' solo una delle mie crisi ... tutte quelle sgualdrinelle immigrate dall'est Europa e dell'Africa la devono smettere di scopare ... restano incinta, partoriscono ed abbandonano i neonati nel cassonetto sotto casa mia, gli strilli dei bambini mi esasperano

E' solo una delle mie crisi ... mi hanno impedito di sparare al portiere del condominio ... sta a vedere che adesso uno qualunque può permettersi di guardare mia moglie quando passa

E' solo una delle mie crisi ... la mia segretaria è incinta, il figlio è mio ma lei non vuole abortire ... che donnacce ci sono ai giorni d'oggi, gli vieni dentro e vantano pure diritti invece di farti i complimenti per come usi bene il cannello

E' solo una delle mie crisi ... la mia vicina di casa non me la molla più, continua a dire che del suo corpo fa quello che vuole ... un giorno o l'altro va a finire che prendo una mannaretta da macellaio e gli insegno io da che parte sorge il sole

E' solo una delle mie crisi ... rispondo ad un annuncio di una 14-enne, l'ha messo mamma per suo conto, è sola, deve pure campare ... voglio imparare l'innocenza ed insegnare la malizia

E' solo una delle mie crisi ... che brutta sbornia di vino in cartoccio ... già che ci sono prendo il fucile a pompa e stendo tre vu' cumprà, tiro al negro

E' solo una delle mie crisi ... ho scassinato l'obitorio dell'ospedale e strappato i denti d'oro a tre cadaveri ... almeno non sono morti invano

E' solo una delle mie crisi ... ho smesso di fare il dentista e riconvertito il mio ambulatorio dalle otturazioni alle infibulazioni ... se non hai un po' di flessibilità imprenditoriale ti sotterrano senza pietà

E' solo una delle mie crisi ... corro a portare il crack all'orfanatrofio, me ne frego dei soldi, mi faccio pagare in natura ... anche loro hanno diritto di sognare

E' solo una delle mie crisi ... tutta questa noia mi mette addosso una feroce fame di violenza

E' solo una delle mie crisi ... provate voi a vivere per decenni una vita da ceto medio e poi fatemi sapere qualcosa, ingenui

E' solo una delle mie crisi ... una delle mie crisi ... una delle mie crisi

***

E' solo una crisi di coscienza collettiva ... qualche giudice bolscevico pieno di paturnie pedagocico - social - culturali ci vuole spedire al gabbio? Tranquilli tutti ... c'è lo stato di diritto, mica la ghigliottina ... qui da noi è sempre people first...

martedì 11 novembre 2014

Villa di Tirano (SO). Prima Sagra rurale della Rampana

Si terrà a Villa di Tirano, dal 17 al 21 novembre prossimi la prima Sagra rurale della Rampana. Per coloro che non praticano l'idioma villasco - lingua appartenente al ceppo indoeuropeo - uralo/altaico - ugro/finnico - indoiranico - turco/mongolo - baltoslavo - si chiarisce che la rampana altro non è che quel mammifero dalla denominazione tassonomica di ratto norvegese, noto anche come ratto marrone, ratto grigio, ratto delle chiaviche, surmolotto o pantegana.
Organizzatore della manifestazione, che si terrà in una tensostruttura innalzata per l'occasione in contrada Bertagna, è il Consorzio di Tutela della Rampana Villasca (CTRV).
Pasquino Pinzocheri Press Agency ha raccolto le dichiarazioni del Presidente del CTRV, Roberto Pelosi Rattacci:
  • ""la rampana è da tempo immemore un simbolo ed un orgoglio della civiltà villasca, una civiltà pre colombiana che affonda le proprie radici in un substrato etrusco - celtico - scitico - sarmatico - dravidico. La rampana ha per noi lo stesso valore simbolico che hanno, ad esempio, il leone di S. Marco per Venezia od il Grifone per Perugia. Basti pensare che, in segno beneaugurante, ai nostri bambini, nel momento del battesimo, viene fatto indossare un piccolo colbacco in pelliccia di rampana (con la coda, ovviamente)
  • la rampana è inoltre il cardine della tradizione gastronomica villasca. Da sempre noi siamo grandi cacciatori di rampane, che poi lavoriamo, conserviamo e consumiano con grande voracità. Ogni anno da noi vengono cacciate circa 1.200 tonnellate di rampane
  • sul nostro territorio la filiera produttiva integrata della rampana (caccia, prima lavorazione delle carni, stoccaggio frigorifero, produzione di salumi e conserve, concia delle pelli) dà lavoro ad oltre 1.500 persone. Dal 1872 è attiva a Villa la Borsa della Rampana, dove viene scambiato oltre il 90% dei capi cacciati
  • è quindi facile capire perchè abbiamo costituito il CTRV e perchè abbiamo deciso di organizzare la sagra. Prevediamo circa 30mila presenza ed il consumo di oltre 400 tonnellate di rampane""
Scopo principale del CTRV e della sagra è la valorizzazione delle specialità culinarie a base di rampana, consumate da secoli dai villaschi. Si citano, a titolo puramente indicativo e senza alcuna pretesa di universalità:
  • rampana arrosto 
  • rampana al forno ripiena di frattaglie di pollo e con contorno di patate 
  • rampana lessata con le castagne
  • insaccati di rampana
  • tartare di rampana con la grappa
  • rampana essiccata a mo' di slinzega (c.d. "bresaola col pelo")
  • straccetti di rampana marinati nella feccia vinaria
  • rampana in salmì con rape e sugna
  • brasato di rampana
  • stracotto di rampana