martedì 14 ottobre 2014

Albosaggia (SO). Epidemia di muffa corporea antropica

Da circa un mese, una tremenda epidemia di muffa corporea antropica (popolarmente definita marcionera) sta funestando la popolazione di Albosaggia. La malattia:
  • ha colpito il 78% della popolazione
  • è causata dal fungo microscopico Puthreomyces Viridis Bosagginus (PVB - localmente noto come semenza del marcione).
  • si manifesta in coloro che ne sono affetti con una proliferazione di muffa nero verdastra su viso, mani, piedi, ascelle (nei casi più gravi anche su capezzoli e parti intime). Altro sintomo dell'infezione da PVB è il caratteristico odore di sugna rancida e siero di latte fermentato.
Ad Albosaggia ed hinterland, essere affetti da marcionera è considerato un segno di virilità (per i maschi) e di avvenenza (per le femmine).
Non solo, dal 1328 ad Albosaggia è attiva la Antica Mufferia dello Stambeccaccio (AMS) che si è guadagnata imperitura gloria nel borgo grazie alla Viridella Puthrescens, una pomata/panacea ottenuta tramite la lavorazione della muffa corporea da PVB, appositamente raccolta. AMS ha selezionato un gruppo di 120 donatori di muffa che, messi sotto contratto, ogni 3 mesi si sottopongono alla raschiatura della muffa, che viene sottoposta ad un complesso processo al termine del quale si ottiene la Viridella. Giova in proposito ricordare che un adulto affetto da PVB è in grado di produrre in un trimestre tanta muffa da riempire una gerla.
Questo è il processo produttivo, riassunto per sommi capi:
      1. stagionatura della muffa in cantina per sei mesi, su apposite scalere, dove viene continuamente trattata con una miscela di sudore di becco e di montone
      2. marinatura per due settimane della muffa in una soluzione di acqua e melma
      3. macinazione ed omogeneizzazione della muffa in un mulino con macine di pietra ed ottenimento della poltiglia madre 
      4. preparazione della base grassa (miscela omogeneizzata e fermentata di sugna, strutto e sego) 
      5. miscelazione della poltiglia madre con la base grassa 
      6. invecchiamento per 2 anni del prodotto 
      7. confezionamento della Viridella (in comodi e maneggevoli fustini da 10 kg, oppure in supposte, ovuli ed opercoli)
      In quel di Albosaggia, la Viridella è considerata una vera e propria panacea, adatta a curare molti disturbi. Si citano, a titolo puramente esemplificativo e non esaustivo:
      • infezioni della bocca e delle labbra
      • emorroidi e ragadi da allattamento
      • dermatiti da contatto
      • eccessiva sudorazione di piedi ed ascelle
      • alitosi
      • prurito intimo
      • forfora
      • infestazioni corporee da pidocchi e piattole

      Memorie di un boia - Trancio II

      Un caloroso saluto da Uguccione Ghigliotti Cainozzi, il vostro affezionatissimo boia. E' giunto il momento di intratternervi un po' parlandovi dei miei innamoramenti, perchè anche un boia si innamora. Ovviamente si tratta di amori di cui non si parla a "Verissimo", "La vita in diretta" o "Domenica live". Gli amori di un boia non sono roba per le Barbare D'Urso o le Silvie Toffanin. Gli amori di un boia suscitano orrore ai non addetti ai lavori. Un giusto orrore, sia chiaro, l'orrore di chi non può capire, un orrore di cui noi boia andiamo fieri poichè è la certificazione della nostra irriducibile diversità ed individualità.
      Non voglio perdere tempo ed arrivo al dunque: io sono innamorato della sola persona di cui è meritorio innamorarsi: Gloria Camelia Flora Strozzi Forconi, detta anche "Mamba del Patibolo", "Porta dello spavento supremo" o "Madre del supremo castigo universale". Per me è semplicemente "il Mamba".
      Anche il Mamba fa di mestiere il boia, e non potrebbe essere diversamente. C'è però tra noi una differenza, una differenza che ci completa in modo reciproco e celestiale. Mentre io sono un boia stanziale, ormai sono diventato un tutt'uno col mio braccio della morte, lei è invece un boia randagio ed ambulante, calpesta la polvere della nostre strade con il suo patibolo mobile e giustizia i pendagli da forca in pubblico, specialmente nei mercati e nelle fiere. C'è chi gira con le giostre e chi con la forca, sono scelte di vita, null'altro.
      Basta chiamarlo e il Mamba arriva, attrezza la sua forca ambulante ed in una trentina di minuti è capace di giustiziare anche 15 persone. Io ho con la forca un rapporto tecnico ed industriale, lei invece adamantino e romantico (a modo suo, ovviamente). Io faccio i volumi, lei fa la poesia.
      Tra me e lei è stato il classico colpo di fulmine, un fulmine fulmineo come la lama di una ghigliottina. Era il giorno in cui il Mamba ha giustiziato Efrem il Profeta, Immacolata la Candida e tutto il Comitato Centrale del PAMM (Partito Ambientalista Mercenario Morbegnese). Era il giorno in cui un salutare bagno di sangue ha purificato la cittadina del Bitto, facendo piazza pulita di ciarlatani e barattieri ambientalisti e simil progressisti begardo/marxisti de noantri. Un grande giorno, una sorta di 25 aprile etereo e truculento allo stesso tempo. Beautiful day...
      Ebbene, quel giorno ho visto come il Mamba faceva spegnere il sole sui marrani pendagli da forca che erano stati posti nelle sue sgrinfie ... ed è stato amore a prima vista, una celeste corrispondenza di sanguinosi sensi. La vedevo maneggiare con soavità la garrota, la ghigliottina ed il maglio, guardavo come preparava il cappio e con quale piacere stava a guardare gli impiccati penzolare ed oscillare lievi al vento, osservavo lo scintillare dei suoi occhi mentre squartava un mercenario ecologista. Ho visto tutto questo e dentro di me ho sentito una voce dirmi: "ecco, questa è la donna che cambierà la tua vita". Nulla poteva essere più come prima, nulla più!
      Mi sono avvicinato a lei ed ho provato le stesse sensazioni che avrebbe provato Dante per la sua Beatrice. Sì, perchè il Mamba, a modo suo, è pure un essere angelico, io mi figuro lei con 2 ali nere rivestite di catrame, ma sempre di ali si tratta. Senza perdere tempo le ho detto: "Mamba, aprimi il tuo cuore come apri il cranio dei condannati che spedisci all'inferno". Lei stava preparando la calce viva per la fossa comune dove erano da sotterrare i giustiziati, si è girata e ha detto semplicemente "sì, ma non dirmi mai che se ti voglio bene io devo cambiare". Io ho risposto: "l'amore e l'esecuzione sono le uniche forme di liberazione che conosco, le uniche leggi che possono essere scritte nel cuore di un boia".
      Dopo qualche minuto di silenzio, il suo volto di pietra ha assunto un'espressione non del tutto terrena, poi mi ha detto: "io so chi sei e so cosa significa essere un boia; viviamo in due compartimenti separati della medesima solitudine, abbattiamo il muro. Sappi però che io ho assoluto bisogno di essere accettata per quello che sono, io voglio continuare a fare il boia girovago ed a sterminare per le strade e le piazze. Non mi chiedere di stare chiusa dentro un braccio della morte per giorni e giorni. Tu sei il più grande tecnico della pena capitale, il genio della forca di massa, ma io per vivere ho bisogno di respirare l'odore plumbeo della terra mescolata col sangue e col terrore. Io ho bisogno della mia libertà".
      Si, Mamba, ti dico di sì.
      Adesso lo so che, quando spedisco un pendaglio da forca all'inferno, non sono più solo!

      lunedì 13 ottobre 2014

      Memorie di un boia - Trancio I

      Mi chiamo Uguccione Ghigliotti Cainozzi e di mestiere faccio il boia. Sì, sono un boia, faccio quel lavoro che tutti disprezzano ma di cui tutti hanno bisogno. In un certo senso mi sento un po' come gli immigrati, che tutti disprezzano ad alta voce ma poi bisogna pure, in qualche modo, alzarsi alle 4 e mungere le vacche, stare con 40 gradi sotto il sole di luglio e aspirare i vapori dell'asfalto, prendersi cura di papà e mammà quando sono fulminati dalla vecchiaia e dalle malattie neurodegenerative.
      Sì, sono reietto ... sono tutto insieme negro, coperto di tubercoli della lebbra, gay, sieropositivo, debosciato, depravato, ebreo, comunista, zoofilo, muso giallo, faccio sesso con qualunque essere vivente mi capiti a tiro, sono cosparso dai brufoli della sifilide, sono promiscuo ... e soffro pure di alitosi. Eppure sono indispensabile, i mercanti di paura sono dei veri e propri stakanovisti, ogni giorno trovano una nuova dozzina di nemici della civiltà da neutralizzare, fare piazza pulita, eliminare nel fisico e nella memoria.
      Siamo una società di mamme rimbambite, paparini che si realizzano con un appartamento ed un BMW station wagon di seconda mano, bambini decerebrati dai soggetti appartenenti alle prime due categorie, vecchi rincoglioniti che portano il bamboccio al parco e preparano la minestrina ai genitori di esso stesso medesimo bamboccio. Una società così ha una fame tremenda di mostri. Troppe persone non possono assolutamente vivere senza mostri, altrimenti le quotazioni di mercato della paura e della tristezza crollano ed i poveri mercanti sarebbero rovinati. Una società così ha un disperato bisogno di negri, pedofili, stupratori, spacciatori, immigrati con scabbia e tubercolosi, omosessuali, transessuali, lesbiche, malati di AIDS, zingari.
      Ecco, una società così trabocca di mostri, mostri che bisogna eliminare per restituire la tranquillità alla nazione. Nei tribunali fanno i turni 24 ore su 24 per emettere tutte le sentenze capitali che servono a questa società ... e continuano ad accumulare arretrato. 
      L'opinione pubblica ha bisogno di almeno 3 sentenze capitali al giorno per starsene buona. Il mese scorso, in una settimana sono state condannate a morte solo 10 persone. Il risultato è stato che una folla sterminata di buoni padri di famiglia, mammine col passeggino e nonnetti con l'hobby del gioco della bocce ha messo a ferro a fuoco la Prefettura.
      C'è un disperato, ed irrimediabile, bisogno di consegnare al patibolo sempre più spazzatura sociale, per evitare che la GGENTE non veda insoddisfatta la sua fame di forca.
      Tutto sembra quadrare: si fa piazza pulita dei rifiuti umani che occupano le panchine ai giardinetti, dei venditori di fiori, dei vu' cumprà e dei loro calzini di spugna e dei nomadi e compagnia bella. Tutto è bello preciso, il braccio della morte dove io trionfo e regno lavora a pieno regime, la mia giornata lavorativa va dalle 7 di mattino alle 11 di sera; non segno nemmemo gli straordinari, 16 ore tutti i giorni da lunedì a venerdì, una media di 40 esecuzioni al giorno, dal momento del loro arrivo i condannati stanno nel braccio della morte non più di 24 ore. Tutto perfetto!
      Quando devo giustiziare qualcuno, guardo nelle palle degli occhi il pendaglio da forca che mi hanno messo davanti e mi sento come un bambino davanti ad un banco di dolciumi:
      • impiccagione con cavo metallico tipo freni della bicicletta?
      • una "botta de vita" con la sedia elettrica, direttamente collegata alla linea in alta tensione?
      • fucilazione a bruciapelo con cartucce a pallettoni incatenati?
      • impalamento con piantone chiodato?
      • garrota, girando lentamente la vite?
      • hanging, drawing and quartering, con esposizione delle mezzene davanti alla chiesa?
      • chiamo una ventina di studenti liceali e lo lapido con i cubetti di porfido?
      • lo decapito con la roncola?
      • squartamento coi cavalli nel cortile della scuola?
      • lo sotterro vivo in una cava di ghiaia?
      • lo gaso con lo scarico del motore diesel di una ruspa?
      • lo chiudo in un sacco con 20 chili di sassi e poi lo zompo nel lago di Como?
      Non so mai cosa scegliere, spesso tiro a sorte. Solo una cosa non posso sopportare: l'iniezione letale, troppo fredda, asettica, priva di pathos ... roba da infermieri!!
      Io sono un tecnico, un tecnico preparato. Pensate che nel mio braccio della morte ho organizzato diversi master per la formazione di giovani boia, affiancando con molta diligenza le lezioni teoriche con le esercitazioni pratiche. Grazie a me ed al mio know how ben 126 persone hanno imparato il mestiere e si coprono d'onore nei penitenziari dei cinque continenti.
      Ma ... però ... c'è sempre un "però", quel qualcosa che non ti torna e che non ti convince. Visto l'alto tasso di consenso sociale all'eliminazione dei rifiuti umani, in quanto boia mi aspetterei di essere socialmente considerato al pari dei poliziotti, delle ronde paramilitari e dei giudici bassi di statura che con un timbro ed una firma spediscono decine di persone nel mio stabilimento (un modello di efficienza, peraltro). 
      E invece no! Dopo 16 ore passate senza respiro a giustiziare tutti i pendagli da forca che mi mandano senza sosta, smonto dal lavoro, mi sfilo il cappuccio nero, il grembiule di cuoio, i guanti e gli stivali di gomma e cerco di tornare nel mondo civile, quel mondo civile che mi fa sgobbare 16 ore al giorno solo per non smettere di saziare la sua paura. Vi pare ragionevole che io voglia rientrare nel mondo? Non credo possiate negarmelo! A livello di principio paiono non esserci dubbi!
      No, invece! Basta che io mi faccia vedere per strada che subito si forma il vuoto attorno a me. Mi sfuggono come un appestato solo perchè, con grande trasparenza, applico l'omega a quello che loro, al bar, nel segreto dell'urna e davanti alla TV, ritengono non avrebbe mai dovuto avere l'alfa.
      Sono un perfetto strumento della loro volontà ma hanno paura di vedermi, salutarmi, darmi da bere! Che poca, anzi nulla, coerenza che hanno. Sono quello che traduce in realtà i loro sogni di igiene sociale e culturale e mi schifano in questo modo ... schizofrenici, sdoppiati, conigli. Tutti bravi ad ergersi a paladini dell'integrità morale del popolo, delle sane tradizioni, dei valori che reggono in piedi la famiglia e la società. Poi quando arriva chi traduce i loro sogni in realtà scappano tutti. Che abbiamo paura di me, della mia atroce incapacità di essere ipocrita?
      Io adoro il mio lavoro, adoro giustiziare tutto quello che mi portano da giustiziare, provo piaceri terribili nel far calare il sipario su innumerevoli vite, mi esalto nel fare dire addio al sole a tutto quello che loro mi mandano. Sì, sono innamorato del mio ruolo di boia, ma, a differenza di loro, io non recito un ruolo, io vivo in un ruolo, io non sono un attore che dà vita ad un personaggio, io sono una persona, e questo è terribile ed affascinante allo stesso tempo. Io non recito, ma sono quello che tiene in piedi il teatro, senza di me la macchina della paura e della tristezza non sarebbe mai più governabile.
      Io servo a loro ma non lo ammetterebbero mai. In tanti sono buoni a sproloquiare di igiene della società, ma solo a parlarne. Poi invocano il pugno di ferro della polizia come ci si attacca alle sottane della mamma. Ma la polizia non ha il coraggio di fare in piazza quello che vorrebbe fare e gli chiedono di fare. Allora serve un giudice, che con aria pacata ed ieratica decide che qualche decina di persone non deve più vedere il sole domattina. Però, il giudice è bravissimo a scrivere le sentenze da dare in pasto alla plebe sitibonda di mostri ma poi ha lo stomaco troppo delicato e non può mica sporcarsi le sue manine bianche e delicate traducendo l'idea in azione. Serve il boia per tenere in piedi la baracca, il boia è il pilastro di tutto l'edificio sociale. Senza di me, che vivo stroncando vite, non si può proprio vivere!
      Sì, sono indispensabile, avanti, chi si vuol fare giustiziare, oggi c'è il 3x2, domani lo sconto ai pensionati, il mese prossimo c'è la promozione per i bimbominkia e le loro mamme. Non sbattetevi troppo a pensare al suicidio. Non state a lambiccarvi il cervello per trovare un significato alla vostra vita. Risparmiatevi lo sforzo: vite come le vostre non hanno senso! C'è chi consuma troppi grassi e troppi zuccheri e chi si strafoga di paura. Basta! Smettetela di straziarvi! Ho una soluzione rapida e pulita per voi! Venite da me, lo sapete, io sono quello che mette fine a ciò che non doveva nascere e men che meno crescere.
      Avrete mie altre notizie ... io non sono altro che il microfono e l'altoparlante delle vostre cattive coscienze! Io non starò mai più zitto ... MAI PIU'!!!
      Alla prossima puntata saprete dei miei amori, amori diversi, amori che non dovrebbero esistere, amori che vi sconvolgeranno, amori che in pochi possono concepire.
      Io sono il boia, non mi servono altri aggettivi.

      lunedì 29 settembre 2014

      The minkchild

      Devastated with cure parental
      By genitors stupids and banal
      Givin' him every capritch
      Makin' him a future coonitch
      A clear project without conscience
      Givin' him a future of deficience
      He wants the altalen menacin' with a backett
      And papy doesn't make black his coolett
      Always viziated by his maman
      Need a table of wood to beat his deretan
      A lot of terror in the dotch
      Manvers and battipann the right approach
      Once he was afraid to cagate
      Without mum he couldn't spurgate
      Keepin' inside him brown salsitch so bell
      With 2 kilos of purg I scarick him well
      Now is with cacca in love
      He talks of merda every dove
      He wants to skitt in face of mama
      She doesn't break his face that's the drama
      He's a love story with product of boodell
      A love for merda and ringin' a bell
      Mad passion for the insides of boodell
      Total empty inside the chervell
      Always following his sborron inclination
      Less difficult than givin' education
      Great effort to make him a really big coyon
      Then comes the moment to stay under a patron

      venerdì 18 luglio 2014

      Eravamo presenti .... e saremo presenti

      Eravamo presenti quando coniavano i peccati solo per noi, ce li facevano confessare e poi ci assolvevano con una plumbea misericordia.
      Eravamo presenti nel momento in cui urlavano a gran voce che avevamo un'anima troppo ignorante ed avevamo ancora troppo da imparare.
      Eravamo presenti quando sentenziaromo che mai e poi mai saremmo riusciti a reggerci in piedi da soli, figuriamoci a camminare.
      Eravamo presenti il giorno dove hanno dichiarato l'eterna durata dell'infanzia e l'inestinguibile dittatura della vecchiaia.
      Eravamo presenti quella mattina e ci hanno sconsigliato di pensare, per il nostro bene ovviamente.
      Eravamo presenti quella maledetta notte dove ci fu inculcato il supremo valore della delega in bianco a coloro che possedevano la somma sapienza.
      Eravamo presenti, pioveva così forte e ci dicevano che era la giusta punizione per non aver voluto imparare a memoria alcuni capitoli del grande libro della verità.
      Eravamo presenti in quegli interminabili giorni dove baffuti professori con la bava alla bocca ci interrogavano e ci bocciavano irrimediabilmente perchè non avevamo risposto che era già tutto scritto, bastava solo apprendere e non perdere tempo cercando di capire.
      Eravamo presenti sotto un sole feroce, mentre tutto sembrava esser già stato detto.
      Eravamo presenti e ci offrirono due pinte di morfina ma non eravamo malati terminali.
      Eravamo presenti tutte le sere dove il grande saggio predicatore ci iniettava il ribrezzo per la parola.
      Eravamo presenti e ben attenti durante il corso di educazione tecnica all'oblio.
      Eravamo presenti e tutt'orecchi al seminario di formattazione della memoria.
      Eravamo presenti, ci fecero gli esami del sangue e dichiararono ufficialmente la totale assenza di tracce di passato e di precursori di futuro.
      Eravamo presenti e spalmarono le nostre facce di cera e fuliggine.
      Eravamo presenti e ci misero i vetri affumicati davanti agli occhi.
      Eravamo presenti il giorno in cui ci ammonirono e misero in guardia dai pericoli della gioventù.
      Eravamo presenti sulla banchina del porto, le navi salpavano l'ancora, l'ammiraglio ci informò che mai e poi mai avremmo navigato.
      Eravamo presenti al casello dell'autostrada che aveva solo uscite di sicurezza.
      Eravamo presenti a far coda all'ufficio postale, ognuno con una gerla di lettere non spedite e che non ci avrebbero fatto spedire perchè indegne di essere spedite.
      Eravamo presenti, chissà dove ma ovunque, per imparare che siamo del tutto impotenti di fronte al male e che avremmo salvato l'animaccia nostra solo credendo a quello che era scritto. 

      ***

      Saremo presenti, senza invito e gonfi di birraccia da cantiere, al pranzo di gala, dove faremo la gara di "piscia lungo".
      Saremo presenti negli ultimi banchi della cattedrale ed accompagneremo l'omelia a suon di rutti.
      Saremo presenti all'ennesimo sit in antiaborto, antieutanasia, anti procreazione assistita ed urleremo forte quali sono le vite che non meritano di essere vissute.
      Saremo presenti al prossimo pellegrinaggio verso un qualsiasi santuario per chiedere una qualsiasi grazia e grideremo che noi siamo il miracolo che volevano far dimenticare.
      Saremo presenti all'uscita dell'asilo, per suggerire al maniaco di ingropparsi i genitori invece dei bambini.
      Saremo presenti all'ingresso del cimitero, per esigere che venga sotterrato il corteo funebre anzichè la bara. 
      Saremo presenti all'inaugurazione del braccio della morte, perchè non si faccia confusione sui destinati all'esecuzione.








      Personcine a modo

      Padri di famiglia modello edificante
      Corrono in palestra a ingropparsi qualche infante
      Madri eroiche pronte ad ogni sacrificio
      Insegnano alle figlie la scalata a mezzo meretricio
      Maschietto primogenito orgoglio dei genitori
      Week end al mare con banda di stupratori
      Bionda figliola meravigliosa adolescente
      Si permette tutto con mercimonio intelligente
      Uomo di chiesa punto di riferimento
      All'oratorio redime con carnale insegnamento
      Procace caposala consuma col primario
      La tua salute è un aspetto secondario
      Portaborse sollazza assessore regionale
      Un contratto di prestazione para-coniugale
      Tangente cotangente mirabile trigonometria
      Un paese ridotto a battere in periferia
      Integerrimo e rigido capofamiglia
      Se lo assumi te la spassi con sua figlia
      Marito sgobbone sempre in movimento
      Scopa moltissimo ma non il pavimento
      Ai figli non fa mancare mai niente
      ma deve smaltire litri di seme rovente
      Signora medio borghese del gioco appassionata
      Rientra delle perdite con l'anguilla infuocata
      Signora altolocata mantenuta annoiata
      Cerca giardiniere per aiuola trascurata
      Uno stile di vita che costa parecchio
      Per fortuna è andato in coma il vecchio
      Un vecchio zio che ha fatto testamento
      Quasi quasi lo sotterri nel cemento
      Pubblico marito e pubblica moglie
      Altro reddito dal mercato delle voglie
      Un verga tipo spada da samurai
      Modo creativo di togliersi dai guai
      Una vulva come una condotta forzata
      Anche oggi la pagnotta è guadagnata
      Uomini di squisita eleganza
      Ben vestiti adorano la mattanza
      Donne di smagliante bellezza
      Ben aduse a nasconder la monnezza
      Viva l'Italia, l'Italia sbattuta a pecorina
      L'Italia stuprata dai ceti medi da latrina

      mercoledì 28 maggio 2014

      Baruffini (SO). La città è immersa nell’oscurità più completa


      Dal tardo pomeriggio del 26 maggio la (non più) ridente città di Baruffini è immersa in un’oscurità totale. Non sorge più il sole e nemmeno le luci elettriche si accendono più. Ciò sta causando alla popolazione pesanti disagi. Si citano:
      • è divenuto impossibile persino andare al bagno e centrare il buco - ciò costringe la popolazione ad espletare all’aperto le proprie funzioni fisiologiche (già 18 persone hanno denunciato di aver subito improprio e mefitico lavacro)
      • coloro che intendono adempiere ai propri doveri coniugali corrono il costante rischio di sbagliare partner - ad esempio, il parroco intendeva consumare con la perpetua ed è invece arrivato ad un passo dal congiungersi carnalmente col sacrestano
      • gravi sono anche gli inconvenienti per coloro che frequentano assiduamente i numerosi lupanari della zona (c.d. “frequent fuckers”) - ieri uno di loro, erroneamente convinto di essere giunto in un pubblico esercizio carnale, ha tentato di consumare un amplesso con sua sorella, a fronte di un lauto compenso (5 Euro in monete da 50 cent)
      Il buio che avvolge Baruffini (sino a quando non si sa) è la giusta punizione che la Madonna di Tirano ha mandato sul delendo borgo rivolgendovi il suo sguardo amorevole e consolatore.
      A parere di Pasquino Pinzocheri Press Agency, sarebbero stati necessari ben maggiori flagelli, ma a fronte della volontà della “Sublime Patrona” non si può discutere ma solo ringraziare … e pregare che mandi una prossima ripassata.