martedì 17 luglio 2012

(moderne) Litanie dei santi

S. Michele
Italia divorata dalle parentele
S. Gabriele
Nazione che si strugge di lamentele
S. Raffaele
Un popolo sempre in cerca di tutele
S. Abramo
Abbiamo del tutto segato il ramo
S. Mosè
La memoria chi lo sa cos’è
S. Elia
Decenni passati a buttarsi via
S. Giovanni Battista
Gioventù che non scende mai in pista
S. Giuseppe
Dell’amor proprio chi mai ne seppe
S. Pietro
Masochisti che lo pigliamo dietro
S. Paolo
Che bello avvizzire nell’angolo
S. Andrea
Che gran voglia di scappare in Corea
S. Giacomo maggiore
Dov’è finito il senso del pudore
S. Giovanni
Un secolo passato a fare danni
S. Tommaso
Tanto sterco dove infilare il naso
S. Giacomo minore
Progressiva raffinazione dell’orrore
S. Filippo
Coscienza delegata a Mike e Pippo
S. Bartolomeo
Sull’orlo del burrone frizzante rodeo
S. Matteo
Un popolo allupato e cicisbeo
S. Simone
Italiano medio pezzo di coglione
S. Taddeo
Di ogni bruttura mi faccio corifeo
S. Mattia
Legittimo qualunque porcheria
S. Barnaba
Ci abbronziamo incoscienti ad Aqaba
S. Luca
Cultura sepolta in grande buca
S. Marco
Ulisse vieni e infilzali con l’arco
S. Innocenti
Immense greggi di preclari deficienti
S. Stefano
Non osiamo mai aprire il cofano
S. Sebastiano
Amori mercenari di ennesima mano
S. Policarpo
Dalla rabbia mi mangio dita e carpo
S. Giustino
È sempre incinta la mamma del cretino
S. Lorenzo
Con un calcio ti spedisco a Parenzo
S. Vincenzo
E se fosse cornuto il buon Renzo
S. Fabiano
Calvino ti sodomizza e neanche piano
S. Cosma e Damiano
Tu sgobbi e loro prendono il grano
S. Cipriano
Cosa ci resta ancora di sano
S. Bonifacio
Paese venduto per un soldo di cacio
S. Stanislao
Eroi tonitruanti che fanno miao
S. Tommaso Moro
È morto anche il senso del decoro
S. Paolo Miki
Tu vali meno di un canestro di fichi
S. Perpetua e Felicita
Bevi e canta che tutto precipita
S. Maria Goretti
Carriere edificate a forza di servizietti
S. Teresa della Croce
Due millenni di storia ormai senza voce
S. Silvestro
Ad ogni decadenza si offre il destro
S. Leone
Ad assessore nominano un beone
S. Gregorio
Spalancato il portone del mortorio
S. Ambrogio
L’igienista dentale merita un elogio
S. Agostino
Pensiero debole filtrato col passino
S. Geronimo
Trovato il peggiore eroe eponimo
S. Basilio e Gregoria Nazianzeno
Una nazione che tutto può fare a meno
S. Martino
Senno liquefatto che sgronda nel tombino
S. Nicola
Quando la rivoluzione diventa “sola”
S. Patrizio
Quanta gente da zompare dal precipizio
S. Cirillo e Metodio
Sacrosanto talvolta provare odio
S. Carlo Borromeo
Dare orgoglio al popolo babbeo
S. Pio da Pietrelcina
Disarmo dalla sera alla mattina
S. Antonio
Poni fine a tutto questo mercimonio
S. Benedetto
Un intero popolo si butta nel gabinetto
S. Bernardo
Destino ridicolo e beffardo
S. Domenico
Tramonto assurdo e famelico
S. Francesco
Chi ci crede sta ben fresco
S. Tommaso d’Aquino
Popolo bue e non certo equino
S. Ignazio di Loyola
Cervello beccato nella tagliola
S. Gaetano Thiene
Vai in mona forse ti conviene
S. Francesco Saverio
Tutto va bene a parte esser serio
S. Luigi Gonzaga
Contento il popolo quando paga
S. Vincenzo de Paoli
E adesso sono amari i cavoli
S. Giovanni Bosco
Tempo ridanciano ma anche fosco
S. Anna
Già nato il boia che ti scanna
S. Maria Maddalena
Storia stuprata con molta pena
S. Lucia
Al potere grassazione e ruberia
S. Agnese
Strappate le mutande a tutto il paese
S. Cecilia
Un razzo dietro e ti mando in Carelia
S. Caterina
Che noia la vita santarellina
S. Anastasia
Un bubbone grande quanto l’Asia
S. Scolastica
Un’ignoranza crassa e fantastica
S. Caterina da Siena
Esplode la piazza se manca la cena
S. Rita da Cascia
A forza di salassi il paese si accascia
S. Teresa d’Avila
Uomo della strada non certo aquila
S. Rosa da Lima
Troppo intelligente arrivarci prima
S. Bernardetta
Saggezza ormai cianotica e violetta
S. Maria Bertilla
Quando hai mandato l’ultima favilla
S. Luigi
Nello sbracamento sempre ligi
S. Monica
Coscienza in fase catatonica
S. Elisabetta d’Ungheria
Avanti con la prossima angheria
S. Liberale
Piombo al posto di pane e sale
S. Rocco
Testa come una noce di cocco

domenica 15 luglio 2012

Per una corretta lotta di liberazione…

…NON OCCORRE aspettare il Messia degli Ebrei
…NON SI DEVE credere alla rivoluzione proletaria ed all’instaurazione della dittatura del proletariato
…NON PARE IL CASO di credere a qualche profeta del nazionalismo
…E’ ASSURDO riempirsi la bocca di retorica patriottarda
…E’ DELETERIO continuare a farsi abbagliare dalla (sub)cultura anglosassone
…E’ ORA DI PIANTARLA con il mito dell’uomo solo al comando
…NON SERVE essere esterofili a buon mercato
…SMETTIAMO di invidiare la Germania
…ESISTONO MODELLI PIU’ STIMOLANTI dei giardinetti pubblici ben curati di Lugano
…E’ DA PAESE VECCHIO E SCLEROTIZZATO cedere alla retorica dei mercanti di paura
…SMETTIAMOLA di vedere negri, puttane, pedofili, stupratori anche nello specchio del bagno
...NON SERVE A NULLA la sindrome da accerchiamento
…E’ DEL TUTTO INUTILE cercare uomini della provvidenza
…NON E’ POSSIBILE vivere in una sorta di apnea della coscienza
…NON E’ LECITO tollerare la paralisi del pensiero
…NON E’ AMMISSIBILE un simile vuoto di idee
…NON SI PUO’ chiudere gli occhi ogni notte dicendosi “anche oggi sono morto un’altra volta”

…SERVE INVECE recuperare il senso dell’Europa e suo primato culturale
…SERVE INVECE urlare forte che il re è nudo
…SERVE INVECE denunciare l’infame menzogna del giudizio dei mercati
…SERVE INVECE essere ben convinti che il calvinismo-finanzismo è un demone che ha già prodotto enormi danni e non un destino ineluttabile
…SERVE INVECE disfarsi della schiavitù mentale dei modelli predefiniti e degli schemi (fintamente) immutabili
…SERVE INVECE essere persuasi che cercarsi dei padroni è infinitamente peggio che essere oppressi da dei padroni
…SERVE INVECE ricordarsi che abbiamo avuto i Medici ed i Gonzaga
…SERVE INVECE sapere che la libertà di pensiero non è solo un diritto ma anche un dovere da esercitare
…SERVE INVECE ricordarsi che abbiamo dato i natali a Leonardo, Michelangelo, Galileo, Raffaello e Botticelli (più le centinaia che tralascio per mancanza di spazio ma che ho nell’anima)
…SERVE INVECE avere il coraggio di prendere la parola, perché la parola non esprime solo la realtà, ma la può anche incarnare
…SERVE INVECE pensare che ciò che non è detto può non nascere
…SERVE INVECE avere maggiore rispetto della storia e della memoria
…SERVE INVECE aver coscienza di come quello che non è ricordato può essere cancellato
…SERVE INVECE capire che nessuna menzogna può essere spacciata all’infinito
…SERVE INVECE ricordare che a Stalingrado non passano
…SERVE INVECE ricordare che Napoleone doveva fare un boccone della Russia…doveva, per l’appunto
…SERVE INVECE ricordare che gli straccioni di Walmy non avevano nessuna speranza, per questo hanno vinto
…SERVE INVECE sapere che nella battaglia della piana dei merli le armate serbe furono distrutte ma la coscienza della nazione si edificò come un grattacielo di cento piani e dopo oltre 600 anni resta ancora viva
…SERVE INVECE ricordare che si può anche perdere ed incassare una sconfitta ma solo dopo aver combattuto
…SERVE INVECE aver ben presente che è la forza morale a curvare la storia, non le armi, il denaro e l’informazione prezzolata
…SERVE INVECE ricordare che adesso è notte, il silenzio è tenero ed assordante
…SERVE INVECE ricordare che se ci affacciamo alla porta troviamo mille motivi per scendere nelle strade
…SERVE INVECE sapere che non servono manganelli, spranghe e bottiglie molotov
…SERVE INVECE rifiutare il conformismo nell’anticonformismo di verdi e no global
…SERVE INVECE sapere che la fuori c’è un mondo intero che non accetta classificazioni, milioni di donne e uomini irriducibili nelle loro identità
…SERVE INVECE avere coscienza che i gesti di un solo uomo determinato possono ben più di un esercito che combatte una guerra in cui non crede

INSOMMA:
  • TROVIAMOCI UNA FAIDA IN CUI VALGA LA PENA DI CREDERE
  • SI VINCE E SI PERDE…E SE SI PERDE DI MUORE UNA VOLTA SOLA
  • ALLA FINE SI E’ VISSUTI…

martedì 10 luglio 2012

Due patrioti mille bandiere

Bandiera mutevole nelle due valli del Bitto
Strategia per non finire mai sconfitto
Siamo debitori morali della val Gerola
Il loro trasformismo ha fatto tanta scuola
Due patrioti buoni per ogni stagione
Sempre schierati dalla parte della ragione
Servitori mutanti di ideologia girevole
Cosa darebbero per il titolo di onorevole
Profeti intramontabili di sopraffina soverchieria
Predicatori instancabili del cambio di ideologia
Per loro il potere non è mai troppo grande
Cambiare tessera più veloce che le mutande
Di bandiere è necessario averne mille più due
Fast food politico per un popolo sempre bue
Lirici ed ispirati cantori del peggio sottobosco
Alfieri del futuro che più del passato pare fosco
Professionisti ineffabili di untuosi sottogoverni
Diamo al popolino i ben dovuti padreterni
La politica ridotta a bassa casa di tolleranza
Ennesimo sbrego in faccia alla decenza
Grandi eroi nascono sulla sponda orobica
Opinione pubblica in piena trance ipnotica
Marxisti, centristi, moderati ed anticomunisti
Grilli, cicale ed altri animali sempre tristi
Leader carismatici per popolo senza memoria
Sepolcri intonacati e tribunali della storia
Politica bassa, governo contro natura
Pane impastato con ignoranza e paura
Politica rancida, comicità genovese
Ride la plebe che paga le spese
Il prossimo congresso al passo S. Marco
Chiamiamo  Ulisse che ha oliato l’arco
Poi un bel meeting in quello di Rasura
Apoteosi della politica di bassa statura
Il paese è stanco di tutto questo vuoto
Il popolo si è allungato troppo lo scroto
Adesso basta, mi duole assai la panza
RITROVO AMOR PROPRIO E SANTA INTOLLERANZA

lunedì 9 luglio 2012

Patrizia

…è sempre l’ultima notizia
…è una succulenta primizia
…è un’innaturale delizia
…adatta ad ogni tipo d’impudicizia
…una tentazione surrettizia
…una deviazione correntizia
…la reincarnazione della giustizia
…mastica bene ogni malizia
…ti fa guarire dall’itterizia
…emenda e redime ogni sporcizia
…gigantesco monumento alla furbizia
…pare candido come una novizia
…ben conosciuto pure in Galizia
…lo voglion sindaco a Gorizia
…paladino che si batte contro l’ingiustizia
…è un dono la sua amicizia
…ti affascina con l’oratoria tribunizia
…adorato a glorificato anche in Croazia
…col pensiero fa fiorire la sforsizia
…è causa della nostra letizia
…cadiamo innamorati quando comizia
…senza mai fine, sempre inizia
NE PRENDIAMO ATTO CON MESTIZIA

Il fluire degli eventi

Lui piegava la realtà con un cenno
Roteava sempre la spada di Brenno
Irreprensibile poeta della cosa pubblica
Concupito dalla procura della repubblica
Rendiconto brutale di ogni minimo soldo
Brutto adesso definirlo un manigoldo
Uomo integerrimo di grande rigore
A fronte del malaffare sacro terrore
Servitore della nazione assai intransigente
Che infamia dire che pescava dal conto corrente
Ci prende per mano e ci porta alla fiera
Trasparenza che svapora in pia chimera
Lo brama la magistratura contabile
Lui così onesto ed affidabile
Messo al gabbio per un complotto comunista
Perseguitato da tremendi rimborsi a piè di lista
Lunga vita al quinto evangelista
Coi miracoli di fondi fa provvista
Animo candido al servizio delle istituzioni
E noi cattivi insinuiamo malversazioni
Parlarne male è da disonesti ed ignoranti
Indegni di pagare i suoi conti ai ristoranti
Grazie a lui ho imparato l’onestà
Col soldo altrui che bella la bontà
Grazie a lui mi sento candido ed inviolato
Un riferimento al basso fa sentire elevato
Grazie a lui sono diventato un patriota
Censore spietato di una nazione idiota

mercoledì 4 luglio 2012

Cosio (SO). Liberalizzazione delle pratiche sessuali zoofile

L’amministrazione comunale di Cosio, di concerto con il patriarcato ecumenico albigese di Regoledo, ha emanato l’editto Bestiae copulatio extrema salus, in forza del quale sono liberalizzate le pratiche sessuali tra uomini e bestie (spesso è difficile operare distinzioni nel ridente borgo).

“L’emanazione della bolla risponde all’esigenza, sentita da tempo immemore, di dare una veste giuridica chiara e riconosciuta alla promiscuità sessuale tra umani ed animali, da sempre praticata a Cosio. Per ora abbiamo regolamentato le seguenti fattispecie, ma non escludiamo per il futuro di allargarci ad ulteriori casistiche:
  • accoppiamento di donne sessualmente mature con tori, verri e stalloni
  • svezzamento di femmine in età prepuberale con montoni, becchi e pony
  • accoppiamento di uomini con giovenche, scrofe e giumente (c’è qualche problema di gioco tra cilindro e pistone)
  • svezzamento di maschi in età infantile con pecore, capre e galline
  • passività maschile con becchi, montoni, stalloni e tori
Noi siamo per un approccio gioioso e spensierato alla sessualità umano/bestiale ed abbiamo una cieca fede nelle teorie bidirezionaliste, fondate sull’intercambiabilità del ruolo di datore con quello di prenditore”, dichiara il Borgomastro di Cosio AntonSimone Spingini Lamonta.

“Noi albigesi siamo da sempre favorevoli alla liberazione sessuale non solo degli uomini ma anche degli animali. La nostra dottrina nasce dalla meditazione e dall’illuminazione dei nostri eremiti ritiratisi in clausura nelle malghe di Erdona e della Tagliata, i quali hanno sperimentato, grazie alla loro opera di apostolato con bovini, suini ed ovicaprini nuove forme di armonia olistica con il creato. Un’armonia fondata sulla filosofia della liberazione dell’anima tramite la lascivazione della carne. Per tutti questi motivi abbiamo reputato opportuno collaborare con il comune di Cosio alla stesura dell’editto Bestiae copulatio extrema salus. Gli albigesi hanno scoperto una verità che illumina cuori, corpi e menti in modo abbacinante e la vogliono mettere a disposizione della nazione”, aggiunge il patriarca albigese PierCataro Ingroppa Montoni.

In seguito a specifiche indagini condotte in paese, sempre camminando radente ai muri, guardandosi le spalle ed indossando biancheria intima in lamiera d’acciaio anticarro, Pasquino Pinzocheri Press Agency ha appreso che entro breve a Cosio saranno inaugurate quattro StallAlcova, luoghi di culto deputati alle pratiche zoofile.

Per parte sua Pasquino Pinzocheri Press Agency tiene a rimarcare come, ad oggi, non esista al mondo punizione bastantemente atroce atta a reprimere quanto accade a Cosio. Verrà aperto un concorso d’idee per brevettare una ventina di piaghe veterotestamentarie, da scatenare sul delendo borgo affinché ne sia cancellata tanto l’esistenza fisica quanto la memoria tra gli uomini.

Apologia dell’autoassoluzione

… perché è importante avere sempre un’alta immagine di se, tanto a parlar male ci pensa il prossimo (famigliole felici con tendine alle finestre e barboncino ben pettinato che zompetta in giardino).

… perché si possono avere mille difetti ma chi ci circonda è spesso tutt’altro che un fulmine di guerra (in una distesa di automobiline di latta anche una semplice Fiat Panda fa la figura di un carro armato).

… perché l’umiltà vera consente al resto del mondo di ritenerti una nullità e di sentirsi superiore.

… perché l’umiltà finta puzza di ipocrisia e di curia (IOR, CL, Opus Dei e compagnia cantante).

… perché i tuoi errori sono spesso pesanti un decimo di quelli di certi tromboni che ti fanno la morale (ci si facessero la rettoscopia con quel dito indice di mezzo metro).

… perché i benpensanti, sempre dalla parte della ragione, sempre candidi, sempre irreprensibili e sempre moralmente superiori sono involucri profumati fatti per contenere pus a metri cubi (che bello se la loro figliola “che certe cose non le fa” si facesse beccare “sul fallo” con un immigrato clandestino che campa di spaccio e rapine).

… perché odio a morte i predicozzi moralistici tipo “Avvenire” (la piantassero di riempirsi la bocca coi loro fottuti “valori” e pensassero piuttosto ai chierichetti che qualcuno si ingroppa in sacrestie ed oratori, ai crimini finanziari e ad altre zozzonerie da curia vaticana).

… perché con se stessi occorre essere garantisti e mai giustizialisti.

… perché occorre essere sempre orgogliosi di quello che si decide di fare e di vivere scientemente.

… perché il pentimento ha un suo valore solo per la salvezza eterna o per farsi abbuonare qualche anno di gabbio in tribunale (quindi, se non ci frega nulla dell’aldilà e non siamo sul banco degli imputati, il pentimento e la contrizione sono carta straccia).

… perché credo nella libertà dell’uomo anche nel commettere errori (e si fottano Hegel ed il suo stato etico).

… perché i sepolcri imbiancati saranno pure candidi ma mandano certe puzze (che si cerca inutilmente di coprire cremando incenso).

… perché di catoni solenni e penosi, di fantocci ricolmi di cenere e paglia il mondo è colmo ed è ora di esodarli una volta per tutti (su Plutone, ovviamente).

… perché fustigare i costumi altrui è ben più immorale che avere propri costumi immorali.

… perché alla fine dei conti, sono gli errori ed i difetti che rendono uniche le persone.

… perché la perfezione fa parte di un mondo ipotetico dove tutti sono uguali e senza identità.

… perché io sono io e non vedo perché dovrei sottopormi al giudizio di qualcuno.

BRUTTI BASTARDI, ME LA VOLETE LASCIARE LA LIBERTA’ DI FARLA GROSSA DA SOLO E NON CONTO TERZI??